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Scrivi al Nostro Direttore ELIO PECORA

Vuoi metterti in contatto con il nostro direttore, proponendo i tuoi testi o parlando di argomenti legati alla poesia? Scrivi al seguente indirizzo: elio.pecora@pagine.net   Elio Pecora provvederà a rispondere direttamente all’interno di questa nuova rubrica

In un periodo dell’ avvento Pasquale, utilizzo questo social per farle i piu’ sentiti auguri oltre a ringraziarla per avermi dato con tale casa editrice la possibilita’ di pubblicare, nella collana IMPRONTE alcune delle mie poesie, sono a dedicarle umilmente dal mio piccolo e modesto animo una delle mie piu affezionate opere.Abitando in provincia di Pavia a Mortara, per la precisione, non posso presenziare alla riunione di poeti, dove avrei voluto stringerle la mano, che si terra’ al 14 maggio in via condotti a Roma, ma con il pensiero saro’ li con voi.lei e’ un grande uomo e passera’ alla storia …Nel dedicarle come regalo di Pasqua una mia poesia ancora la ringrazio e vorrei un suo parere su come espongo tali versi, tenendo conto che ho frequentato la terza media e per il restante tempo della mia vita mi sono dedicata ai miei tre figli e..ad ascoltare molto il mio silenzio interiore…che a volte…urla…

VITE PARALLELE Viviamo in parallelo, due anime che, non si incontrano, ma vivono,in due letti freddi, dallo stesso lato. Svegliamo, i nostri corpi alla stessa ora,ma distanti. proseguiamo la mattina, con la stessa tazza di caffe’, dove gettiamo, lo stesso dolce pensiero. Veloci,corriamo nel traffico, in due diverse vie,ma parallele. giochiamo, piangiamo, ci arrabbiamo… distanti,ma forse… nelle stesse ore,per le stesse cose. non incontriamo i nostri sguardi ma riflettiamo i nostri pensieri che anche se distanti, ma paralleli, vedono i nostri cuori abbracciarsi in fondo alle nostre giornate,mentre guardiamo… forse… il tramonto nella stessa direzione. Buona giornata,attendo un suo riscontro alla mia mail. con simpatia

Elisabetta Magnani

RISPOSTA DEL DIRETTORE

Gentile Elisabetta Magnani,

anzitutto la ringrazio degli auguri, che ricambio colmi di bene. Quanto al suo componimento lo ritengo  spinto da una sua necessità e dunque nel tono sentito che è di una verità cercata e onesta. Stia bene, scriva le sue poesie, la saluto cordialmente. Elio Pecora

