Vincitori concorso “IN CERCA D'AUTORE”


VINCITORI CONCORSO “IN CERCA D’AUTORE”

1° CLASSIFICATO vince € 500,00 (€ 250,00 in contanti ed € 250,00 in libri Pagine, non abbonamenti a nostre riviste)

CRISTINA BATTISTI

Nostalgia

Sul filo di nebbia all’imbrunire

cerco la tua sagoma giù in fondo al cortile passi dietro la fontana uno sguardo verso valle e sei qui

ma solo nel mio ricordo rientri a casa ogni sera

 


2° CLASSIFICATO vince € 200,00 (€ 100,00 in contanti ed € 100,00 in libri Pagine non abbonamenti a nostre riviste).

FEDERICO GUIDA

Strade

Quando ti vidi non avevo più parole sincere da donarti:

le mie, appollaiate su muri di pietra arsa non mi riconoscevano più, ma l’occhio tuo, pozzo, fece tremare le ossa anche agli alberi ignari.

Tornammo insieme su quella strada che per secoli avevamo nascosto ai nostri piedi.

 


3° CLASSIFICATO vince € 150,00 (€ 75,00 in contanti ed € 75,00 in libri Pagine, non abbonamenti a nostre riviste).

LUIGI PIGNATELLI

Waterloo

La scrivania affamata non stacca gli occhi dal suo cibo:

un foglio da ingurgitare. Angosce e paure

si annidano

tra lacrime e inchiostro, tangente di dolore

che ogni scrittura contempla nella riscossione

di parole violente. Le pagine archiviano radiografie della scrittura malata: tracce diagnostiche refusi concettuali

in quantità. Vergine di gioie, l’anamnesi della mia vita

a ritroso ipocondriaca indugia

nel campionario di cadute e mi elegge

paziente privilegiato. Le mani

che scarabocchiano, la voce

che biascica, le ossa

che decalcificano

appartengono alla sconfitta.

Devo celebrare la mia Waterloo. Tra la corretta fascia sociale,

sono io l’Errore? Esaurite le piastrine per rimarginare le ferite,

il corpo di latta non può coagulare.

L’emorragia continua cerca la sola sutura possibile:

l’Amore.

 


Dal 4° al 50° classificato vincono € 100,00 (€ 100,00 in libri Pagine, non abbonamenti a nostre riviste)


 

4) ELDA MARI

Certe parole

Certe parole restano come graffiti nelle caverne preistoria di un ricordo che non si può cancellare. Certe parole sono prigioni alte senza finestre

che cancellano il cielo e incatenano ali.

Certe parole hanno un’eco di fionda con selce viva

ti spezzano il cammino t’inchiodano ad una croce. Certe parole hanno un colore cupo di macchia d’inchiostro sulla pagina ferita

d’un pomeriggio da cornice. Certe parole hanno un odore di temporale inatteso

di fulmini e mandorle amare di terra dal pianto bagnata.

 


5) PAOLO CELLINI

Il Sole a scacchi

Il carcere della scrittura dove il Poeta umiliato raccata i suoi brandelli è l’unico spazio

dove possa vivere

 


6) IVAN ZICCARDI

Ma io vorrei ora un po’ di pace

fatta di parole come foglie di riparo e d’ombre capaci di suonare al vento di silenzio in silenzio

di parole bianche come bende d’unguenti e tisane e vecchie stanze per chi torna battuto dalla vita

di parole sapienti come dita

a cavarmi di dosso con pudore il sangue tutt’uno con il pianto e di dentro l’urlo

aggrumato tutt’uno con il canto.

 


7) MARTINA PIERMARINI

Parole

Le mie parole hanno un destino oscuro. Le vedo girare in tondo

cupe

e mordersi la coda.

Di notte, le vedo volteggiare fare grandi cerchi e piroette

Si danno un gran da fare a tingere la scena E penso: “Avanti, prova ad ascoltarle!…

Avvicinati…quasi le tocchi…”

Ma svelte, come si accorgono di me

fuggono dannate…Terrore pesto hanno negli occhi Allora scendo, giù nella platea

in fondo al grande spazio e aspetto

che tornino a danzare, finché non cada il giorno

e la bocca aperta della luce, le divori.

