Claudia Belletti

Racconti


THE SEAN TARGET

PREFAZIONE DELL’AUTORE

Qualcuno probabilmente in questo racconto riconoscerà luoghi, immagini, persone, fatti e/o altro. E’ tutto possibile, perché per me tutto è fonte di ispirazione per creare e costruire una storia.
In realtà il racconto è unicamente frutto della mia fantasia.
Altri probabilmente riconosceranno nella storia che ho raccontato, il loro sogno. Anche questo è possibile, perché ci sono sogni e favole comuni a tutti gli esseri umani e che ognuno può elaborare con la propria fantasia.
Ci sarà anche chi giudicherà questa storia banale. Questa storia appartiene ad una moltitudine di persone che si riconoscono empaticamente con i suoi personaggi.
Non è autobiografico, ma riflette la storia, i sogni e i desideri di tante persone.
Prima di scrivere questo racconto, ho ascoltato molte voci, ho letto tanti commenti, le riflessioni, gli sfoghi e ho avuto la conferma che l’animo e l’indole umana sono alla continua ricerca di stimoli, di passione e di energia. Ho avuto la prova di ciò che già sapevo istintivamente, cioè che proprio tutti siamo bramosi di sentimenti forti, di impulsi, di conferme costanti… di amore.
Sono certa che tutto ciò, non si trova solo nelle storie apparentemente semplici, ma spesso in quelle quotidianamente complicate.
Viviamo nell’inquietudine, a tutti serve un angolino dove rifugiarsi per fare decompressione, per abbandonarsi alle emozioni, per credere fermamente che tutto è possibile e trovare il coraggio di provarci.
Tutti, ma proprio tutti, vogliamo il lieto fine… sempre.

L’INIZIO DELLA FINE O LA FINE DELL’INIZIO?

E’ una fresca serata, la luna si riflette sulle onde dell’oceano, una brezza garbata lambisce la pelle.
Non esiste atmosfera migliore per accompagnare la passeggiata a piedi nudi che Sean ed io stiamo facendo sulla spiaggia.
Potrebbe connotarsi come una uscita romantica e lo è, ma oltre a questo è anche l’occasione per scoprire le reali intenzioni di Sean.
Sean, il sogno che potrebbe diventare realtà. L’uomo che infesta i miei sogni ad occhi aperti. Sì “infesta” è il termine appropriato, perché è costantemente presente nella mia mente, a volte anche in momenti in cui dovrei concentrarmi su altre cose.
Fino a poco tempo fa, nemmeno avrei potuto immaginare che Sean entrasse nella mia vita.
Stasera mi ha portato in un ristorantino, atmosfera intima e familiare. E’ stata proprio la scelta del luogo che mi ha fatto sospettare che avesse in mente qualcosa di importante per noi due.
Abbiamo parlato, riso e scherzato ed ora siamo qui a passeggiare sulla spiaggia, come farebbero due innamorati. Certo io di lui lo sono, effettivamente.
Sean mi ha cinto la vita con un braccio e si è avvicinato al mio orecchio:
– Carla, ti va se proseguiamo la serata da me, beviamo una cosa, guardiamo un film in DVD, se invece sei stanca ti riporto a casa.
– No non sono stanca, per me va bene, andiamo.
Siamo andati a casa sua e ci siamo trasferiti in piscina.
– Wow, Sean. Questa illuminazione intorno alla piscina è veramente suggestiva, di sera non l’avevo ancora vista. Viene voglia di tuffarsi.
– Puoi farlo, se il tuo abbigliamento intimo non si adatta come costume… beh puoi sempre fare il bagno nuda!
– E’ una bella idea.
Mi svesto completamente e mi immergo. Sean fa lo stesso e mi raggiunge. Nuotiamo e sguazziamo nell’acqua per un po’. Poi Sean si avvicina e mi chiede se sto bene e se ho freddo.
– Sto benissimo. No non ho freddo, l’acqua è calda.
Mi abbraccia e il solo contatto del suo corpo sulla mia pelle mi procura brividi infiniti.
– Allora non è vero che non hai freddo, ti si increspa la pelle, ti sento tremare.
– Non è colpa del freddo, stupido, sei tu che provochi queste reazioni.
Mi stringe forte a sé con una mano, con l’altra delicatamente accarezza il mio seno e mi bacia con intensità.
Ok sono a casa di Sean, immersa nella sua piscina, nuda, abbracciata a lui che mi sta baciando… non credo di essere viva!
In breve tempo la passione ci travolge. Piano piano mi spinge a un lato della piscina appoggiandomi al bordo.
Mi bacia, mi accarezza il corpo, si sposta con le labbra sul mio collo e il mio seno semi immerso nell’acqua.
Allunga una mano sul mio pube accarezzandolo e lentamente infila un dito nella mia natura. Bagnata nel bagnato, vogliosa e pronta ad accoglierlo.
Poi mi aggrappo al suo collo e avvolgo le gambe attorno alla sua vita per permettergli di penetrarmi con facilità.
Con spinte lente ma forti mi prende, strappandomi gemiti di piacere, mi inchioda alla parete della piscina.
Uno sciabordio di acqua esce dalla vasca ad allagare il bordo piscina.
Siamo eccitatissimi e ancora prima di poterci abituare ai nostri stessi ritmi sessuali, l’orgasmo ci coglie, intenso e fulmineo a decretare con quanto desiderio ci siamo presi.
Sean mi prende il viso tra le mani e mi bacia dolcemente. Poi mi guarda fisso negli occhi:
– Ehi, sei stupenda. Mio Dio quanto sei eccitante.
– E’ stato bellissimo Sean.
– Carla, stasera avevo voglia di questo dal primo momento che ti ho visto, non ho pensato ad altro.
– Quindi stasera avevi intenzione solamente di scoparmi.
– No Carla, ti sbagli. Tu mi piaci parecchio non solo dal punto di vista erotico. Le mie intenzioni con te vanno oltre.
Oltre.
Oltre e fino a dove arrivano?
Questo mi chiedo. Ed è ciò che vorrei sapere da lui. Sono innamorata di questo uomo, così affascinante, bello, simatico e travolgente.
Vorrei averlo accanto tutta la vita. Ma lui vorrà da me le stesse cose.
Sean mi solleva facendomi sedere sul bordo della piscina, rimanendo immerso nell’acqua, si insinua tra le mie gambe, mi cinge i fianchi con le braccia e appoggia il capo al mio ventre.
Rimane così, in questa posizione a lungo, senza fiatare, accarezzandomi il fondo schiena con una mano, la coscia con l’altra.
Il tempo sembra non trascorrere, dilatato nel silenzio di questa magica serata.
Ed io, passando le dita tra i suoi capelli bagnati, attendo una parola, un discorso che riesca a dissipare la mia ansia di conoscere le sue intenzioni.
Quell’ansia che lentamente polverizza la magia che ci circonda, lasciando il posto al dubbio sui reali sentimenti che Sean prova per me.

Ma per sciogliere il dubbio, prima è necessario che vi racconti tutto sin dall’inizio.

L’OBIETTIVO

Mi chiamo Carla, sono una creativa e ho una specializzazione in Arti Visive.
Cosa faccio nella vita è complesso da spiegare. Diciamo che invento, creo situazioni, realizzo installazioni. Nelle mie mani gli oggetti cambiano forma, dimensione e utilizzo. Amo reinterpretare l’uso degli oggetti, definisco i contenuti oppure solo i contorni di una storia, qualunque essa sia, dove i protagonisti sono le persone, gli oggetti, gli animali, la natura…tutto è fonte di ispirazione e quello che non esiste me lo immagino e lo concepisco.
Tra i miei molteplici interessi c’è la musica, è la mia linfa e non potrei mai farne a meno. In questo non ci sarebbe nulla di strano, tranne che il mio interesse principale, l’oggetto del mio desiderio, è proprio una rock star.

Sono anni oramai che seguo una Band musicale: album, concerti, eventi, non mi perdo una news, un loro passaggio sui social network, una qualunque traccia della loro esistenza.
Mi nutro della loro musica, ne ho bisogno, mi aiuta ad affrontare i problemi quotidiani a rendere meno pesanti gli impegni della vita. La musica mi accompagna in ogni situazione triste o felice, è sempre lì pronta a riempirmi l’anima.
E’ il mio rifugio, dove posso coccolarmi, ridere e piangere, sfogarmi, cadere e rialzarmi.
E’ la mia ancora, la mia fede, la mia libertà.
E poi c’è lui, Sean, il mio oggetto del desiderio.
E’ un membro di questa Band. Ascoltarli mi stimola ed ogni stimolo mi trascina in un infinito godimento anorgasmico.
Lui, coi i suoi occhi profondi, il suo sguardo che rapisce. Lui col suo sorriso dolce ed intrigante allo stesso tempo.
E’ davvero tremendamente sexy ed ispira le situazioni più insane, però riesce anche ad addolcire i pensieri quando col suo sguardo e il suo sorriso appena accennato ti riporta allo stadio infantile e ti torna alla memoria il sorriso di tua madre quando ti teneva in braccio.
Senza parlare della sua voce, calda, virile. La sua risata poi è contagiosa, infonde buon umore e spensieratezza.
La mio obiettivo è proprio lui!

La Band è composta da Jason, il frontman-chitarrista-vocalist nonché fratello di Sean e Timothy il bassista. Di recente ho seguito la Band in un loro concerto. Lui era là sul palco. Ho seguito ogni suo movimento, ogni sua espressione del volto. Mi sono immaginata mescolata al suo istinto, quello che lo ispira a suonare. Avrei voluto sostituirmi al suo strumento musicale e assorbire tutta l’essenza del suo vigore, lo stesso che contemporaneamente si insinuava sotto la mia pelle, dentro alle vene fino all’anima.
Con la mente, il corpo, il cuore e tutti i miei 6 sensi (sì ho proprio scritto 6), ero con lui, in simbiosi, in totale rapimento, presa da una sorta di ebbrezza intra ed extra corporea.
Non sono una di quelle fans esagitate urlanti e spasimanti capace di saltare addosso all’idolo di turno appena esce dal suo Hotel, l’indomani di uno show. E nemmeno mai potrei rincorrerlo per mendicare un autografo. Sì certo è interessante avere la sua sigla scritta di suo pugno sulla copertina dell’ultimo album. Ma io non mi accontento di un gesto che abitualmente lui ripete migliaia di volte, non voglio essere una qualunque delle sue fans, non voglio un segno qualunque.
Io voglio qualcosa che sia solo per me, dedicato e… molto di più: io voglio lui in carne ed ossa. E il massimo delle mie intenzioni è addirittura quella di non essere nemmeno una semplice avventura.
Mi rendo conto dell’improbabilità dell’impresa, ma perché convincersi che ciò che desideriamo sia sempre una cosa impossibile da ottenere? Perché non tentare di realizzare i propri sogni, perché non osare?
E allora comincio seriamente a congegnare il “Piano A” escludendo completamente il “Piano B” … se non funziona il primo, il secondo non ha alcuna ragione di esistere!