  SULLE CASE EDITRICI A PAGAMENTO: Dall’alto della sua esperienza e professionalità, vorrei avere un suo giudizio sulle case editrici a pagamento (delle quali fa parte anche ‘Pagine’), che abbondano e che, a mio parere, illudono molti aspiranti scrittori. Le sembrerà strano, ma anch’io ho aderito a una proposta del genere (‘Impronte’ e prossimamente ‘collana 7 autori’), ma l’ho fatto anche perché aleggia il suo importante nome sull’azienda in questione. Riflettendoci meglio, adesso ho molti dubbi su ciò che ho fatto. Mi aiuti, mi dia una risposta da persona sincera e poeta quale lei è. Alessio Comaschi RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Alessio Comaschi, lei mi dà l’occasione per far chiaro su una questione che interessa, preoccupa e coinvolge molti di quanti scrivono versi. Premetto che le parlo da estraneo alle faccende editoriali, ma da  conoscitore di quanto accade dalla parte degli “autori”. Ancora preciso che sono il direttore culturale della rivista “Poeti e Poesia”, che pubblica quadrimestralmente poeti italiani e stranieri e studi sulla poesia, il  tutto solo per mia scelta e su mio invito. Se ha letto il mio nome nei siti della casa editrice Pagine, questo mi riguarda solo  in quanto, su richiesta dell’editore, alcuni mesi fa ho scelto cinquanta autori  fra le  centinaia pubblicate nella collana “I poeti contemporanei” e n’è venuta  una piccola antologia che è stata data  gratuitamente agli autori da me scelti. Ma veniamo al problema che lei mi pone riguardo alle case editrici a pagamento. Dunque: in Italia non superano il numero delle dita di una mano le case editrici maggiori, che pubblicano senza chiedere pagamenti  e ciascuna non più di una dozzina di poeti all’anno. Questi ultimi  ricevono, al momento del contratto, una somma pari a uno stipendio mensile di un insegnante delle medie: somma che resta a debito dell’autore fino a copertura dei diritti d’autore ( e pochissimi poeti saldano un tale debito perchè gli italiani leggono poca poesia e, nel migliore e assai raro dei casi, le vendite non  superano il migliaio di copie). A tali autori privilegiati toccano, al momento della pubblicazione, cinque copie del loro libro e , se  vogliono altre copie, debbono acquistarle.  Non va dimenticato che gli autori arrivati a queste maggiori case editrici – nel numero limitatissimo che ho specificato e i più dopo lunghissime attese – sono già ben noti nel mondo letterario per le pubblicazioni in riviste  accreditate, per i  libri già editi, per le  attenzioni della critica più autorevole , insomma per quel che certifica il talento ma anche il notevole lavoro letterario e poetico. ( Si leggano le note biobibliografiche dei poeti che accolgo nella mia rivista.) Nemmeno va dimenticato che la fortuna di un libro dipende da distributori e da librai, che accettano di distribuire e di accogliere  libri vendibili e diffidano  della poesia e ancora più di autori poco o per niente conosciuti. ( Si vada nelle librerie allo scaffale della poesia, quasi sempre minuscolo e che abbonda di poeti del passato e dei pochissimi vivi arrivati alla fama grazie ai massmedia.  Da tutto questo discende l’attività di molte case editrici medie e minime che pubblicano  con facilità e a pagamento. Di sicuro  non esiste casa editrice che possa permettersi di investire  in un’opera subito fallimentare. Persino il miglior mecenate, e non ne esistono, si arrenderebbe davanti al numero stragrande dei versificatori nostrani. Per ciò la formula ricorrente è quella di chiedere all’autore l’ acquisto di un congruo numero di copie del libro, così da coprire le spese della pubblicazione e del lavoro redazionale. Ora le comunico quel che penso di questa situazione, ed è un pensiero al quale sono addivenuto di recente. ( Ricevo quasi quotidianamente libri e libretti di versi ed è sufficiente scorrerne alcune pagine per saggiarne l’inconsistenza e, nel migliore dei casi “l’ingenuità”, ritenendo eufemisticamente tale la povertà di strumenti espressivi.)  La poesia è un uccello raro, viene da un iniziale talento, da una forte vocazione che porta fin dalla prima giovinezza a uno studio accanito della scrittura poetica e a un affinamento culturale instancabile. Sapendo che dalla poesia non verranno guadagni e che bisognerà mantenersi con altri lavori. ( Val bene leggere delle vite dei poeti, anche i più amati e sistemati ormai sugli altari. Si saprà inoltre che alcuni di loro hanno pubblicato a proprie spese i loro primi libri.) Tutti gli altri, che si dilettano a versificare,  si diano il dono di un loro libro da regalare ai propri cari e agli amici, e da conservare come un intimo bene. Non chiedano di più, La saluto cordialmente. Elio Pecora