 


8) LUCA MAZZOCCHI

Certi tuoi silenzi…

Certi tuoi silenzi

sono come laghi di montagna – specchi azzurri

calme acque e attorno

gli inquieti sguardi delle cime – così vengo

nel pudore della notte ad accostarmi

(come il vento fa con i rami nelle ore che non vediamo nei pallidi

amori dei gatti

fantasmi lunari d’altra vita) così ti cingo

con un velo di mani

e uso l’alfabeto delle stelle per lasciare che il sogno t’indori e non increspi

la natura colma di cielo che

sta fra il lago e

il tuo sonno lieve.

Certi tuoi silenzi hanno voli e canti che tu non sai

laghi azzurri laghi

fra la terra delle mie mani

la violenza del sole. Rimango

immobile

sospeso

nella tenerezza dei miei occhi.

 


9) ALESSANDRO CANFORA

Amore

Ho sempre sognato dei giardini ricchi di sole con il grano giallo pieno di colori e diamanti, alberi carichi di ciliegie, mele, pere

e gioielli d’amore.

Ho amato lei sotto il sole correndo tra farfalle e baci e cuori distesi sui fiori.

La ricordo tra le dense creme di grano tra gioia e gioia per mano,

oh amore, amore soli come le stelle

di notte col sole nella gola; la ricordo così

con i folti capelli nudi

tra le ciglia luminose e gli occhi calde montagne d’acqua brillante,

pesci natali quasi fossero metalli preziosi, e poi la bocca piena dell’alba

e del tenero azzurro tramonto; ti ricordo nuda,ferma

come un fiore dal sorriso supremo con le mille e le mille vite d’una volta; tante vite di un rosso silenzio

che brilla tra le onde del mare, ti ricordo così negli occhi

del profumo di un giorno d’estate.

 


10) VALERIA SPANÒ

Odore nemico

Ho dentro un po’ del tuo abisso,

non mi ha attirato a sé mentre lo osservavo. L’ho cercato.

Ne ho voluto un pezzo per me. Tuffa il tuo viso qui sul mio petto,

che tu sia per me la lama di un coltello a doppio taglio. Prima penetra, poi strappa.

Chiudi gli occhi, saranno gli odori a guidarti. Il mio è un regime dittatoriale,

dovresti odiarmi per questo o semplicemente soggiacere

legandomi ad una corda fatta di te. Per me resti

l’ammonimento costante a prendere sempre l’altra direzione.

Una fiamma pilota.

 


11) MASSIMILIANO DA RONCO

Ne servirà

Ne passerà di acqua sotto questo corpo fatto ponte

ne sentirò le onde convinte a farmi a cedere ne sentirò la calma

che mi vorrà far tacere e la persistenza

che mi vorrà far dubitare ne cammineranno popoli su questo corpo

fatto terra

ne sentirò i passi

che mi faranno tremare uniti nel loro bene

per il mio solo male argineranno

i miei fiumi di parole bruceranno

i miei boschi di idee sradicheranno

le radici della mia vita pianteranno

i loro bisogni

e mi estrarranno il sangue ne sentirò di avvoltoi girovaghi affamati

che rideranno di me che rido di loro

ne ascolterò di fiabe da autori poco veri su doveri e oneri

di responsabilità e problemi ne vedrò di posti

simili se non uguali causa e non soluzione di ciò che sono

ne ascolterò di tuoni su questo corpo

fatto pietra maltrattato distrutto modellato

ed infine parte di una nuova era

ne siederanno di culi su questo corpo fatto poltrona

inno alla noia

e all’animo di vuoto schiacciato sarò

e stretto, indifeso preso nuovo

e buttato al primo uso ne aspirerete di fumo da questo corpo fatto sigaretta

stretta tra la mano fino a che

non serve a niente e

infine

ne passeranno anni

su questo circo vecchio cosicché possa io,

elefante ammaestrato, mangiare

barrire e poi fuggire

da questo vuoto.

 


12) GUIDO LOMORO

Non ti amo

Non ti amo.

Il mio è un non amore.

Non ti penso. Non faccio l’amore con te. Non mi appartieni. Non mi riguardi.

Non ti sogno. Non immagino quello stai facendo adesso. Non sei nel mio futuro. Non rappresenti il mio presente. Non cammini nelle mie stanze. Non dormi qui.

Non ti ascolto. Non ho vite da condividere con te. Non mi assomigli. Non ti spio. Non ti cerco. Non ti racconto.

Non navighi nel mio sangue. Non ti aggrappi alle mie ossa. Non hai voce. Non ti respiro. Non parlo di te.

Non ti consiglio. Non mi confido. Non mento e non ti regalo verità.