Sono a conoscenza che la Band sta facendo un casting, alla ricerca di personaggi per realizzare il videoclip di una canzone inserita nel loro prossimo album in uscita fra qualche mese.
E’ l’occasione giusta per presentarmi al casting, non come personaggio ma come collaboratrice per la realizzazione di locations, di scenografie, o altro.
Così cerco il modo di avere un appuntamento per un incontro dove esporre le mie esperienze e potenzialità e provando così a convincerli che posso essere utile per i loro progetti. Prendo contatti con i loro collaboratori e alla fine riesco a strappare una data, è tra una decina di giorni e ovviamente devo volare a Los Angeles dove loro vivono.
Ho giusto il tempo di organizzare tutto l’occorrente per affrontare questa avventura.
Comincio a preparare il materiale di lavoro, Book contenente foto, testimonianze e descrizione dei miei lavori, Tablet, Notebook e ovviamente l’abbigliamento giusto per dare una buona impressione.

E’ il giorno precedente alla partenza, sono già emozionata al pensiero di incontrare la Band.
Programmo la caffettiera elettrica che domattina mi farà trovare il caffè caldo e fumante. Sulla sedia l’abbigliamento comodo per il viaggio.
Punto la radiosveglia che consacrerà l’inizio di questa avventura. E’ per le ore 5,00 e la suoneria comincia con un “bip-bip-bip” seguito, ovviamente, da un brano della mia Band.
Mi addormento pregustando l’incontro tanto atteso.

LA META

Il viaggio è stato rilassante e anche operoso, col mio Notebook ho fatto qualche ricerca per aggiornarmi sulle ultime news relative alla Band, non posso farmi trovare impreparata e mi sono anche riguardata tutti i videoclip dei loro brani per capire a fondo lo spirito e i messaggi che amano trasmettere al pubblico.
Sono atterrata in perfetto orario e, come d’accordo con la produzione, un autista mi attende per accompagnarmi all’Hotel dove alloggerò.
Il tempo di depositare i bagagli, mi cambio velocemente, scelgo un look elegante ma non troppo impegnativo: camicia bianca sbottonata al punto giusto (che significa un istante prima del reggiseno), gonna nera con leggero drappeggio sul fianco, decolté nera tacco 10 cm. Una controllatina al trucco, occhiali da vista d’ordinanza. Insomma abbastanza da segretaria seria, ma anche un po’ sexy.
Sono pronta, l’autista mi aspetta per portarmi allo Studio dove la Band lavora, che si trova esattamente nella villa di residenza di Jason.

Vengo subito accolta con cordialità.
Per primi vedo Jason e Timothy e alcuni loro collaboratori, è solo in un secondo momento che da una porta spunta lui, Sean, con il sorriso sulle labbra, la sua barba incolta e il suo abbigliamento semplice e curioso…è veramente sexy e dal vivo ancora di più!
Vederlo così a un passo da me mi provoca un tuffo al cuore, è proprio bellissimo e da così vicino nel suo sguardo posso vedere quella luminosità che una foto non potrà mai cogliere così vera.
Ci accomodiamo tutti e quattro in un salottino, appoggio sul tavolino il mio Book e comincio col presentarmi e ad esporre le mie competenze. Chiedo a quali progetti musicali stanno lavorando e a cosa hanno pensato di realizzare per il prossimo album e i videoclip.
Jason mi chiede cosa aggiungerei al video che stanno progettando per un loro brano, mostrandomi del materiale di registrazione su un PC portatile. Sembra quasi un test, così rispondo che vorrei prima ascoltare il brano possibilmente dal vivo per lasciarmi trasportare, ispirare e solo dopo elaborare un’idea.
Vengo subito accontentata, ci trasferiamo nella sala prove e registrazione dove i ragazzi prendono posto ai loro strumenti ed eseguono il brano in questione. Che emozione, sto ascoltando in anteprima, dal vivo e a un solo passo da loro un brano del prossimo album… wow mai avrei potuto desiderare tanto.
E lui, Sean, vederlo suonare solo ad un passo da me è semplicemente magico, la sua energia mi investe completamente, il suo calarsi anima e corpo nella musica mi trascina oltre.
Vengo immediatamente pervasa da una forte emozione, mi vengono in mente già alcune idee che non attendo a descrivere ai ragazzi subito dopo l’esecuzione.
Jason rimane piacevolmente colpito da un paio di proposte e mi fa i complimenti per l’immediatezza con la quale ho elaborato le ipotesi.
Una loro assistente sopraggiunge portando una comunicazione verbale, a quel punto mi chiedono gentilmente di attendere nel salottino precedente dove una ragazza mi offre un caffè.
Credo proprio che i ragazzi approfitteranno anche per consultarsi e sono certa di essere l’oggetto dei loro discorsi. Incrocio le dita e nel frattempo continuo a pensare a come realizzare un buon lavoro sul brano ascoltato, prendo appunti sul mio tablet.
Mi guardo attorno, ogni mobile, oggetto, o altro presenti nella stanza parlano e raccontano qualcosa del padrone di casa, un artista a tutto tondo, sorprendente, visionario, geniale.
Passano circa 15 minuti ed ecco che Jason mi raggiunge, si siede scusandosi per avermi fatta attendere.
– Siamo interessati alla tua collaborazione, vorremmo avvalerci del tuo aiuto per la realizzazione di alcuni progetti. Pensavamo ad un trattamento economico a progetto, senza una scadenza di tempo quindi, ma vincolato alla realizzazione dei progetti che verranno definiti in fase di contratto.
Sorridendo mi informa che sono stati tutti d’accordo nella decisione di assumermi, solo una piccola osservazione da parte di uno di loro, Timothy, ma non sulla mia professionalità, mi ha definito troppo affascinante per non riuscire a distrarre tutti i maschi presenti in Studio, poi Jason aggiunge che anche lui pensa che io sia di gradevole presenza.
– Grazie per il complimento. Alla fine come si è convinto Timothy che la mia presenza non avrà influenze su tutta l’equipe?
– E’ stato Sean ad affermare che troppo fascino non è mai troppo…
… Cosa? Sean dice questo? Troppo fascino? Intende il mio fascino? E sì certo a quale altro fascino poteva riferirsi. Quindi l’oggetto del mio desiderio mi trova affascinante?
Wow questa sì che è una bella sorpresa! Cominciamo bene, se già all’inizio Sean mi vede affascinante sono già a cavallo, adesso mi basta incamminarmi al trotto per poi frecciare al galoppo!
Ovviamente accetto senza esitazione e con una forte stretta di mano Jason mi comunica che possiamo già cominciare da domani, quindi mi invita a presentarmi in Studio il mattino seguente dalle 9,00 in poi dove mi farà trovare dalla sua assistente copia del contratto.
A questo punto ci alziamo e Jason mi invita a conoscere gli altri componenti del team tutti presenti in Studio: grafici, produttori, autori, tecnici, registi, scenografi, altri musicisti, ecc. …
Veramente un’equipe di persone poliedriche ed interessanti con cui lavorare. Mi danno tutti il benvenuto, un’accoglienza veramente calorosa, sembrano sinceramente contenti di avere una nuova collega con la quale collaborare.

E’ giunta l’ora di abbandonare lo Studio, raccolgo le mie cose e intanto ci raggiungono Timothy e Sean per salutarmi, ringrazio anche loro per avermi scelto, l’ultima occhiata prima di girarmi verso l’uscita è proprio per lui, Sean, che ricambia il mio sguardo con un sorriso.
Uscita dal cancello mi abbandono ad un profondo sospiro di soddisfazione e mi faccio accompagnare dall’autista all’Hotel.
La serata trascorre tranquilla, ho un mucchio di pensieri per la testa, ma quello che ricorre insistentemente sono gli occhi di Sean, la sua voce così penetrante, le sue risate così coinvolgenti, il suo gesticolare e muoversi nello spazio circostante, semplicemente la sua presenza fisica lì, a un niente distante da me.
Riuscirò a non farmi travolgere quotidianamente dalla sua influenza e dal suo fascino, riuscirò a lavorare con lucidità e a soddisfare le richieste e le aspettative della Band, oppure l’oggetto del mio desiderio mi distoglierà dal mio impegno?
Spero di farcela su entrambi i fronti: lavorare al meglio senza dimenticare il mio obiettivo.
Non sono sicura che riuscirò ad addormentarmi, sono così eccitata e soddisfatta, ho un sorriso cretino stampato sul volto e ancora non riesco a credere di essere riuscita ad entrare dalla porta principale.
E invece, forse provata per il forte impatto emotivo, mi abbandono ad un sonno profondo.

Il mattino seguente decido per un look più formale, tanto per attenuare la convinzione di Timothy sul mio fascino “disturbatore”, senza trascurare però la femminilità.
Viene ad aprirmi Sean, non potevo chiedere di meglio per il mio primo giorno di lavoro.
Mi chiede subito se voglio cominciare la giornata con un caffè, eh già si sa che il caffè è la vera droga di Sean, accetto e lo accompagno nella Sala Relax, mentre sorseggiamo il caffè mi chiede di raccontargli qualcosa di me e del mio lavoro, scambiamo un paio di chiacchiere e mentre raggiungiamo gli altri in Studio mi informa che tutte le mattine, quando arrivo, posso trovarlo in Sala Relax per il caffè.
Che gentile… sembra quasi l’invito per un appuntamento fisso!
I ragazzi mi mostrano la scaletta dei brani che inseriranno nel prossimo album e mi fanno avvicinare ad un PC provvisto di cuffie invitandomi ad ascoltare i 3 brani per i quali sarebbero intenzionati a realizzare un videoclip.
Mi accingo ad ascoltarli, sono bellissimi, esattamente la musica che mi appassiona, mi fa battere il tempo con le mani, con i piedi e mi fa scuotere la testa.
Sono già ispirata e comincio subito a prendere appunti, per fissare tutto ciò che mi passa per la testa.
Chiamo Jason e avanzo una richiesta:
– Jason, ascoltare i brani in cuffia è utile ma sarebbe più interessante ascoltarli dal vivo, proprio come è successo ieri, sono certa che farmi trascinare, oltre che dal suono, anche dalla vostra interpretazione in 3D sia ancor più illuminante. Vorrei farmi investire i sensi dalla vostra energia. Chiedo troppo? Vi andrebbe di eseguirli adesso?
Lui spalanca gli occhi e dice:
– Oh certo hai ragione, è una buona idea, aspetta vado a chiamare gli altri e vediamo se sono liberi per una sessione.
E così ci trasferiamo in sala registrazione, mi posiziono esattamente al centro, proprio in mezzo a loro, voglio avere tutta la musica intorno ad avvolgermi a 360° per immergermi nel sound. E’ un’esperienza entusiasmante, ci si sente parte di un tutto.
Terminata l’esecuzione dei 3 brani, rimango immobile ad occhi chiusi in mezzo a loro, rapita ed ispirata, in fase di puro coinvolgimento emotivo. Sento i loro occhi su di me, non parlano e stanno sicuramente aspettando che io torni sulla terra per comunicare.
Alla fine apro gli occhi, li guardo in sequenza, sorrido ed esordisco dicendo:
– Che spettacolo, ho già davanti agli occhi tutti i dettagli da inserire nella trama che voi avete già tracciato. Lasciatemi il tempo di focalizzarli e vi aggiorno.
Jason mi risponde dicendo:
– Ok Carla, prenditi tutto il tempo che ti serve.
A quel punto Sean passandomi a fianco mi appoggia una mano su una spalla e mi dice:
– Non vedo l’ora di conoscere gli aggiornamenti.
Mi sorride ed esce dalla stanza.
Il solo suo contatto fisico, anche attraverso il tessuto della mia maglietta mi provoca un sussulto allo stomaco e un brivido lungo la schiena.
Santa pazienza che effetto mi fa questo uomo.