    Illustre Maestro, avrà il suo bel da fare, lì, lo so, e non so se avrà mai tempo per leggere questa mia mail, tuttavia, in egual modo di un naufrago sull’isola dell’illusione, sopra la quale non abita più nessun altro se non se stessi, provo a infilare questo messaggio nel collo della bottiglia e a sospingerlo nel mare della speranza. Mi chiamo Emilio Capaccio, ho 36 anni, sono nato in un piccolo paese della provincia di Salerno, per l’esattenza Campagna. Ho cominciato a scrivere all’età di 15 anni, cioè a partire da quell’età nella quale per la prima volta affiorano al cuore sentimenti, pulsioni, tremori, ben differenti dal solo amore conosciuto e serbato nei confronti dei genitori e dei fratelli. Ho continuato a scrivere per tutti questi anni senza mai interrogarmi sul perchè avessi mai iniziato quel giorno, né sul perché avessi scelto proprio quella forma di astrazione tra le tante possibili per evadere dalla realtà. Tutti gli adolescenti, credo, tendono ad estraniarsi, in un certo qual modo, dal mondo in cui vivono; ciò è insito nell’età in cui stanno vivendo, ma i miei coetanei erano ben lungi dall’intraprendere e considerare la mia stessa forma di astrazione, né tantomeno, credo, io ne abbia mai parlato a qualcuno di loro, per pudore, vergogna, perché credevo non avessero mai compreso o peggio ancora fossi stato deriso e magari fatto passare per una “femminuccia”, non so, ma in quella età anche gli amici più stretti possono dimostrarsi crudeli ed insensibili. Fatto sta che mi ritrovo oggi, qui, a parlare con Lei, per la prima volta in vita mia deciso a chiederLe un parere, un commento, un guidizio sincero da vero poeta quale Lei è, sulla “qualità” di quello che scrivo e se Lei vede concretamente della “materia poetica” nei miei versi o sono piuttosto delle mere distrazioni paragonabili ad un hobby o ad una passione. Ne ho bisogno per comprendere chi sono veramente, di che pasta sono fatto, se è giusto continuare a scrivere poesia con la speranza che qualcuno un giorno, un editore, ti dica: “bravo, hai della stoffa, ragazzo, voglio pubblicarti una raccolta”, oppure, restare con i piedi per terra, non illudersi e continuare a vivere il quotidiano della vita così come ho sempre fatto. In allegato, troverà 3 mie poesie: se Lei nella sua infinita bontà d’animo e gentilezza, volesse leggerle e giudicarle con occhio di poeta, gliene sarei eternamente grato e mi aiuterebbe con le sue parole a capire quale è davvero la mia strada. La ringrazio per aver avuto il tempo e la pazienza di leggere questa mail. Cordiali saluti Emilio Capaccio RISPOSTA DEL DIRETTORE ELIO PECORA Gentile Emilio Capaccio, come vede rispondo al di là delle sue attese. Certo ha aspettato tanto dalle sue prime poesie per arrischiarsi a farle leggere e ottenere un parere, almeno un parere. Scrivere versi è di molti adolescenti, seguitare significa pure un bisogno e una scelta. Ma passiamo ai suoi versi, che parrebbero piuttosto appartenere a un autore di tempi andati, anche virtuoso e attento, anche amante di musiche sottili e di parole esatte. Ma chi parla più oggi quella lingua? E chi gode di quelle infioriture? Adoperi la sua sensibilità e il suo amore per la scrittura avvicinandosi a se stesso, al mondo in cui vive, alla lingua che suona prossima e convincente, a quel che lo inquieta e lo esalta, lo impaurisce e lo spinge. S’esprima come chi pretende che quel che dice arrivi a trattenere e a commuovere, nel senso di muovere dentro. Accosti le sue verità, quelle per cui ogni giorno muove i suoi passi, aguzza i suoi sguardi. E mi invii, quando avrà almeno tentato quello a cui lo esorto, i suoi scritti. Buon lavoro e saluti cordiali. Elio Pecora     Illustre Maestro, grazie per aver trovato il tempo di rispondere alla mia richiesta. Ho deciso di seguire il Suo consiglio a proposito di utilizzare una scruittura più sentita e vicina agli altri. Ho iniziato anche a riscrivere alcune mie poesie in una forma più moderna e comprensibile. In allegato troverà 3 poesie che ho “riscritto” sulla base dei Suoi preziosi consigli. Ieri ho ascoltato una sua intervista rilasciata su Radio Uno nel corso della rubrica radiofonica ” Per il Verso Giusto ” del 11 luglio 2012, nella quale Lei ha recitato 3 poesie: “Infanzia”, “Autoritratto”, “I poeti” ( …” i poeti… trascorrono ere e parlano ancora in un’antica lingua morta…” ), mi ha estremamente colpito questo verso perché l’ho sentito profondamente vicino ed attinente al mio modo di scrivere. Inoltre, ha parlato dei suoi incontri ed amicizie con la Morante, Pasolini, Penna, Moravia, Visconti, Fellini, etc. E’ stato molto emozionante sentire la sua voce ed in essa percepire quell’amore universale che nutre per la poesia e che riesce a trasmettere anche da una radio lontana. Grazie anche per questo. Cordiali saluti Emilio Capaccio RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Emilio Capaccio, la lingua antica e morta dei poeti non è una lingua di un’epoca passata, ma quella di un tempo interiore che interroga il mondo e s’interroga.  Non vedo l’allegato. Saluti cordiali. Elio Pecora

Caro Pecora,
 
spero di non fare cosa sgradita inviandoLe questo ricordo di Roberto Roversi. Mi ha parlato mio fratello Gabriele di questa Sua rivista online, che non conoscevo.