Non ti assaporo. Non ti accarezzo. Non ti bacio. Non rido con te. Non ti guardo. Non ti chiamo.

Non so il tuo nome. Non so la tua vita. Non voglio sapere. Non esisti. Non ci sei mai stato. Non ci sarai.

Tu sei assenza, silenzio, vuoto. Loro rispondono al mio appello. E’ lì che vivi tu.

E’ lì che io t’incontro.

Nell’assenza. Nel silenzio. Nel vuoto. Ed è loro che amo.

Non te.

 


13) SIMONA CINIGLIO

Di lanci di dadi e verità sommerse Venni.

E la strada era un lancio di dadi con facce d’asfalto.

E il canto distratto e il gioco sommesso di refoli autunnali

tradiva il curvare inatteso di destini poco azzurri

e lo smarrirsi inappellabile del pentagramma blu

sul fondo disabitato di oceani onirici

di cloro e quiete. Fu un’ombra sottile

o un inganno dappoco a svelarmi fugace nell’apnea sorpresa di un sorriso smisurato

la verità sfavillante che sta in fondo alle cose e il tintinnìo gioioso che ci aspetta

al di là dello specchio oltre l’onda fluida

di parole dismesse, paure e rose.

 


14) MARCO BUSSOLI

Muoio ogni giorno

Muoio ogni giorno, avendoti accanto, afflitto da passioni senza tempo, ruvide e tenaci come un rimpianto taciuto, ispirato dalle tue labbra adolescenti, di proibita purezza. Cornici dell’anima, i tuoi occhi offuscano i miei sensi incantati simili a un sogno che pare trabocchi tremiti soavi da sempre cercati. Amami adesso perché ti appartengo. Non soffocare l’istinto impaziente travolto in un giogo d’attesa del nulla. Inizia un nuovo, pallido giorno.

Nel remoto afflato dei tuoi pensieri ozia il mio cuore che anela la gioia.

 


15) MARIAROSA GANDOLFO

Ho avuto molti padri. Uno celeste,

l’altro ubriaco, uno assente, l’altro terrifico.

Per fortuna i rami con cui mi percossero erano molto esili e le spine molto piccole. La stufa accesa contro cui mi tirarono non era un drago ma sterile ghisa, bastò una notte d’impacchi e la fronte tornò innocente come prima.

Bastava un segnale perché ubbidissi come un cane, ed io imparai a ringhiare e a riconoscere

l’odore del bastone,

a strappare catene e a bestemmiare Dio che mi voleva così bene da non uccidermi. E non ci furono madonne né madri

che mi strinsero su quei petti morbidi

che chiamano seno, che contengono cuori, che sono oasi e consolazione. Conoscevo solo case prigione

di cui imparai a sfondare i vetri coi pugni,

ed ero così veloce che quando cadevano al suolo io ero già rintanata altrove.

Mi alzai, mi alzai sempre

e imparai a fissare il nemico negli occhi,

a sfidarlo con lo sguardo e a non voltargli la schiena aspettando che morisse.

Ed ho una triste terra sconsacrata nella mente, senza croci, senza fiori, senza vento,

dove i miei carnefici riposano, secchi e innocui.

Troppi padri e troppe madri mi insegnarono il cammino, mi coprirono di lana, mi annodarono i capelli,

mi lasciarono venire pelle­di­terra come gli zingari. E mi nascosi, come un’appestata.

Ma ero forte. Avevo la magia del coraggio. Coltivavo desideri a loro sconosciuti.

Io piansi, tanto, e cantavo, sempre. Così tenni il cuore pulito.

E la mano ferma, come un chirurgo,

per ridisegnarmi la vita.

 


16) GIOVANNA PASTEGA

Apro gli occhi

Apro gli occhi muovo le mani Indosso l’anima come un vestito e il corpo sopra come un velo Non temo

il giorno

Cammino per devozione un passo dopo l’altro così il rito si ripete Parole

Lacrime

Sorrisi

Come una sposa attraverso il giorno Come una sposa osservo il dolore inconsapevole

indifferente Chiudo gli occhi Stringo le mani Scrollo via l’anima sotto una pioggia

di gocce sottili (uguali) che scendono

ad una ad una

dal soffitto (sopra di me) Poi ripiego il corpo con cura

lascio che la sua fragilità compensi

l’assoluta mancanza di dolore

come un’eco lontana ascolto

ciò che mi accade intorno e come una sposa nuda davanti allo specchio

attendo

che nulla resti (dentro di me) che nulla

mi sopravviva

 


17) ANNARITA RENDINA

Presenza

Nelle tue cose non ti vedo.