Sono passate 3 settimane, durante le quali ho elaborato diverse sessioni dei video in questione, sempre sotto la super visione di Jason e l’approvazione anche di Sean e Timothy.
Diversi dettagli a cui ho pensato sono addirittura stati considerati geniali e sorprendenti. Insomma la mia collaborazione sembra funzionare e i ragazzi sono generosi di complimenti.
Intanto la quotidiana presenza di Sean non fa che aumentare il mio trasporto nei suoi confronti e di conseguenza la mia determinazione di portare a compimento l’obiettivo.
Sean è veramente una persona eccezionale. Oltre ad una notevole intelligenza ed elasticità mentale, è molto altruista e sempre disponibile al dialogo e al confronto, incline a rivedere le sue posizione in nome di un concetto apprezzabile, ascolta molto e riflette su ogni input. E poi è di una simpatia travolgente, è spiritoso e con uno spiccato senso dell’umorismo.
Tutti i ragazzi del team sono simpatici e in Studio vige una grande ilarità, non c’è competitività, se non con lo scopo di riuscire a realizzare la cosa migliore e quindi non ci sono sfide tra loro, ma solo un grande sforzo sinergico per raggiungere il massimo risultato. E’ decisamente il miglior modo di lavorare in equipe.
Mi sono integrata perfettamente con tutti loro, non mi fanno mai sentire un’estranea, anzi mi coinvolgono sempre nelle attività per le quali ho competenze specifiche, senza rivalità e/o gelosie. Spesso vengono da me per chiedere pareri e consigli, come spesso io li consulto dove non ho mezzi e conoscenze, per poter procedere con lo sviluppo dei lavori.
E’ un ambiente fantastico… non vorrei più andarmene.

IL PARCO

Oggi è una splendida giornata. Decido di adottare un abbigliamento casual.
Allo Studio, quasi tutti sentono il benefico effetto del clima e vige un generale spirito solare.
Stiamo elaborando diversi blocchi dei videoclip, tra poche settimane cominceranno le riprese vere e proprie. Che emozione, questo significa l’inizio della realizzazione dei progetti. Sono tutti eccitati sapendo di aver quasi terminato la fase progettuale e non vedono l’ora di concretizzare le idee.
Jason stamattina non è in studio, mi informano che si è recato nell’azienda che sta realizzando il merchandising della Band. Pare che sia pronta l’ultima collezione di abbigliamento, si tratta di moda casual oltre ad accessori e gadget griffata dalla Band.
Tutti gli articoli sono molto apprezzati dai fans e costituiscono un ottimo business. A tale proposito avrei in mente altri articoli e credo che potrei tentare di sottoporre alla Band queste mie idee in futuro.
Dopo pranzo Jason arriva in Studio con un paio di grandi sacche. Ci chiama tutti fuori in giardino e ci mostra il contenuto.
– Ragazzi ho appena ritirato un po’ di materiale dall’azienda di confezioni, ditemi come vi sembra la nuova collezione.
Così dicendo estrae dalle buste di nylon magliette, felpe e pantaloni, porgendoceli.
– Ogni articolo è disponibile in tutte le taglie ed in vari colori. I soggetti disegnati sono almeno una decina. Che ve ne pare?
Jason mi porge una T-Shirt, è verde… è proprio il mio colore preferito, che caso!
– Wow Jason è troppo carina, simpaticissima e divertente, complimenti!
– A proposito, per le donne c’è anche la versione Top con spalline sottili…un tocco di femminilità.
– Ehi sei tu lo stilista? – chiedo a Jason dopo aver osservato la stampa sulla maglietta.
– Non esattamente a parte qualche suggerimento, per i modelli mi sono affidato ad un’amica stilista.
Tutti i ragazzi dello Studio, hanno apprezzato il nuovo merchandising, tra approvazioni, complimenti, strette di mano e abbracci, tutti abbiamo espresso parere positivo all’unanimità.
– Bene allora visto che siete tutti contenti di questa novità, ho pensato di festeggiare prendendoci tutti assieme il pomeriggio libero dal lavoro e vi propongo di andare tutti al parco, ma ad una condizione: vi dovete tutti cambiare, indossare i nuovi capi dalla testa ai piedi, scegliete qui le vostre taglie ed i colori che preferite. Vi ho detto che volevo esonerarvi dal lavoro, in realtà vi sto chiedendo di andare in giro a fare pubblicità, praticamente intendo sfruttare il vostro corpo come cartellone pubblicitario, indossateli e usciamo!
Siamo tutti scoppiati a ridere, questo è l’ennesimo business di Jason, è una macchina fabbrica soldi, in milioni di modi differenti. Il fatto è che gli riesce benissimo ed ogni sua idea realizzata è sempre un successo.

Dopo esserci tutti cambiati con i nuovi abiti sponsorizzati dalla Band, ci siamo incamminati verso il parco poco distante.
Qualcuno si è portato una palla da basket, il parco offre vari campi da gioco. Altri si sono muniti di freesbe, guantoni e mazze da baseball.
Durante il tragitto Sean mi si è avvicinato:
– Ehi sai che stai veramente bene in tenuta sportiva.
– Davvero? Grazie! In effetti porto raramente indumenti sportivi ma mi sento comunque a mio agio, sono comodi e informali, ogni tanto ci vuole un abbigliamento easy. Secondo te mi dona di più questo abbigliamento sportivo oppure vestita “per bene”?
– Stai bene vestita in ogni modo. Vedo che non hai preso il cappellino. Ci ho pensato io, non vorrei che ti si surriscaldasse quel capolavoro di cervello che hai sopra il collo, eccolo è verde come la T-Shirt.
Come si fa a non ridere di tutte le divertenti sciocchezze che Sean riesce a sprigionare dalla sua bocca? E poi ho appena scoperto che è premuroso!

Arrivati al parco, ci siamo sistemati in un’area adiacente al campo da basket, così alcuni ragazzi, compreso i fratelli, si sono allenati con qualche tiro al canestro.
Intanto io ed un paio di ragazze abbiamo improvvisato qualche lancio di freesbe, a volte interrotti da un simpatico cagnolino che tentava di rubarcelo correndo avanti e indietro.
Timothy si è allontanato per raggiungere il vicino camioncino di hot-dog e bibite, tornando con un mega contenitore di bicchieroni di carta: bibite e succhi di frutta per tutti.
Mentre gioco con le ragazze, ad un certo punto, sporgendomi alla mia destra per afferrare il freesbe in arrivo, mi sono sbilanciata e stavo quasi per cadere, ma prontamente ho trovato due braccia ad afferrarmi per evitare la rovinosa caduta e inaspettatamente quelle braccia erano di Sean.
Come faceva ad essere lì, dietro di me? Non stava giocando a basket con gli altri?
– C’è mancato poco che ti schiantassi sull’erba!
– Già, grazie Sean, se non era per il tuo pronto intervento adesso avrei i miei abiti nuovi macchiati di terra ed erba. Ma tu cosa ci facevi qui a un passo da me, non stavi giocando a basket?
– Sì prima, ma adesso ero nei paraggi.
Ha continuato a tenermi la mano incollata sul fianco e solo a quel semplice contatto io avevo i brividi, ho sperato non si accorgesse della pelle d’oca sulle mie braccia.
D’accordo che voglio sedurlo ma proprio mostrarmi così vulnerabile al semplice contatto mi sembra un segno di debolezza. Non bisogna dare troppe certezze immediate agli uomini altrimenti perdono la voglia di conquistarci e smettono di corteggiarci.
Il mio concetto di seduzione sta nel mostrare interesse verso l’altro, cercando di trasmetterlo con inequivocabili segnali del corpo, con gli sguardi ed i sorrisi, ma senza eccedere per non scivolare in quel genere di comportamento di arrendevole devozione.
La verità è che farsi spontaneamente desiderare, aumenta il desiderio e la passione nel momento in cui l’impazienza si polverizza in un incontro.

A quel punto Sean si mette di fianco a me e mettendomi un braccio sulla spalla opposta mi dice:
– Ti va di fare due passi?
Accetto, congedo le ragazze e mi incammino assieme a lui.
Facciamo qualche centinaio di metri verso un piccolo ponte passante sopra ad un ruscello che attraversa il parco. Ci fermiamo sulla sommità del ponte e ci appoggiamo alla ringhiera.
– Questo corso d’acqua è popolato da famiglie di anatre, guarda là c’è una mamma coi piccoli.
– Che carini, guarda sembra che la mamma gli stia insegnando a raccogliere l’acqua col becco per pulirsi le penne. Sono tenerissimi.
– Sì, fa piacere vedere che qui hanno un habitat ideale in cui vivere. Qui sono al sicuro nessuno si sogna di fargli del male. Devi sapere che questo parco è famoso per ospitare molte specie animali che qui trovano l’habitat ideale per vivere e riprodursi. Il parco è meta frequente di scolaresche in visita proprio alle varie colonie di animali. Mammiferi, volatili, roditori e altri.
Mentre parla sono girata verso di lui, scruto il suo profilo, il movimento delle sue labbra. Trovo che sia così sexy quel buchino, appena accennato, sulle guance ai lati della bocca che si infossa a volte mentre parla.
Ad un certo punto si gira verso di me e per pochi istanti i nostri volti si trovano a un paio di centimetri di distanza. Secondi interminabili durante i quali sono attraversata da molteplici sensazioni: emozione, un’irresistibile attrazione, il desiderio di appoggiare le mie labbra sulle sue, di baciarlo appassionatamente, subito e senza esitazione.
Abbiamo entrambi le labbra appena socchiuse, quasi un reciproco invito. I nostri sguardi sono proprio lì appoggiati sulle nostre labbra bramose.
Poi nello stesso istante entrambi abbiamo sollevato lo sguardo dritto nei nostri occhi e con quello sguardo abbiamo deciso che forse non era il caso di abbandonarci al desiderio.
Per prudenza, per timore che sia inopportuno e troppo presto, oppure che possa essere frainteso. Qual è la ragione che ci fa desistere?
Eppure la tentazione è forte e così sembra anche da parte sua. Non è la prima volta che dimostra interesse nei miei confronti.
Perché allora non ci abbandoniamo al desiderio di baciarci?
Non voglio pensare a chissà quali motivazioni negative di questo “non evento”, voglio pensare che c’è un tempo per ogni cosa e che per noi non è ancora arrivato quello giusto.
Voglio pensare che l’episodio, breve brevissimo ma comunque intenso e significativo, serva ad intensificare il desiderio. Voglio considerarlo un invito, inespresso, che ci siamo fatti reciprocamente. Se questa volta non ci siamo baciati ma avremmo voluto, la prossima occasione ci baceremo senza indugio.
Ecco, a questo voglio pensare.

Ci allontaniamo dal ponte proseguendo ancora lungo il sentiero del parco, per tornare al punto di partenza e raggiungere gli altri.
Uno dei ragazzi dello studio ci chiede dove siamo spariti e Sean prontamente risponde che abbiamo fatto un giro di jogging per il parco.
Restiamo al parco fino al tardo pomeriggio, poi rientriamo in studio dove Jason ci comunica che, naturalmente, possiamo tenerci gli abiti che abbiamo indossato.
Quella sera in Hotel ho lungamente ripensato a quegli attimi così emozionanti vissuti su quel ponte.
Pochi e lunghissimi istanti di pura emozione che ti rimane incollata allo stomaco per l’eternità.
Che strana dimensione ha il tempo: pochi, lunghissimi, eternità.

