Libri con: MARIAGRAZIA GERMOGLI

Storie d'autore 13 Prezzo: 9.99 € Anteprima Online Acquista

Storie d’autore 13

Non vi è miglior rimedio all’ozio del viver quotidiano che leggere delle Storie, quelle storie che, in arte, qualcuno vuole raccontarci: non per fuga, né isolamento, ma per trovarsi di fronte al reale nella sua massima concentrazione e poter, quasi terapeuticamente, guardare alla vita in modo diverso. Un compendio di Racconti ci permette di recepire, in un arco di tempo sintetico, tante e variegate suggestioni insieme, veicolate da stili, sentimenti e interiorità eterogenee; punti di vista diversi a testimonianza di un unico grande nucleo, complesso ed eclettico: Noi. È il sentimento del “noi” a farci sentire contemporaneamente il conforto della mancata solitudine e, insieme, la curiosità e lo stimolo propositivizzante delle cangianti sfaccettature di questo prisma esistenziale. D’altronde, come Hermann Hesse ci insegna: «Non dobbiamo leggere per dimenticare noi stessi e la nostra vita quotidiana, ma al contrario, per impossessarci nuovamente, con mano ferma, con maggiore consapevolezza e maturità, della nostra vita».

Francesca Pizzuti


Riflessi 6 Prezzo: 9.99 € Anteprima Online Acquista

Riflessi 6

Viene spontaneo collegare, oggigiorno, la parola riflesso e il suo plurale,
riflessi, a una mera condizione di specularità, una vera e propria
conformità alla nostra immagine esteriore. Vi è tuttavia un significato
più profondo e che indica nel riflesso la capacità di un essere
vivente di avere una risposta automatica, istintiva, ad un impulso
che proviene dall’esterno.
Traslata questa definizione fisiologica sul piano poetico-letterario, si
può quindi affermare che Riflessi non si limita a esporre graficamente
una traduzione di vissuti, bensì a mostrare come ogni autore sia un
coacervo emozionale ed esperienziale che, nel riflettere nella e della
scrittura, espone la propria relazione tra sé e il mondo. Solo così il
riflesso può trasformarsi in una mediazione, ovvero nell’atto della
Riflessione, da intendere, seguendo le parole di Freud, come «l’appropriazione
del nostro sforzo per esistere e del nostro desiderio d’essere»
non solo nello hic et nunc, ma nel tempo infinito e discreto del
comporre poetico.

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