Non ti vedo più nelle immagini al muro, nella polvere sulle riviste

o nel ferro inciso del portachiavi.

(Gli odori di casa tornano ad essere miei). Non nel saliscendi della vita quotidiana. Negli specchi talvolta io ti vedo,

mentre esci

­ per scherzo ­

dal campo visivo del vetro, proprio quando alzo gli occhi;

nelle zampette aguzze e fragili delle mie t e nel moto ondoso dello zigzag delle emme. Scopro la tua ombra

nel pulviscolo che si alza dalle lenzuola scosse al mattino. Il tuo naso turbina allora

davanti ai miei occhi e una terza mano

sembra tendere ­ di nuovo ­ l’altro capo del lenzuolo.

I

Silenzio

Notte. Silenzio. Nessuna voce. Soltanto il rumore del nostro scavare la terra profonda in cerca dell’osso.

Vorrei, ma non posso gettare la sonda

e poter scandagliare il tuo giovane cuore per veder se c’è pace o solo… silenzio!

 


19) MICHELA PARISI

Nuda Verità

Giungo dinanzi a te con addosso solo la mia anima accoglimi tra le tue braccia in questa vita presente e non lasciare che la paura abbia il sopravvento…

scalda il mio corpo,

avvolgilo nella nebbia dell’oblio nascondilo al mondo intero…

Nuda come la verità ora io mi offro a te senza passato, senza futuro…

sii tu ora il mio presente!

 


20) MONICA FERRAGLIO

PER QUESTO SONO NATA

Per questo sono nata,

per aspettarti all’angolo di una strada dove facevi a pugni con vita. Ho stretto forte le tue mani,

stando attenta a non farti cadere.

Sono nata per accarezzare il tuo viso segnato, che ancora non sapeva di poter essere bello. Con te mi sono data un senso,

togliendo pazientemente ogni scheggia dal tuo cuore. Ecco perché sono nata,

per guarire i tuoi giorni e aggiungerli ai miei.

 


21) MAURIZIO POGGI

Il Pagliaccio

Canali di scolo sulle guance

scavati da una mistura di amore, rabbia e fantasia le lacrime cadono sul tavolo e si mescolano tra loro formando il colore della solitudine.

Lembi di pelle attaccati alla maschera significano che non andava tolta

ma il nervo scoperto ti urla di si.

Pulsazioni casuali indicano che esiste ancora cuore

ma vestito di 4 taglie più piccole si fa fatica a tenerlo vivo. Scarpe senza suole appese al muro indicano l’ora. Stancamente raggiungi la pista

Alzi la testa Pubblico zero.

 


22) SUSANNA PINELLI

Amore o Terrore

Lo sguardo si posa sulla tua schiena nuda, mio amato scivola sui tuoi fianchi finalmente liberi di riposare

osservo i muscoli del tuo sedere che mi fa perfino sorridere, ora. Ascolto il tuo respiro, osservo le mani abbandonate,

potrei ucciderti e sarei libera.

Potrei anche imparare ad amarti ma l’amore per il proprio aguzzino si tinge di rosso, sullo sfondo nero del terrore che provo per te.

 


23) ROSSELLA INGHILLERI

Ti amo di un amore non comune Che non conosce segreti

che non parla con parole che si nutre di universi lontani

che vive di se e della gioia di essere amore, che non si consuma negli atti

ma sa trasformare continuamente…

Che conosce il significato profondo dell’essere uomo, donna, stella e fiume, che va dritto al nucleo di ogni cosa. Che cresce.

Anche se la ragione crede ancora nella sofferenza e nella rinuncia, esso sa che la Luce può comprenderlo e guidarlo.

Ti amo di un amore non comune che non chiede risposta

perché sa che il tuo è fatto dello stesso filo di seta.

 


24) SUSANNA SCHIADA

Dov’è l’amore

In questa notte bianca d’inverno avvolta nelle coperte cerco il tuo calore Il silenzio mi spaventa

basterebbe la tua voce e tutto diventerebbe melodia Il tuo nome a voce alta echeggia tra le mura

dei mie desideri, i sorrisi le carezze che vorrei la mia mente spezza l’illusione di averti accanto Ti sento so che ci sei, mi convinco

ma il mio cuore ti rimpiange

 


25) LEANDRO BUSACCA

XXVII

Pigliami l’anima, fattene dono, depredami il sogno. È il tuo respiro? Cucimi un bacio per cicatrice, premi il mio cuore a rifocillarsi, porta languore ai miei occhi stanchi. Non son poeta, né Dio, né pianto,

ma ho un pensiero e ho un rimpianto. Mi sento vivo, ma tanto stanco,

mi sento privo pure del pianto.