IL SUSHI

L’appuntamento mattutino con Sean si rivela sempre più interessante, il caffè alla fine è diventata la scusa per chiacchierare con lui, di tutto, nessun argomento escluso oltre ad una buona dose di risate che fanno cominciare bene la giornata.
Ieri mattina ho fatto tardi e quando sono arrivata in Studio Sean mi ha detto:
– Eccoti finalmente, mi stavo preoccupando, stavo già pensando che oggi non saresti venuta e mi chiedevo come mai. Il caffè non ha lo stesso gusto se lo bevo da solo. E’ successo qualcosa?
– No Sean, l’autista ha trovato traffico ed è arrivato con mezz’ora di ritardo.
– Se dovessi avere ancora dei problemi, telefonami così passo io a prenderti.
– Lo farei se avessi il tuo numero, ho solo quello dello Studio.
– Ah già cara, dammi il tuo numero, ti mando un sms così puoi memorizzare il mio.
Mmh astuto il ragazzo, un sistema semplice ed innocente per avere il mio numero di telefono, d’altronde l’occasione fa l’uomo ladro…e in fondo il motivo giusto gliel’ho fornito io facendo tardi!
… E se il “ladro” è Sean, derubami pure di tutto, qualcosa di me già te lo sei preso!

Sono oramai a buon punto con la realizzazione dei miei incarichi, ho intenzione di chiedere a Jason se posso ascoltare anche gli altri brani del nuovo album. Senza farmi attendere per la risposta, Jason mi concede l’ascolto in anteprima.
Ho trovato un brano che ritengo si presti benissimo per un videoclip. Ne ho subito parlato con Jason.
– Dici davvero? Pensi possa uscirne un video interessante? Come hai pensato di realizzarlo?
– Jason in realtà ancora non ho un’idea precisa, ma sento che qualcosa si muove qui nel mio cervello. Ti va di fare quella prova “live”, come abbiamo fatto per i 3 precedenti? Sono sicura che mi ispirerà definitivamente.
– Agli ordini, magnifica e folle visionaria che non sei altro!
Jason chiama subito Timothy e Sean, i quali mi prendono bonariamente in giro emettendo rumori con la bocca come per imitare un allarme.
Timothy mi guarda e dice:
– Attenzione, Carla ha un altro attacco di follia, non azzardiamoci a contrariarla, altrimenti si inventa un video dove ci seppellisce per l’eternità!
Sean rode e aggiunge:
– Carla non dobbiamo deluderla mai, anzi bisogna sempre farla contenta.
… Contenta? Sean vuole farmi contenta sempre? … In che senso? Mmh cosa avrà mai voluto dire?
Inutile dire che l’ascolto live ha prodotto in me forti emozioni che si sono in breve tradotte in una marea di idee.
Sottoposta la bozza alla Band, ne sono rimasti immediatamente entusiasti tanto da programmarne la realizzazione. Questo prevede ovviamente un rinnovo del contratto per questo nuovo progetto esecutivo e quindi anche un prolungamento della mia permanenza.
Non credo a ciò che mi sta succedendo!
Sono stanca ma soddisfatta, felicissima di questa nuova avventura.
Sono le 20,00 e siamo ancora in Studio per mettere a punto alcuni dettagli, non riusciamo a staccarci da questo nuovo progetto, sembra che tutte le idee siano da concepire all’istante, come se domani fosse troppo tardi e rischiassero di volatizzarsi nel nulla, come se la fantasia che ci accomuna, potesse esaurirsi se non esplicitata immediatamente.
Sean da dietro la console, si stira allungando le braccia, sbadiglia e dice:
– Ho una fame che divorerei i portoni dell’inferno, cosa ne dite di continuare domani?
Timothy guardano l’orologio e dice:
– In effetti si è fatto tardi e anche il mio stomaco reclama.
– Non vi nascondo, ragazzi, che anch’io metterei volentieri qualcosa sotto i denti. Tu Jason cosa ne pensi?
– Ok, allora per oggi è abbastanza, dormiamoci sopra, e riprendiamo domani.
Abbandoniamo le postazioni di lavoro, saluto tutti e mi incammino all’uscita.
Sean mi raggiunge per uscire a sua volta e mi apre galantemente la porta.
– Ehi Carla, ti va di farmi compagnia a mangiare un boccone, ho voglia di gustarmi uno squisito Sushi.
– Non ho mai mangiato Sushi in vita mia.
– Allora è l’occasione giusta per provare, cosa ne dici, ti porto al Katsuya è il miglior ristorante giapponese di tutta Los Angeles, vieni?
– Va bene, sono pronta a fare questa nuova esperienza, ma dovrei passare dall’Hotel per cambiarmi.
– Certo anch’io devo cambiarmi, sono qui in Studio da questa mattina, passo a prenderti verso le 21,30, va bene?
– Ok, è necessario un abbigliamento adeguato per il locale?
– No tranquilla e poi sono certo che qualunque look sceglierai sarà quello adatto.
– Bene allora ti aspetto.
– A più tardi.
… Sean mi ha invitato a cena… sto sognando? … sto sognando… mi pizzico un braccio… no sono sveglia.
Tutto quello che devo fare è una doccia, cambiarmi, truccarmi, sistemarmi i capelli, per fortuna l’Hotel è a soli 15 minuti dallo Studio altrimenti mai sarei stata pronta con così poco tempo a disposizione.
Decido per uno stile elegante, non credo che il locale dove Sean vuole portarmi sia in una Tavola Calda.
Sean puntualissimo mi aspetta nella hall dell’Hotel.
E’ bellissimo, uno schianto!
Mi viene incontro e appoggiandomi una mano sulla vita mentre guadagniamo l’uscita.
– Lo sapevo che saresti stata perfetta!
Il locale è stupendo, semplice ma molto raffinato, è “in” ed è evidente che è frequentato dalla gente “giusta”.
Il direttore di sala, saluta Sean, capisco che lui qui è un habitué, ci accomodiamo ad un tavolo.
Abbiamo trascorso la serata tra chiacchiere e risate. Il Sushi è davvero squisito, specialmente quello assaggiato direttamente dalle bacchette di Sean, visto che io proprio non so usarle.
Si è fatto tardi ed è ormai ora di andare. Sean mi riporta all’Hotel, scende per accompagnarmi fino dentro alla hall.
– Carla grazie per aver cenato con me, è stata una splendida serata, mi sono divertito e sono stato benissimo. Spero tu mi faccia compagnia ancora prossimamente.
– Se ti fa piacere, volentieri.
– Ma certo che mi fa piacere, tieni lo stomaco disponibile per le prossime cene!
E mentre mi regala un sorriso e uno sguardo imbarazzante, si avvicina appoggiandomi le mani sui fianchi e mi dà il bacio della buonanotte, non il classico bacio sulla guancia, ma sul collo, proprio sotto l’orecchio. Quelle sue labbra appoggiate delicatamente e per alcuni secondi sulla mia pelle mi hanno quasi paralizzato e procurato un brivido lungo tutta la schiena, anzi proprio una scossa elettrica.
Lo bacio a mio volta su una guancia e gli auguro la buonanotte.

L’APPARTAMENTO

Sono oramai diversi mesi che lavoro con la Band e mi trovo davvero benissimo.
Stamattina in Sala Relax alla solita ora del caffè, c’era anche Jason.
– Ehi Carla, tu alloggi sempre all’Hotel?
– Sì, non è male, confortevole, pulito e soprattutto è a 15 minuti da qui.
– E se invece di 15 minuti tu potessi impiegarne solo 3 per raggiungere lo Studio e in più avere a disposizione non solo una camera e un bagno ma anche una cucina, altre stanze oltre ad un cortile indipendente se per caso volessi attrezzarti con un auto, la cosa potrebbe interessarti?
– Caspita sarebbe una soluzione sicuramente più comoda… dipende da quanto chiedono di affitto.
– Ah per quello non ti devi preoccupare, l’appartamento è mio, è qui vicinissimo in una strada parallela, non ti costa nulla. E’ arredato con i mobili essenziali ma tu puoi personalizzarlo e mi farebbe piacere se potessi occuparlo.
Spalanco gli occhi stupita, non so cosa dire!
– Jason mi lasci senza parole…sono quasi in imbarazzo. La proposta è molto invitante, come faccio a dirti di no?
– Non farlo! Stasera quando torni in Hotel comunichi che lasci la camera già da domani e domattina vieni in Studio con tutte le tue cose, poi nel pomeriggio ti accompagno all’appartamento così ti sistemi con calma.
– Ok Jason ti ringrazio infinitamente, ti sono riconoscente, come potrò sdebitarmi?
– Lo stai già facendo, il tuo contributo qui in Studio e la tua presenza sono importanti per tutti noi.
Sean lo guarda e alza il pollice, condividendo quanto espresso dal fratello.
SEAN: benvenuta in famiglia Carla!
Cosa posso aggiungere? Ora mi sento parte di loro, completamente, come in famiglia.
L’indomani porto con me in Studio i miei bagagli e nel pomeriggio Jason mi accompagna nel nuovo alloggio.
Entrando dal cancello mi rendo conto che non è solo un appartamento con cortile, ma c’è anche un giardino con palme, cespugli odorosi e piante fiorite.
L’interno poi è grande, spazioso e accogliente. Oltre a cucina e soggiorno ci sono altre 3 stanze e ben 2 bagni. Ovunque ampie vetrate luminosissime che danno sul giardino.
E’ molto di più di quanto avrei potuto immaginare.
– Jason ma è bellissimo, non è un appartamento è una reggia. Io sola mi ci perdo!
– Sono contento che ti piaccia. Non ti preoccupare né dei lavori domestici né della manutenzione e giardinaggio, ho il mio personale addetto che si occupa di queste cose sia a casa mia che qui.
– Ok, ti ringrazio veramente tanto, sono felicissima di alloggiare qui e di essere a pochi passi dallo Studio.
– Bene allora ti lascio, così puoi sistemarti con calma, ci vediamo domani.

LA PISCINA

Oggi devo rivedere i vari step del nuovo videoclip in contemporanea all’ascolto del brano e verificare eventuali incongruenze. Per farlo ho bisogno di allontanarmi dal resto del gruppo, ascoltare la musica in cuffia, con tablet alla mano.
Chiedo a Jason se posso isolarmi, magari a bordo piscina, oggi è una di quelle giornate ventilate e temperate e si sta davvero bene all’aperto.
Jason mi dice che non c’è problema e posso starmene dove preferisco.
Mi armo di auricolari per ascoltare meglio i brani, tutto il materiale necessario e guadagno lo sdraio in piscina. Più che sdraio direi un comodissimo divanetto sagomato.
Trascorro un po‘ di tempo in assoluta solitudine, il mio lavoro di controllo richiede attenzione e concentrazione, tutto sommato va quasi tutto bene, giusto qualche ritocco ad alcuni dettagli, sono un po’ maniaca della precisione, se una cosa non mi convince al 100% e ho anche solo una briciola di dubbio, non sono soddisfatta e cerco la perfezione.
Intanto dall’interno dello Studio arrivano in lontananza voci, suoni, prove tecniche di registrazioni, accenni di strumenti musicali e cori. Sono abbastanza lontani e non mi danno alcun fastidio quasi provenissero da un’altra casa. La scelta di isolarmi è fruttifera e riesco a concentrarmi sul mio lavoro.
Resto assorta nell’ascolto, nota dopo nota, adagiata comodamente su questo sdraio che è veramente troppo comodo.
Ho gli occhi chiusi, li apro solo per segnare qualche appunto sul mio tablet. Sicuramente dall’interno qualcuno avrà notato questa pazza che tamburella con le dita, batte il tempo coi piedi sul bordo dello sdraio, in apparente assoluto silenzio, come se fossi posseduta da chissà quale diavoleria.
Ad un tratto sento qualcosa sfiorarmi una gamba e immediatamente apro gli occhi. Nessuna visione sarebbe stata migliore di quella di Sean seduto sullo sdraio a fianco al mio, distante solo pochi centimetri, che col suo sorriso ammaliante mi lambiva la gamba con un bicchiere.
– Ti ho portato qualcosa da bere, sono ore che sei qui auto-esiliata, non ti è venuta sete? Spero che una spremuta tropicale vada bene!
– Oh grazie, questo sì che è un bel pensiero, in effetti la bevo proprio volentieri.
– Scusami, ti ho disturbato interrompendo il tuo lavoro, come va?
– Molto bene, sono a buon punto… e poi tu non mi disturbi mai, anzi mi ispiri, quindi puoi disturbarmi quando vuoi.
– Davvero? Anche se, per esempio, ti telefono in piena notte svegliandoti non mi mandi a quel paese?
– Beh diciamo che invece che al telefono preferirei che tu mi svegliassi… ehm lasciamo stare che è meglio.
– Lasciare stare, cosa? Adesso devi finire la frase, sono curioso.
– Sean è meglio di no e devo proprio dirtelo, forse è meglio che mi stai lontano, è pericoloso.
– E’ pericoloso? Cioè tu saresti pericolosa? Dimmi perché?
– So solo che starti vicino per me è molto pericoloso, ma nemmeno tu, sai, saresti al sicuro. – Senti lascia decidere a me cosa è pericoloso e poi… potrei anche voler correre il rischio.
– Allora in questo caso non ti dirò qual è il pericolo, se vuoi puoi scoprirlo da solo.
– E’ una sfida?
– Una sfida, un invito, una promessa…scegli tu!
E con questa frase gli spalanco un sorriso al quale mi risponde col suo, una strizzata d’occhio e il dito indice puntato verso di me, come a dirmi “ok, sfida accolta”.
Si alza dallo sdraio e allontanandosi mi dice:
– Quando hai finito ti aspetto dentro, vorrei mostrarti alcune foto.
– Ok Sean tra poco rientro.
…lui vuole correre il rischio di scoprire qual’è il pericolo che corre standomi vicina? …e accetta anche la sfida?…la mia missione procede per il meglio!
Mi trattengo in piscina ancora un’oretta poi torno in Studio e raggiungo Sean come promesso.

LE COMMISSIONI

Stamattina sono arrivata in Studio presto, mi ha aperto la governante che solitamente passa a fare i servizi di pulizia praticamente all’alba.
Mi accomodo nella mia postazione, accendo il PC e comincio a leggermi i messaggi sulla mia casella di posta elettronica. Tra i tanti messaggi uno mi salta immediatamente all’occhio, è di Sean, lo apro immediatamente, me lo ha inviato ieri sera alle 23,48. Sono solo poche parole: “Non so se sei davanti al PC… volevo solo dirti Buona Notte! A domani…”.
Wow, ho un leggero sobbalzo del cuore. Non era tanto il contenuto del messaggio, quanto il fatto che ieri sera fossi nei pensieri di Sean, anche solo per pochi minuti. Questo è molto positivo.
Tra circa mezz’ora cominceranno ad arrivare tutti i ragazzi e allora, conoscendo più o meno l’ora di arrivo di Sean, credo proprio che mi farò trovare in Sala Relax col caffè pronto. Per una volta sarò io a prepararlo per lui e non viceversa.
Mi accorgo dell’arrivo di Sean perché entrando fischietta uno dei nuovi brani, così riempio subito la sua tazza fumante e lo aspetto.
Appena entra in Sala Relax, vedendomi, si ferma di colpo con espressione stupita.
– Buongiorno Sean!
– Ehilà buongiorno, che sorpresa! Come mai sei già qua?
– Mi sono alzata presto e così ho pensato che una volta tanto potevo fare io la barista per te!
– Fantastico, grazie! Ti sei svegliata presto, oppure non hai dormito?
– No ho dormito bene e sicuramente avrei dormito ancora meglio se prima avessi letto la tua mail e invece l’ho aperta solo stamattina. Scusami per non averti risposto ma ieri sera, dopo cena mi sono guardata un film alla Tv e poi sono andata a dormire senza degnare di uno sguardo il mio Notebook.
– Figurati, non ero sicuro che dopo aver passato ore davanti al PC qui in Studio, tu potessi trascorrerne altre a casa sempre davanti ad un monitor. Che film hai visto?
– Un vecchio cult intramontabile: Blade Runner, credo sia il padre di molti altri film del genere fantascienza, lo adoro.
– Sì è vero è sicuramente il migliore nel suo genere. Quindi ti piace il cinema. Interessante.
In quel momento arriva in Sala Relax un collega che mi chiede di poterlo assistere nell’elaborazione di un lavoro. Saluto Sean e seguo il collega.
Verso le 11,00 Jason chiede a Sean se può sbrigare alcune commissioni in giro per Los Angeles mentre lui riceve la visita di un fornitore di materiale per lo Studio e Timothy è impegnato nella registrazione di alcuni suoi frame musicali. Gli suggerisce di farsi accompagnare da qualcuno per aiutarlo.
Provate a indovinare a chi Sean ha chiesto di accompagnarlo? Sono piacevolmente sorpresa, anche perché a quanto pare i giri da fare sono diversi e quindi saranno necessarie diverse ore, questo significa che trascorrerò il resto della giornata con lui, compresa la pausa pranzo… sono già eccitata!
Prendiamo l’auto e raggiungiamo la prima tappa, si tratta di un fornitore da cui ritirare delle stampe, rimango in auto ad aspettarlo.
Durante gli spostamenti Sean mi racconta un sacco di cose curiose e divertenti.
Ripartiamo per la seconda tappa, questa volta la meta è più lontana e il tragitto è proficuo per chiacchierare con lui di argomenti del tutto diversi da quelli che ci accomunano mentre lavoriamo.
Sean è davvero una persona intelligente, da ogni fase della sua vita trae una morale, una sorta di “logica conclusione” che racchiude tutta la sostanza delle esperienze vissute e tutta l’essenza della saggezza acquisita.
Ascoltarlo è affascinante, perché oltre al ragazzo simpatico, folle e geniale che tutti conoscono, esiste anche la parte seria di lui, positiva e propositiva.
Arriviamo finalmente alla seconda tappa e Sean mi chiede di seguirlo all’interno del negozio. Qui vendono tessuti e lui deve acquistare quelli necessari per la realizzazione di tendaggi e drappeggi da inserire in un video. So di quale video si tratta e conosco quali sono i colori che devono essere impiegati.
– Carla vorrei fossi tu a scegliere le fantasie giuste.
… Io? Io devo scegliere? … Accidenti sono emozionata e anche un po’ preoccupata.
– Sean sei sicuro di affidarmi questa responsabilità? Non che non mi senta in grado di dirti le mie preferenze ma… e se poi agli altri non piacciono?
– Non preoccuparti, Jason vuole che sia io a scegliere ed io voglio che sia tu. Se a lui piaceranno gli dirò che le hai scelte tu, altrimenti gli dirò che le ho scelte io e lui non avrà nulla da eccepire! E poi so che hai buon gusto, quindi mi fido.
CARLA: sì ma il buon gusto per scegliere, per esempio, i vestiti che indosso sono una cosa, i tessuti per un video è tutta un’altra faccenda!
Scelgo i tessuti per me migliori e usciamo dal negozio.
Appena fuori dal negozio, Sean esordisce dicendo:
– Senti Carla io adesso avrei fame, direi che potremmo fermarci a mangiare qualcosa prima di proseguire con gli altri giri.
– Ok va bene, buttiamo giù qualcosa da mangiare, cosa suggerisci?
– Pensavo ad un Burger se ti va, oppure se facciamo un paio di chilometri conosco un chiosco vicino alla spiaggia che cucina pietanze hawaiane deliziose.
– Mi piace l’idea, vada per il secondo. Tu mi adduci sempre ad esperienze culinarie a me sconosciute, prima il Giapponese, ora l’Hawaiano, sei il mio mentore gastronomico!
Raggiungiamo il chiosco, il posto non è troppo affollato, prospettiva sicuramente vantaggiosa quando ci si trova in pubblico di fianco ad una Rock Star conosciutissima.
Il menu e vario e francamente ammetto di non conoscere nessuna delle specialità proposte. Sono tutte pietanze tipiche delle Hawaii, come diceva Sean e siccome lui conosce molto bene il posto e il menu, gli lascio il compito di ordinare anche per me.
Siamo a un passo dalla spiaggia, è una giornata leggermente ventilata ma gradevole.
Finito il pranzo, Sean mi invita a fare due passi sulla spiaggia, impresa assolutamente improponibile con gli stivaletti. Meglio toglierseli e camminare a piedi nudi nella sabbia.
Ah che bella sensazione la sabbia tra le dita dei piedi.
Ci fermiamo a guardare l’orizzonte e vediamo in lontananza una nave da crociera.
– Che meraviglia, mi piacerebbe farne una, non ci sono mai stata. Le navi da crociera sono delle metropoli ambulanti, mi incuriosiscono.
– Chissà magari un giorno potremmo farne una anche noi… intendo dire, insieme.
– Insieme Sean?
– Perché no? Non ci verresti con me a fare una crociera?
– Oh certo che sì, in tua compagnia sarebbe sicuramente piacevole e divertente!
Scoppiamo a ridere e lui girandosi verso di me, mi mette il braccio intorno alla vita e mi dà un bacio sulla spalla lasciata scoperta dalla mia maglia. Un fremito mi assale e inevitabilmente mi viene la pelle d’oca.
Sean guardandomi mi dice:
– Hai freddo? Questa brezza è maliziosa, quando ti sfiora ti vengono i brividi.
Mi giro e lo guardo dritto negli occhi, sorrido.
– No Sean non è la brezza, sei tu che mi fai venire i brividi.
– Dici sul serio Carla? Allora non mi resta altro da fare che darti un altro bacio.
E così dicendo mi prende il volto con l’altra mano e mi schiocca un bacio sulle labbra, a stampo ma prolungato, lasciandomi completamente senza parole.
Dopo questo bacio furtivo ci incamminiamo verso l’auto per terminare le nostre commissioni e rientrare in Studio.
Vi lascio immaginare i pensieri che hanno affollato la mia mente dopo il lavoro. Un misto di speranze e timori: le prime di rivivere quei momenti, i secondi di doverlo considerare solo un unico episodio che non si ripeterà mai più.
In entrambi i casi una cosa è certa: ripensandoci, stavo provando le stesse coinvolgenti emozioni.