Qui c’è silenzio e non lo so accogliere…

c’è novità, c’è rumore, nuove parole che non so leggere. Sono disposto ad accettare, non a capire.

Sono persuaso ma non convinto, sono confuso dal disincanto. Siffatta paura altamente reale, oziante al trono dell’io primordiale, questo mio istinto è sopravvivenza, questo mio pianto è tua sofferenza. Inaudito fare, impedito avere, tradire e dare, saper sentire. Annegare. Soffocare.

L’era d’aurora parea vicina,

e sai… il tramonto è arrivato prima. Oh mia audace malinconia,

doni i tuoi angeli per mia pazzia, oh mia bigotta triste ironia, porti i tuoi angeli per mia follia, Ancori e strascichi…

un solo assaggio ed è magia. solo un assaggio? Volata via.

È il gusto amaro che ha la malinconia, è il sangue crudo che dà follia.

Avrei mille:

metafore da sillabare, parole da rigurgitare, pensieri da partorire, sogni, litigi, amori,

ardori, rumori, fiatoni, affanni,

millenni, malanni, pensieri…. ti addanni!

È tutto un bel gioco, e tutto dura poco. Io sono un bimbo,

con innocenza letale, che mai si stanca. ma vuole dormire.

 


26) VITA MARIA BARBERA

Sfiora con le tue mani il mio viso

Sfiora con le tue mani il mio viso. Trova ad una ad una tra le rughe Quella del mio vivere vuoto.

Accarezza il mio corpo straziato e cadente Col tocco della tua anima

Stringimi nell’abbraccio del ricordo. Io e te soli

E intorno il respiro dei giorni perduti.

 


27) BARBARA DE PALMA

Stasera la tua bellezza mi emoziona

Stasera la tua bellezza mi emoziona,

senza che tu faccia nulla per comprarmi un sorriso o per ridurmi alla clemenza di una lacrima…

Come un dipinto da sindrome di Stendhal i tuoi occhi mi arrivano al cuore

come un segreto di mille anni fa,

o forse anche di meno, forse solo due. Sarà questa la fonte del mio amore?

Avrà l’eternità il colore dei tuoi occhi di stasera? Vorrei riconoscerti così…

in ogni istante di un futuro da disegnare a pastelli…

 


28) LUDOVICO IACONIANNI

Dove vai

Dove vai questa notte

lontano dai miei occhi

che hanno visto i tuoi passi sperdersi nella nebbia del tempo, leggeri, come orme sulla riva bagnata dalle lacrime infinite

di un mare solitario. Dove vai

in questo giorno freddo

che raggela le vene dell’anima e attenua ogni breve onda

che invano cerca di raggiungerti. Dove vai

in questa ora oscura

lontano da questa tristezza infinita che sovrasta i monti più alti

e il cielo non riesce a contenere e il mare ne raccoglie le lacrime. Dove vai

nascosta ai nostri occhi avidi dei tuoi sorrisi

di luna nuova

dei tuoi sguardi limpidi d’acqua cristallina. Dove vai

ora che è appena nato Gesù

e il presepe non è ancora disfatto

e la stella cometa brilla nel cielo stellato; quella stella, che ci ha portato il figlio di Dio, cullandoti con la sua immensa luce

ti conduce lassù, ancora da Lui, che ti consolerà

per la nostra tristezza per il nostro pianto,

per la nostra disperazione e per l’infinito dolore.

 


29) BONIFACIO FERRARI

Il tuo sorriso

No, il tuo sorriso non è passato ha vinto su tutti

ha ingannato gli anni le insidie del tempo

ha vinto su la fretta, sulla noia ed è ancora lì che ci aspetta.

Ogni giorno lo ha voluto cancellare ma la forza del tuo amore

come allora lo fa rivivere e questo mi basta.

Il più delle volte lo sguardo è al cielo Dov’è che sei.

Vorrei ricominciare tutto da capo. Vorrei rivederti bambino

ancora puro e pieno di sogni

ed assaporarti ogni giorno ogni minuto. No non si può.

Allora stammi vicino mi rendi forte e sicuro

al solo pensiero del tuo sorriso.