IL TAKEAWAY

E’ quasi una settimana che mi sono trasferita nell’appartamento di Jason, qui sto benissimo e sono veramente a pochissimi minuti dallo Studio. E poi mi sento come a casa, a mio agio e in totale libertà. Sono proprio fortunata.
Stamattina ho chiesto a Jason se posso prendermi 36 ore di libertà, quasi 2 giorni, per alcune faccende personali che vorrei sbrigare.
Mi aspetta una seduta dal parrucchiere, l’estetista e mezza giornata di relax, quindi penso di andarmene dallo Studio all’ora di pranzo.
Solo in tarda mattinata comunico anche a Sean e Timothy che sarò assente fino a dopodomani, tornerò in Studio fra 2 pomeriggi.
Sean a quel punto mi guarda sorpreso dalla notizia e noto che abbassa lo sguardo pensieroso.
Mi chiedo a cosà sta pensando, è evidente che qualcosa gli sta passando per la testa.
Lo scopro molto presto, quando vado a salutarli prima di andarmene.
– Senti, cosa ne pensi se stasera vengo a trovarti per vedere come ti sei sistemata, porto qualche leccornia presa al Katsuya?
– Ehm, stasera? … Accidenti, ho già un impegno mi dispiace… e se facessimo domani sera? Io tornerò in Studio dopodomani al pomeriggio, ma domani sera sono libera… per te va bene lo stesso?
– Sì ok, allora domani alle 20,30… Sushi va bene?
– Certo, va benissimo, ti aspetto!
Oh … mio … Dio … Sean vuole venirmi a trovare… a casa… da soli io e lui… ho già il cuore in subbuglio!
Per caso ha deciso di scoprire quale pericolo insano corre nell’accorciare le distanze?
Ho l’impressione che sia arrivato il momento, qui mi gioco la fase più importante di tutto l’obiettivo. Se fallisco posso tornarmene a casa e non avrò una seconda possibilità.
Incrocio le dita.

Ovviamente l’impegno di stasera non esiste, ma dopo una seduta di depilazione con ceretta, le mie gambe saranno di un bel colore rosso vivo, non mi pare il caso di accettare un incontro in queste condizioni. Mica posso presentarmi con le gambe a mortadella!
E poi le inevitabili macchie lasciate dalla tinta per capelli appena fatta… insomma un disastro, no no non posso mostrarmi così conciata.
Così ho il tempo di sistemare la casa e magari anche di acquistare domattina qualcosa di carino per renderla più accogliente. Conoscendo i gusti di Sean, oramai manifestati in più occasioni, so bene a cosa puntare.
In realtà non possiedo nemmeno uno stereo per mettere della musica in sottofondo, ma credo che la musica la porti Sean, nel senso che lui “è” musica.

Sono le 20,25 quando suona il campanello, che emozione è lui ed è in anticipo di qualche minuto. Apro la porta e mi si presenta davanti un bouquet di fiori profumatissimi dietro i quali sbuca il sorriso di Sean.
– Buonaseeera!
– Ciao, vieni entra.
Si avvicina mi bacia sulla guancia e mi porge i fiori.
– Questi sono per te e questo sacchetto invece è per noi … viveri!
– Wow grazie Sean, sono bellissimi, li metto subito in un vaso, intanto accomodati.
– Vedo che ci hai messo lo zampino qui in casa, ovunque c’è la tua impronta, un sacco di cose che non c’erano, bello!
– Ti piace davvero, cosa ne pensi?
– Complimenti, è accogliente, semplice ma di carattere… come te. Non avevo dubbi che saresti riuscita a rendere questo appartamento vivace eliminando tutto quel che c’era di insignificante. Riesci a trasformare tutto in qualcosa di splendido. Riesci a risvegliare le sensazioni più impensabili. Sei brava, anzi bravissima.
– Grazie, sono contenta che ti piaccia… quindi questa casa aveva delle “sensazioni sopite” prima del mio arrivo?
– No non la casa, io invece sì.
– Tu? E di quali sensazioni parli?
– Di quelle che non credevo di avere, che non ho mai provato e… che tu mi hai suscitato.
Mentre mi dice queste cose mi guarda dritto negli occhi, oltre il mobile della cucina mentre sto scartando i contenitori del Takeaway di Katsuya. Sono rimasta con la bocca semi aperta, incredula alle sue parole, così chiare ed esplicite e così altrettanto ambigue.
Non mi è nitido il confine tra ciò che mi sta dicendo e ciò che intende comunicarmi, ovvero è proprio quello che ho intuito?
A quel punto gli restituisco lo sguardo dicendogli:
– L’argomento è molto interessante, cosa ne dici di parlarne mentre gustiamo il cibo? Pensavo di accomodarci in salotto, ho messo un mucchio di cuscini sul tappeto di fronte al tavolino fra i due divani… un po’ stile hippies ma spero che non ti dispiaccia.
– Affatto, devi sapere che mia madre era una hippie e Jason ed io abbiamo girato tante città prima di stabilirci qui a Los Angeles.
– Sì, lo sapevo.
La serata trascorre immersa nelle chiacchiere. Sean mi sta parlando molto di sé, delle sue esperienze, del suo sentirsi libero. Mi confessa di non aver mai sentito il bisogno di legarsi a qualcuno, ma che ultimamente non ne è più così convinto. Sente il desiderio di avere un punto di riferimento. Non che l’amore gli sia mancato in passato, ma era più forte il trasporto che aveva verso la sua musica che considera la cosa più importante della sua vita. Non riesce a spiegarsi questo suo nuovo desiderio.
– Sean si può essere cani sciolti e vivere la libertà come una condizione indispensabile. Ma nemmeno gli animali sono solitari. Prima o poi ognuno sente il bisogno di appartenere a qualcuno e per lo stesso motivo si ha bisogno di avere qualcuno su cui contare, qualcuno che può darti tutto ciò che non potrà mai darti un amico, un fratello. La nostra natura ci conduce verso l’altro sesso, non solamente per un contatto fisico, ma per condividere un’essenza che solo l’amore può dare. Puoi cercare l’amore ovunque e spesso sarà lui a trovare te, quando meno te lo aspetti. E quando questo succede ti accorgerai di sentirti diverso, all’inizio non capirai cosa ti sta succedendo poi quando finalmente ti sarà chiaro ti lascerai trasportare dal sentimento e capirai che non esiste nulla di più grande al mondo.
A queste mie parole Sean rimane per qualche istante in silenzio guardando nel vuoto, poi si gira verso di me fissandomi negli occhi, quasi a cercare una risposta… quella che non potevo dargli. Nonostante lui abbia già espresso il fatto che sono io la rivelazione delle sue nuove sensazioni, non posso sapere dove queste sue sensazioni possono approdare.
Per spezzare il frangente di silenzio, esordisco dicendo:
– Sean ti andrebbe qualcosa di dolce per chiudere la cena?
– Intendi un dessert? Accidenti io non ci ho pensato e non l’ho portato.
– Non ti preoccupare, ho un’idea, aspettami.
Vado in cucina a prendere il barattolo di Nutella dentro al pensile, mi armo di due cucchiaini e torno in salotto.
– Eccomi, beh questo non è un dessert vero e proprio, me la sono portata da casa e in tutto questo tempo l’ho centellinata. Si chiama Nutella è a base di cioccolato e nocciola e noi italiani ne andiamo letteralmente pazzi, specialmente noi donne. E’ una leccornia inimitabile. La conosci?
– No, mai assaggiata.
– Allora preparati perché stai per fare un’esperienza di gusto unica. Ti catturerà il palato dandoti un’emozione fortissima, è una golosità alla quale si fa fatica a rinunciare ed è difficilissimo smettere, per me è come una droga.
Gli porgo il cucchiaino, poi ne prendo un po’ dal vasetto, lui mi segue imitandomi e pochi istanti dopo aver messo il cucchiaio in bocca, spalanca gli occhi:
– Mmh ma è buonissima, hai ragione, aspetta che riprovo.
E così continuiamo a scucchiaiare ripetutamente nel vasetto, sembriamo due bambini col vasetto della marmellata!
– Carla voi italiani col cibo siete insuperabili, com’è che si chiama? Nutella, è fantastica.
– Se non la smettiamo domani saremo ricoperti di brufoli!
– Chissenefrega, dai ancora un pochino.
– Te l’avevo detto che era una droga, aspetta posa il cucchiaino…
E così dicendo infilo l’indice direttamente nel vasetto prendendo una quantità di Nutella, poi mi avvicino alla sua bocca per imboccarlo.
Sean approfitta e senza indugio succhia tutto il mio dito leccandolo per bene.
– Gustata così però è più buona, aspetta ora tocca a me.
Detto e fatto immediatamente, prende una ditata di cioccolata e introduce il suo dito colmo nella mia bocca. La sensazione che provo è forte. Spingo con la lingua il suo dito colmo di cioccolata sul palato e immediatamente un brivido sotto pelle mi attraversa dalla gola fino allo stomaco per scendere giù fino all’inguine. Chiudo gli occhi e mi gusto il sapore del cioccolato che sommato alla presenza del suo dito nella mia bocca mi fa aumentare la pressione sanguigna. Faccio appena in tempo a immergermi in tutte queste sensazioni quando lui toglie il suo dito dalla mia bocca per infilarlo nella sua con un gemito. A quel punto riapro gli occhi e trovo i suoi a guardarmi. Mentre si succhia il dito si avvicina e prendendomi il viso con l’altra mano mi bacia appassionatamente, quasi volesse asportare dalla mia bocca ogni residuo di cioccolata ancora rimasto.
Ma non è la cioccolata che vuole gustare nella mia bocca, sono io e così continua a baciarmi, stendendomi sui cuscini.
Mi sento eccitatissima, col cuore in gola, il mio oggetto del desiderio mi sta baciando ed io stento a credere di essere tra le sue braccia.
Ci guardiamo fissi negli occhi senza parlare, ci stendiamo su un fianco e continuiamo a baciarci appassionatamente, afferro la sua mano che mi sta accarezzando il volto e gli bacio il palmo, il polso, l’avambraccio fino all’interno del gomito dove mi soffermo passando la punta della lingua proprio lì, nell’incavo. Sembra davvero che gli piaccia a giudicare dalle parole che mi sussurra, poi salgo fino all’angolo fra il braccio e l’ascella, questo è un punto delicatissimo e sensibile ed è lì che mi soffermo con le mie labbra e la mia lingua e lui continua ad emettere espressioni di piacere ripetendomi quanto gli piace.
Ho le sue mani sul mio corpo, mi accarezza i fianchi, la schiena, scende sui glutei e le gambe e intanto continua a baciarmi, a mordicchiarmi le labbra dolcemente, mi riempie di baci sul collo e il decolté delicatamente. Mi accarezza il seno e appoggia le sue labbra sui capezzoli per succhiarli, procurandomi un profondo gemito di piacere.
Sono molto eccitata il mio cuore sta palpitando freneticamente. Riesco a sentire i suoi impulsi di piacere sulla mia pelle, sono vibrazioni forti.
Credo che la nostra unione carnale potrà solo produrre scintille.
Gli tolgo la T-shirt e slaccio il nodo della coulisse dei suoi pantaloni che prontamente lui si sfila, intanto anch’io mi tolgo i leggins, al mio perizoma ci pensa lui sfilandomelo sento le sue labbra e la lingua sulle gambe, fino all’inguine, al ventre e su ancora fino al seno, infondendomi un costante brivido di piacere.
– Carla, prendo una cosa dalla tasca dei pantaloni.
Ma il mio desiderio di lui è forte, lo afferro per i fianchi e lo attiro a me fino a sentire tutti i centimetri della sua pelle sul mio corpo e in quell’istante, automaticamente, anatomicamente mi penetra fino in fondo senza alcuna resistenza, è una fortissima sensazione di piacere accompagnata da un sospiro acuto, quanto il suo, all’unisono.
Si muove sopra e dentro di me, a volte lentamente a volte con più energia, mi bacia, mi guarda intensamente e mi dice parole dolci e forti allo stesso tempo, ed io gli rispondo con altrettanto trasporto. Mi sta facendo godere veramente in un modo inaspettato.
Lo spingo di fianco sdraiandolo sulla schiena e mi metto a cavalcioni su di lui. Allunga le mani sui miei seni ed io mi agito, voglio sentirlo dentro di me. Mi avvicino al suo viso per dirgli che mi piace da morire e per baciarlo e a quel punto lui solleva le ginocchia, bloccandomi in quella posizione mi afferra per i fianchi per tenermi ferma e facendosi leva con i piedi appoggiati a terra mi penetra con decisione, sono in estasi di piacere, questa posizione mi fa sentire completamente sua e sotto il suo controllo.
Mi gira nuovamente sotto di lui e dopo poco sento l’orgasmo avvicinarsi. Infatti non tarda a raggiungerci entrambi e assieme li assaporiamo forti, profondi, coinvolgendoci corpo mente e cuore.
Sono appagata, stiamo ancora ansimando, Sean sta respirando sulle mie labbra che sfiorano le sue mentre ci guardiamo negli occhi e rimaniamo così fino a che il nostro respiro non raggiunge un ritmo regolare per abbandonarci in un lungo bacio di pura passione.
Mi copre le labbra di piccolissimi baci dolcissimi, mi sorride e finalmente riusciamo a parlare:
– Wow sei così bella Carla, ho ancora il cuore agitato.
– Sì è vero Sean, lo sento sta battendo a poca distanza dal mio, anzi si stanno proprio alternando nei battiti!
– Già, che emozione elettrizzante, non mi sono mai sentito così, sto benissimo. Te l’avevo detto che tu mi provochi sensazioni nuove per me e scoprire di poterle provare è veramente una bella sorpresa.
Sorrido e lo stringo a me.
– Sei troppo gentile Sean e comunque non credere di essere l’unico a provare sensazioni speciali, vale lo stesso anche per me.
Siamo rimasti così mollemente sdraiati sui cuscini per parecchio tempo.
Poi abbiamo deciso di trasferirci in camera da letto, dove i nostri corpi hanno trovato altri modi e tempi per conoscersi ancora più a fondo.
Il mattino seguente ci sveglia il trillo del cellulare di Sean sul comodino:
E’ Jason e Sean, con voce leggermente assonnata, risponde:
– Pronto?
– Ciao, tutto bene?
– Sì, perché?
– Beh sono quasi le 11,00, non sei qui, non sei a casa tua… era giusto per sapere se è tutto ok.
– Oh se è per quello è tutto mooolto ok. Arrivo dopo pranzo, avete bisogno di me?
– No tranquillo… ehm senti dimmi una cosa: immagino che impiegherai solo pochi minuti ad arrivare in Studio dal luogo in cui ti trovi?
– … mmh, ho capito dove vuoi arrivare e la risposta è: sì impiegherò al massimo 3 minuti da quando uscirò di casa, contento?!
– Assolutamente sì, tranquillo, me lo immaginavo, mi fa molto piacere. Potete anche arrivare assieme tanto non si stupirà nessuno!
– Ah davvero?
– Certo, perché credevi che nessuno se ne fosse accorto! Abbiamo tutti occhi, orecchie e soprattutto intuito, non c’è bisogno di spiarvi, siete sotto gli occhi di tutti. Flirtate tutti i giorni ed emanate un tale reciproco desiderio!
– E noi non ci siamo certo nascosti! Ok a più tardi.
– A dopo, fate con comodo.
– Carla, sembra che allo Studio abbiano tutti capito di noi due, non si meraviglieranno se ci presentiamo assieme, quindi non dovremo programmare arrivi sfasati! Pranziamo con calma poi raggiungiamo lo Studio… ma prima vorrei dirti buongiorno a modo mio…
E così dicendo bloccandomi entrambe le braccia sopra la mia testa, comincia a baciarmi ovunque, scendendo fino alle mie più intime cavità con una tale passione da procurarmi un costante brivido su tutto il mio corpo. Oddio quanto mi eccita.
Non mi lascia spazio per ricambiare le sue attenzioni, ora risale piano sul mio ventre usando le sue labbra come ventose e senza darmi modo di fare alcunché, rimanendo in ginocchio mi prende con decisione, afferrandomi le gambe divaricate e tese di fronte a sé, senza fermarsi e assecondando il mio piacere fino ai nostri orgasmi simultanei.
Sì SEAN sa esattamente come procurare il piacere sessuale ad altissimi livelli.