 


30) ANNA MARIA ANNOVAZZI

Anna per sempre

Sei la parola più bella, capace di colmare ogni silenzio,

di eclissare ogni grido, ogni rumore, ogni pianto di tristezza.

Sei la parola più bella che si possa dire, la più bella che si possa scrivere: appena udita, subito muta in un pensiero,

appena detta, subito muta in un’immagine,

appena scritta, subito muta in un viso, in un dolce sorriso. Sei la parola più bella che si possa leggere,

la più bella che si possa cantare,

la parola che più di tutte vorrei prima urlare, perché tutti la sentano, e poi sussurrare, perché tutti la capiscano,

e poi cancellare, per paura che tutti se ne innamorino,

per paura che tutti possano pronunciarti senza l’ardore che meriti, o per paura che qualcuno possa cantarti meglio di me.

Sei la parola più bella che si possa disegnare sulle mie labbra, la più bella che possa carezzare le mie orecchie,

la più bella che possa accendermi gli occhi d’amore. Sei la parola più bella per finire questa poesia, perché nulla più dovrà essere scritto dopo di te. Sei la parola più bella,

Anna.

 


31) ANTONELLA SIBIO

Violino

Fili d’anima invisibili

le corde del violino, appena sfiorate. Le dita scorrono sulle linee,

la mano afferra in un pugno l’archetto che deciso

disegna vibrazioni nella mente e nel cuore, dal sapore della terra e l’azzurro del cielo. Ora dolce, ora violenta

la musica diventa cascata di perle

che unisce due corpi, nelle antiche visioni. Inizia la danza,

lo sguardo si perde e il sorriso nascosto finge

dietro la maschera della Musa che ti possiede.

Un vortice che sconvolge più del desiderio è la realtà del momento,

che si libera dal tempo

ora immobile, intrappolato nelle note. Suono e voce

si fondono, si confondono e si intrecciano

nel tessuto dell’arte e dell’opera unica più della vita,

che ogni volta

solo tu… sai creare.

 


32) VALENTINA BUONO

Abbandono apparente

Non riesco ad avvicinarmi

a te che piangi. Immobile resto qui, ferma.

Pietra il mio corpo, bagnato il mio viso, i miei piedi

a scavare

in quella Terra che tutti accoglie. Non so invadere il tuo dolore. Eppure lo sento, come fosse il mio.

 


33) ENRICO MARIA FALCONI

L’attimo

L’attimo che ti incontra Il minuto che ti passa

La mano che non ti saluta E tutta la poesia

Che non mi hai mai dato. Come un cerchio nel lago Ripenso al sasso

Che sono stato.

 


34) LAURA FLEBA

Stagioni

E ancora una volta il mandorlo imbianca

con i suoi petali di neve la fertile terra.

Così io aspetto col cuore di bimba la nuova stagione che non verrà.

 


35) LUIGI BASSO

L’autunno dell’anima

Il tempo trascorre,

si ingrossa rotolando come una valanga, i dolori, le paure, le delusioni, le incertezze si stemperano nei colori tenui dell’autunno dell’anima.

La vena poetica, come la giovinezza, non si abbeverano più alla fonte limpida, il cuore, inaridito, non sussulta più,

segue ora l’ondulare delle dune che si perdono all’orizzonte… ma oltre di esse

non si scorge il Mare.

Nel crepuscolo degli Dei l’Angelo è caduto ed i simboli consumati.

 


36) RITA CABIDDU

Amami!

Non amarmi per la bellezza del mio viso,

per le mie morbide curve e per il mio ventre piatto, né per il petto prosperoso e le natiche sode perché quando il tempo

poserà su di me la sua inesorabile mano non avrai più motivo d’amarmi…

Spogliami del mio corpo guardami dentro e amami

per ciò che sono nel cuore, amami

per il bagliore dei miei occhi quando ti vedo,

per i miei piccoli gesti, per le cose che dico, per le pazzie che faccio,

queste cose non subiscono il tempo e se le ami mi amerai in eterno!

 


37) LUCIANO POLI

Un segno

Vorrei essere nodo a volte a volte essere filo

per ritrovarmi a tirane un capo. Come segno di matita farmi sottile su bianca carta velina

fino a scomparire.

Per poi rifarmi nodo ancora disfarmi e sentirmi ago

nel pagliaio dell’esistenza, perdermi. Sciogliermi in scia d’aereo

E poi ancora ritrovarmi e via..,via..,via.