Nel pomeriggio finalmente arriviamo in Studio dove tutti ci salutano con enormi sorrisi, come se volessero omologare quella che a tutti era chiaro fosse l’inizio di una storia.
Ed io che ancora non riesco a realizzare esattamente quello che mi è successo, riesco solo a provare una felicità quasi innaturale, dietro ad un sorriso costantemente stampato sul viso, senza rendermi conto che probabilmente sto assumendo un’espressione inebetita come di chi ha visto un’apparizione divina.
E soprattutto, quello di cui non mi rendo conto, è che ho raggiunto il mio scopo, quello di avere un rapporto intimo con Sean.
Ma non devo trascurare la seconda parte dell’obiettivo che consiste nel legarlo a me seriamente e per sempre.
Questa sera, la Band deve presenziare ad un evento per il quale, non essendo stata programmata la presenza di eventuali accompagnatori, non c’è la possibilità di inserirsi. Quindi con Sean ci diamo appuntamento al giorno successivo in Studio.
Chissà se questa storia avrà un futuro, e se Sean avrà voglia di stare ancora con me?
A giudicare da come sono andate le cose, dal suo trasporto e coinvolgimento, credo di sì, ma il dubbio c’è che per lui questa sia solo un’avventura come tante.
Potrebbe avermi detto parole bellissime ma illusorie. Potrebbe comportarsi così con tutte e rivelarsi il classico stronzo che prende in giro e basta, il tipo che ti corteggia, ti conquista, ti porta a letto e ti illude di essere la numero uno… e il giorno dopo nemmeno ti saluta. Vedremo.
Intanto mentre i ragazzi partecipano all’evento io trascorro la serata ripensando a tutti gli splendidi momenti trascorsi con Sean durate la sera precedente, la notte e questa mattina. Seppur disturbato dallo squillo del cellulare, è stato un risveglio fantastico di fianco a lui “l’oggetto dei miei desideri”. Mi rendo conto che come prima volta, nemmeno ci siamo preoccupati di avere rapporti protetti e questo non è certo un comportamento responsabile. Ci siamo letteralmente lasciati travolgere nel coinvolgimento erotico e passionale del momento e forse inconsciamente ci siamo fidati l’uno dell’altro.
Ripensandoci non c’è stato un solo momento trascorso con lui che vorrei cambiare.
E mentre penso a lui, continuo ad avere quel sorriso ebete sulla faccia, mi sento un po’ stupida!

Come ogni mattina, Sean mi aspetta davanti alla macchina del caffè, ma a differenza di tutte le altre volte, stamattina mi viene incontro e passandomi il braccio intorno alla vita mi tira a sé e mi stampa un bacio sulle labbra seguito da uno squillante “Buongiorno!”.
– Come stai?
– Bene! Allora com’è andata la serata?
– Interessante, abbiamo incontrato persone del mondo discografico, qualche giornalista con l’intento di intervistarci perché a caccia di scoop, alcuni amici…
– E magari anche qualche affascinante top models che non guasta mai!
– Sì qualcuna c’era, l’esemplare femminile stile bella statuina c’è sempre, il più delle volte delle insignificanti femmine cinguettanti, poche volte qualcuna con la quale vale la pena scambiare due parole e comunque nessuna con la quale avevo voglia di trattenermi per più dei 5 minuti necessari ad esaurire i convenevoli… sei gelosa?
– Gelosa? Perché dovrei esserlo? Si può essere gelosi di qualcosa che ti appartiene, noi non siamo sposati né fidanzati.
– Hai ragione, ancora non lo siamo. Mi stai forse dicendo che io sono l’avventura di una notte e che non hai gradito il nostro incontro?
– Oh tutt’altro Sean, ho gradito eccome, come spiegheresti altrimenti il fatto che sei rimasto a dormire da me e non ti ho rispedito a casa tua… a te piuttosto com’è sembrato?
Sean mi abbraccia e appoggia la sua fronte alla mia.
– Tesoro a me è parso stupendo, tu mi piaci da morire, adoro trascorrere il tempo in tua compagnia e… mi piace moltissimo fare l’amore con te. Non credo che potrò più farne a meno.
– Addirittura? Quindi mi stai dicendo che con me non è stato solo sesso.
– Infatti ti ho detto che ho fatto l’amore con te, si chiama “fare sesso” quando dopo che hai finito con una tipa, hai voglia di girarti dall’altra parte e addormentarti e magari preferisci non rivederla di fianco a te al risveglio la mattina seguente. Vuoi sapere come mi è sembrato? Ieri sera all’evento ho pensato a te tutto il tempo, ero là fisicamente ma non con la mente, pensavo che invece di trovarmi lì in mezzo a tutta quella gente di cui non mi importava nulla, potevo essere con te, stringerti fra le mie braccia e fare l’amore. E poi ritrovarti al mattino sotto le mie coperte. Stamattina non vedevo l’ora di vederti, quando sei entrata da quella porta, mi ha preso allo stomaco, ho sentito un tuffo al cuore. Il solo vederti mi riempie di gioia. Ecco come mi è sembrato.
A quelle parole, così dette tutto d’un fiato, non posso resistere, gli stringo le braccia attorno al collo e lo bacio con tutta la passione che ho addosso. Poi guardandolo dritto negli occhi:
– Ecco, è questo che intendevo quando parlavo di “pericolo”.
– Lo so, tesoro, ma io non ho nessuna paura di affrontarlo, e tu?
– Nemmeno io.
– Allora Carla guardati dentro al cuore, troverai i miei occhi smaniosi d’amore.
…così Sean ha scoperto cosa intendevo per “pericolo” e la cosa non lo preoccupa affatto? …e poi ha dichiarato di aver fatto l’amore con me e non una semplice scopata e mi ha pensato per tutta la sera? …accidenti non credo alle mie orecchie!
L’emozione è troppo forte, riuscirò a lavorare oggi convivendo con quel desiderio di lui così ingombrante?

L’ESITO

Sono trascorse quasi 3 settimane dal primo incontro intimo con Sean e da allora riusciamo a stare assieme abbastanza spesso.
Ci ritagliamo qualche ora durante il giorno, ad esempio per pranzare assieme mentre ci occupiamo di commissioni esterne, o concedendoci qualche giornata al parco, a fare shopping o in giro per la citta.
Riusciamo anche ad organizzarci qualche serata romantica fuori a cena, oppure comodi soli soletti a lume di candela a casa dell’uno o dell’altra.
Sean è adorabile e il mio obiettivo è sulla buona strada per essere completamente raggiunto. Non ho ancora la certezza se la nostra storia sia duratura oppure se si esaurirà non appena avrò terminato la mia collaborazione professionale con la Band.
Manca ancora poco al termine del mio incarico a progetto. La realizzazione dei videoclips è quasi ultimata e quindi il mio supporto ai lavori è quasi concluso.
Sono triste al pensiero che questa meravigliosa esperienza professionale stia volgendo al termine. Mi sento veramente parte di questo gruppo.
Siamo tutti molto uniti, è proprio una famiglia.
Sono assolutamente convinta di essere stata molto fortunata ad entrare in questo mondo.
Si lavora sodo, però regna l’ilarità, la simpatia la voglia di ridere e scherzare sempre, di non prendersi mai troppo sul serio, il desiderio costante di lavorare in armonia e leggerezza, unico modo per ottenere il massimo risultato col minimo sforzo.
E poi c’è lui, Sean, che illumina le mie giornate, che rende fantastica questa esperienza.
Lui che col suo sorriso, riesce a dissipare qualunque dubbio sul presente.
Lui che col suo sguardo provoca in me una tale moltitudine di pensieri indecenti.
Lui così irresistibilmente attraente, eccitante e coinvolgente.
Lui che “è” … e che vorrei “fosse” in futuro.

Ieri sera Sean mi ha portato a cena in un ristorantino, poi abbiamo fatto una lunga passeggiata sulla spiaggia.
E’ esattamente quello che ho raccontato all’inizio di tutto questo percorso.
Mi sono addormentata col quel dubbio che affolla i miei pensieri.
Cosa prova Sean per me?

Sono le 21,00 e ho appena finito di cenare, tra poco mi infilerò sotto la doccia e poi a dormire, oggi è stata una giornata particolarmente impegnativa.
Mi svesto e proprio mentre sto entrando in bagno suonano alla porta.
Mi infilo l’accappatoio, raggiungo la porta e guardo attraverso l’occhiolino e prima ancora di chiedere “Chi è’”, intravedo Sean con un sorriso smagliante:
– Carla sono io.
– Che sorpresa, stavo per infilarmi sotto la doccia.
– E allora aspetta che ci entriamo assieme.
Mi abbraccia, mi bacia e mi solleva da terra.
Mi aggrappo con le gambe attorno alla sua vita e così mi porta verso il bagno.
Mi appoggia a terra e mentre io tolgo l’accappatoio ed apro l’acqua della doccia, lui si spoglia in fretta e mi raggiunge sotto il getto.
Mi prende il viso tra le mani per baciarmi, poi senza prolungarsi in alcun preliminare, mi solleva appoggiandomi alla parete interna della doccia e mi prende così con forza e passione quasi volesse fagocitarmi.
Lo sento dentro di me, mi batte forte il cuore. Lo desidero così tanto e mentre glielo dico ripetutamente lui mi guarda e risponde alle mie parole con profonde spinte, come a volermi dire “anch’io”, i suoi occhi e il suo sguardo sono così insaziabili e pieni di desiderio. Mi sento sua completamente e la verità è che ci apparteniamo.
L’eccitazione è così forte che non tardo a raggiungere l’orgasmo e lui soffocando con un bacio profondo il mio piacere, mi lascia senza fiato.
Sean si appoggia sulla parete opposta della doccia attirandomi a sé, stringendomi forte e accarezzandomi il volto bagnato, guardandomi fisso negli occhi senza parlare, ma il suo sguardo parla più di mille parole.
A quel punto le mie labbra e la mia lingua esplorano il suo petto, scendo e mi inginocchio davanti a lui per procurargli il massimo del piacere, sono brava in queste cose e so come farlo godere, le mie labbra e la mia lingua sanno come divertirsi sul suo sesso voglioso, fino alla fine.
Mi afferra per le spalle e mi solleva, mi avvolge in un abbraccio e con l’unico filo di voce rimastogli mi dice:
– Mi fai godere così tanto e così profondamente che mi prosciughi la linfa vitale, mi gira la testa. Quando sono nelle tue mani puoi fare di me ciò che vuoi.
Le sue parole mi riempiono di gioia, sono talmente appagata da lui e da come riesce a farmi sentire che non desidero altro nella vita.

Dopo la doccia ci stendiamo sul divano, sdraiati uno di fianco all’altro.
Mi riempie di coccole e carezze baciandomi ripetutamente su viso, collo, mani e stringendomi a sé come per volermi far sentire che gli appartengo.
– Sean, mi stai guardando senza dire una parola, a cosa stai pensando?
– Sto pensando a te.
– Ma io sono qui, non hai bisogno di pensarmi.
– Sto pensando che ti voglio tutta per me e voglio che tu sappia che io sono tuo. Cosa ne pensi di noi due?
– Penso che questa nostra storia è una favola bellissima e non mi sembra vero che tu desideri stare con me.
– Invece ci devi credere, perché io sono innamorato di te e non posso pensare la mia vita senza di te.
… Cosa? … Lui è innamorato di me? … Ho sentito bene? … Aiuto, credo che potrei morire, il mio cuore non può reggere simili notizie così improvvisamente.
E’ per caso questo il raggiungimento della fase 2 del mio obiettivo? Aspetta un attimo che me ne accerto.
– Sean, amore mio, io sono innamorata di te da sempre, ancora prima di conoscerti, da quando ti seguo come musicista.
– Carla, non mi sono mai sentito così bene con una persona, sai darmi una serenità che non ho mai provato, quando sei lontana anche solo per poche ore mi manchi. Sei una donna intelligente ed eclettica. Sei divertente, mi piace ridere con te. E poi sei bella e tremendamente sexy ed eccitante, non riesco a starti vicino senza provare il desiderio di toccarti e di fare l’amore con te. Tesoro mio, sei sorprendente e speciale.
– Scusa ma tu non volevi essere single per sempre?
– Prima di incontrarti sicuramente, adesso voglio solo stare con te. Ti amo, ti amo da morire.
– Anch’io ti amo Sean, ti amo, ti amo, ti amo.
Non abbiamo pronunciato nessun’altra parola, ci abbandoniamo ai nostri istinti carnali che ora, dopo le rispettive dichiarazioni, ci sembrano universali e ineguagliabili. Un puro concentrato di passione e piacere.
Le nostre emozioni ora sono sublimate dalla consapevolezza di amarci completamente. Un senso di profonda complicità mentale ed emotiva, sensoriale e materiale… assoluta.

Non ho alcun dubbio, il mio scopo è raggiunto, l’obiettivo conquistato. Non so se il merito sia mio o della fortuna. Credo di aver messo in campo tutte le mie doti seduttive ed è stato molto facile provarci considerato il soggetto che avevo a disposizione.
Sean, un uomo che ammiro, che mi piace da morire, che adoro, il vero oggetto dei miei desideri.
Sono troppo felice, sto volando a metri da terra, più ci penso e più mi sembra incredibile.
Ora quello che è da vedere e come gestire questa relazione considerando il fatto che abitiamo molto distanti, ma credo che ogni ostacolo di tempo e distanze si possa colmare quando ci si ama veramente e si è decisi a stare assieme.
Potrei trovarmi un lavoro qui a Los Angeles, potrei prendere contatti con altri artisti e utilizzare l’esperienza fatta con la mia Band preferita per collaborare con altri musicisti.
Oppure più semplicemente potrei chiedere a loro di rimanere e proporre una mia collaborazione fissa per tutti i progetti futuri, anche se l’idea di lavorare a stretto contatto con Sean costantemente non mi convince del tutto.
Magari la proposta di collaborazione con la mia Band potrebbe essere solo limitata ad alcuni progetti e lasciare anche spazio ad altre attività.
Ma ora è presto per programmare il futuro, ancora non è terminato completamente il lavoro in corso.

LA SORPRESA

“Bip-bip-bip” – “Oh ohoh, Oh Ohoh, Oh ohoh, Oh Ohoh, Ohoh”…
Mmh che bel risveglio quello accompagnato dalla mia musica preferita, la mia sveglia mi regala una coccola tutte le mattine.
Mi giro verso di lei per spegnerla e vedo l’ora, segna le 5,00.
… Le 5,00? Perché ho puntato la sveglia così presto? Di solito per andare allo Studio non mi sveglio mai prima delle 7,30. Non ricordo che oggi ci sia qualche impegno particolare che preveda una tale alzataccia.
… Apro gli occhi e invece dell’arredamento dell’appartamento di Los Angeles, vedo quello di casa mia in Italia. Mi siedo di scatto sul letto e mi guardo ancora attorno sorpresa. Eh sì mi trovo proprio a casa mia, ma com’è possibile se nemmeno mi ricordo di essere tornata.
Oh santa pazienza che scherzo è mai questo, sto ancora sognando e se è così allora è un incubo quello di trovarmi a casa mia e non a Los Angeles.
Appoggio le mani sulle mie guance e mi rendo conto che la sensazione al tatto è reale. Quindi non sto sognando sono sveglia. Mi stanno assalendo dei sospetti atroci.
Scendo dal letto e mi aggiro per casa. Non ci sono dubbi, mi trovo proprio nel mio appartamento in Italia. Sono un po’ confusa. Nell’ingresso ci sono la mia valigia e la borsa col materiale di lavoro.
Do un’occhiata furtiva al calendario e mi accorgo che è esattamente il giorno corrispondente alla partenza per Los Angeles.
Sto cominciando a capire qualcosa: non sono ancora partita per Los Angeles, quindi la mia storia con Sean è stata solo un sogno, un meraviglioso sogno.
Nooo, accidenti sono delusa, sconfortata, dispiaciuta, un po’ confusa e a dire il vero non so esattamente come mi sento.
Di una cosa sono certa: troppo bello per essere vero, troppo facile è stato conquistare l’oggetto dei miei desideri e raggiungere il mio obiettivo.
La questione è che la mia immaginazione e l’illusione di riuscire a sedurre Sean, ha prodotto un’incredibile trama che si è impadronita dei miei sogni. Sono stati talmente verosimili che li ho vissuti con intensa passione, proprio come se tutto fosse veramente accaduto.
In realtà non ho ancora realizzato nulla, devo ancora partire, arrivare, incontrare la Band e riuscire ad inserirmi nel gruppo.
Con in testa questo sogno che, sicuramente, ricorderò in ogni dettaglio, riuscirò a non farmi influenzare dalla sua trama e a vivere la realtà senza condizionamenti? Povera me, ce la farò?
Intanto penso a prendere l’aereo e a raggiungere il mio obiettivo in carne ed ossa e banalmente mi auguro: chi vivrà vedrà!
Potrei prendere spunto dal mio sogno, così complesso, fantasioso ed articolato, per trarne suggerimenti. Ma poi la realtà che incontrerò sarà così come me la sono immaginata?
In questo caso il sogno mi può veramente aiutare parecchio, ma se così non fosse non potrei trarne alcuna indicazione utile.
Mi farò ispirare dalle persone che vado ad incontrare, dal mio istinto che sempre mi ha assistito. E spero che il mio sogno si concretizzi.
La missione deve ancora cominciare, le speranze non possono morire in partenza. La mia mente già pregusta l’incontro con la Band…

Ma questa è un’altra storia!

FINE