 


38) MARCELLO ARMELLINO

Naufragio

La morte

bussa piano alla mia porta e piano,

il freddo alito dell’ignoto mi è sempre più accanto. Timido

chiedo un po’ di tempo,

ho ancora tante cose da fare. Vorrei

stringere ancora quel fiore odorarne il profumo accarezzarne i petali

per scivolare, ancora una volta, fra le calde braccia dell’amore. Non c’è più tempo

la morte

mi tende la mano ed io

gli occhi socchiusi

la prendo, rassegnato, fra le mie. Rintocchi di campane

a lutto

segnano il passo verso l’orizzonte e piano

il tepore del mio viso

si confonde con la fredda aria dell’inverno.

 


39) MAURIZIO RIPAMONTI

I poeti migliori

I poeti migliori sono i muti,

hanno l’amnesia delle parole ma non dei gesti.

I poeti migliori sono monchi,

le parole scritte si spezzano tremano o sono incerte come l’animo inquieto

di un’artista in transito. I poeti migliori

son quelli che hanno smesso di amare se, ma amano te.

i poeti migliori sono occhi che parlano

 


40) RAFFAELLO CORTI

La sedia

Si é tarlata la sedia a furia di attenderti.

Tu mi dicevi aspettami, tornerò, non andare via!

Ed io, anima sciocca ed innamorata, misi la sedia vicino alla porta,

la testa tra le mani

ed i pensieri nei capelli, e lì, sono rimasto.

Fuori scorrevano le stagioni, la mia pelle avvizziva,

ed i capelli ormai solo ricordo.

Ma tu sai, che io sono ostinato, e ti ho aspettato, ancora,

e ancora, e ancora, sino al giorno in cui la sedia si è tarlata

e l’anima mia evaporata. Lei, comunque, é ancora lì, aspetta i tuoi passi,

il tuo profumo,

la tua mano leggera, abbi cura di lei

io ti aspetterò altrove,

quando pure il corpo tuo tarlato sarà misero ricordo del passato!!

 


41) FABIANA SANSONE

A mio figlio scordato

Mio figlio è scordato; gli mancano lettere, gli mancano numeri, le corde le ha…

le note le conosce…

Ma il do è un la e il la un si.

Tutto è vibrante e rumoroso, tutto è complesso

E mi chiedo:

se invece di corde avesse tamburi? se invece di tamburi avesse flauti…? O archi?

Direttore d’orchestra

insegnargli aree che lo facciano volare, che facciano apprezzare i suoi veri talenti, ecco come mi sento…

protagonista di vita di interpretazioni diverse.

 


42) CARLA AUDAGNOTTO

Il nero della notte

Il nero della notte, la pioggia incessante che cade sull’acciottolato e sui vetri. Mi guardo intorno, ma tu non stai con me. Non so dove sei.

Chi stai amando, o chi stai pensando.

Il nero della notte accompagna qualcuno che in strada, affretta il passo tra una pozza e l’altra, col suo amico a quattro zampe.

Il nero della notte è diventato il buio dentro di me, e riempie la mia anima, perché tu non ci sei più.

Arriverà l’alba, splendida coi primi raggi di sole, ma il nero della notte resterà per sempre se tu non tornerai.

 


43) Filomena Zungri

Mio Padre

Mio padre era un uomo onesto E si cingeva di questa onestà Con la fierezza di colui che

Attraversa una vita intrisa di sudore. Mio padre era un uomo giusto

E nel suo sguardo franco aleggiava

Un doveroso rispetto verso il mondo e le sue cose. Mio padre era un uomo generoso

Amava donarsi agli altri senza riserve né parsimonia. Mio padre era un uomo gioioso

Amava vivere e affrontava il giorno con un sorriso speciale Che rendeva ogni ostacolo irrisorio.

Mio padre era un uomo forte Che beffeggiava le sue debolezze In un impeto di furiosa umanità. Mio padre era pudico:

Non amava pesare su coloro che amava.

Se n’è andato in punta di piedi, senza una parola Senza un cenno. In silenzio.

Con la discrezione che ha sempre accompagnato Una vita fatta di terra e di sangue,

di lavoro e amore.

È tornato a quella terra che conosceva e amava In maniera semplice, senza clamore:

così come ha sempre vissuto!

 


44) LUCIA BIZZARI

Un’immagine

Le sue, non sono mani d’artista belle, nel modo classico, s’intende ma sono forti e grandi

Quelle mani dicono che ha molto lavorato e faticato

per acquistare una sicurezza e una serenità che non ha ancora trovato del tutto

Non è stato un contadino o un falegname ma è come se il lavoro della mente avesse irrobustito le sue mani

per afferrare sicure ciò che gli sfugge E tremano, ma poco… poco

questo le rende leggere e mi fa pensare

a una carezza delicata sui miei capelli.

 


45) AURELIO D’AMORE

Bella e Fuggente

Bella e fuggente nell’attimo d’amore ti rivedo inebriato

dal profumo della pelle candida, calda

come un raggio di sole che all’alba dirada

le fredde tenebre della notte. Oscuro e senza rotta

é il mio cammino nell’impetuoso mare della vita mi trascina lontano

verso l’orizzonte

dove il cielo bacia il mare dove la terra si fuga lontano nel coinvolgente connubio coll’ignoto universo

dove i dubbi e le emozioni sono uniche sicure

della miseria umana unici tesori della libertà vera realtà,

ma esperienze e convenzioni maestre solo del passato parte di me

fin dove fin quando

la vita non é speranza libera dimensione creazione

amore.

 


46) EMANUELA SANNIPOLI

Mamma

Mi manchi, mamma. Da quando non ci sei

Questa parola, “mamma” non mi appartiene più.

Non posso pronunciarla, chiamarla, dirla,

non posso gridarla, sbuffarla, cantarla, o sussurrarla, non posso imprecarla.

“Mamma”

Non posso farci niente con questa parola, mamma,

fa troppo male, dà troppo dolore. Te ne sei andata,

mamma, e mi hai reso muta per sempre.

 


47) PAOLO FESTA

La realtà è un vento freddo

Non è il cielo che tiene insieme le stelle Non sono le nuvole a nasconderle

È una melodia che sento suonare, una corda che vibra. Una sola.

Può una sola corda produrre una melodia?

Ci metto impegno, provo ad isolarmi, a pizzicarla.

Ma presto scopro che non basta l’arte e l’impegno del musicista, il segreto è pizzicarla a quattro mani.

Possono quattro mani produrre una melodia?

Abbiamo miscelato calore sentimento e passione nel momento in cui abbiamo pizzicato insieme la corda producendo una melodia incomprensibile al mondo.

E che importa se la realtà è un vento freddo, quando la corda vibra?

E che importa se la nebbia ingoia il veliero se il suono della corda mi ricorda la tua voce.

 


48) DONATA CHIRICÒ

Cultura

Quando sarai grande, amore mio ti prego non andare a scuola degli uomini che mai hanno pianto e hanno letto solo libri

piene di belle formule e grandi numeri Quando sarai grande, amore mio resta piccolo

Non ho nemmeno iniziato

A mostrarti le cose che ti devo mostrare Ci sono le signore farfalle

che sono figlie dei vermi Ci sono i crochi

che mai hanno pensato di venire in città E poi ci sono i nidi delle rondini l’albero di melograno

e il suono del ventre che ti ha cucito la pelle

perché le ossa non avessero la meglio

 


49) ADRIANA SILVESTRO

Durante la rapina eravamo in due, avvinghiati, formavamo un palo Avere una storia

con un uomo già impegnato e che non si ama

è come rubare una macchina per fare una rapina

e poi abbandonarla. Io poi

chiamo anche la polizia. Mi hanno detto

che le donne come me

nei film americani degli anni ’50 morivano sempre.

In genere

in incidenti stradali. Tra l’altro,

io non so guidare.

 


50) DANIELA CARFAGNA

Supermarket

In fila

davanti alla cassa del supermercato lo sguardo

dritto sul carrello per vincere il disagio del capo rasato

cerco di resistere a chi mi fissa con curiosità con pena

con malcelato imbarazzo Vorrei fuggire nascondermi

sparire

ma sono immobile davanti alla mia spesa Ad un tratto

una splendida bambina dal viso d’angelo quattro o cinque anni non di più

due dolci occhi azzurri capelli biondi

ed uno sguardo intelligente mi guarda interdetta

e rivolgendosi alla mamma:

“perché questa signora è così brutta?” La guardo con tenerezza

“qualche tempo fa non ero così brutta fra poco i capelli ricresceranno

e sarò bellissima”

“Non si preoccupi signora

i bambini sono sinceri, non è nulla” Intanto la mia corazza è svanita Guadagno l’uscita

apro lo sportello dell’auto e finalmente

posso piangere tutte le lacrime

della mia disperazione

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