Come si vede in fondo alla mail, questo testo è stato pubblicato su un blog (Utopia Rossa, prevalentemente politico, ma non solo; fondato da Roberto Massari, uno dei biografi e maggiori esperti di Cuba) col quale da poco collaboro. Un caro saluto Gualtiero RISPOSTA DEL DIRETTORE:   Gualtiero Via, mi pare lodevole ricordare  Roberto Roversi.  E lei lo fa con vera empatia per l’uomo e per il poeta. Roversi è  stato un esempio di vigore espressivo e di onestà intellettuale e di  forte coerenza, qualità rarissime in tempi difficili e confusi come inostri. Saluti cordiali. Elio Pecora   Carissimo ed illustre Direttore, le invio in allegato, il contenuto delle mie ultime poesie, e attendo in merito una sua valutazione: rivolgo il contenuto della poesia”Se io potessi” a Carmelo Musumeci, detenuto condannato alla pena di morte viva e attualmente rinchiuso presso il carcere di Padova. La Speranza è il titolo della poesia che parla di un tema che accompagna ogni istante i giorni della nostra vita: la Speranza che Spera, la Speranza che dispera, che incoraggia, che a volte muore, poi si rialza…Una poesia dedicata a chiunque nella vita si affida a questa donna ammaliante. IL potere è quella forza distruttiva cui ogni giorno il popolo si sottopone, quella forza che governa spezzando il fiato di quanti vivono e lottano in un periodo di profonda crisi che sta attraversando la nostra Italia e infine “I Miei Occhi”, occhi che vedono ciò che vivono ed esprimono nel cuore ciò che sentono e rivelano sensazioni in un mondo autunnale caduco e indifferente. Cari e distinti saluti. Francesca Torricella   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Francesca Torricella, ho letto le sue poesie e le rispondo non con  una valutazione, ma con   un  parere. Trovo nei suoi versi vigore e ardore, anche parole necessarie – fatta eccezione per qualche poeticismo superato. La più calzante è “Se io potessi”, proprio perchè fa poco ricorso a sostantivi astratti e si rivolge a una persona viva e sofferente e più che nominare  i sentimenti li rivela e li traversa.  La poesia si compie per metafore che diventano gesti, per immagini che rivelano e  raccontano i sentimenti. Dunque tocca guardarsi dall’enfasi e cercare al di là e nel profondo di parole-contenitori come speranza ecc, Scriva ancora contro il potere e le rovine di questo nostro paese, ma lo faccia soffermandosi su un avvenimento, un luogo, una particolare situazione. ( Pensi a “L’infinito” leopardiano: tratta dello scorrere del tempo e dell’immensità – temi che ci sovrastano – e quei pensieri il poeta li esprime sedendo dietro una siepe,  su un  colle dove torna abitualmente  , ascoltando lo stormire di foglie,nella stagione presente evocando infinite stagioni.) Dobbiamo consegnare la poesia al lettore, e far sì che se ne impossessi, ne sia coinvolto, toccato.    Segnalerò alcune di queste sue poesie nel prossimo numero della rivista e le auguro il meglio. Saluti cordiali. Elio Pecora     Gentilissimo Elio.Le chiedo una cortesia.Per favore mi può dire cosa ne pensa delle mie poesie inserite nel volume 22 dei poeti contemporanei.Le dico che io fin da piccolo ho sempre praticato la pittura e grafica come hobby,ma la poesia è stata per me una sorpresa inaspettata,visto che in italiano non brillavo a scuola e ho solo la media inferiore.Mi piacerebbe avere un suo parere sia nel bene che nel male,tanto conosco i miei limiti,per questo non mi offendo nel caso la critica fosse negativa.Se volesse darmi una risposta le sarei molto grato.Grazie per la sua cortese collaborazione.Tanti cordiali saluti. Osvaldo Crotti   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Osvaldo Crotti, ho letto la sua poesia nel volume 22.  E’ innegabile che lei scrive spinto da un vero bisogno di comunicare. Ma se pure i suoi versi esprimono sentimenti condivisibili, si limitano al generico, restano alla superfice. Dovrebbe, se vuole un’indicazione, cercare dietro e dentro le parole, fermarsi a come ciascuna di quelle riflessioni o paure si manifesta nelle sue giornate, nei suoi gesti. La poesia è molto vicina a noi, sta nei gesti, nei sentimenti, nei luoghi, e chiede coraggio e rischio per percepirla , per raggiungerla. In questo c’è di grande aiuto, anzi è un aiuto  d’obbligo come per ogni  arte, la frequentazione con l’opera di uno o più poeti  contemporanei e del passato.  Far poesia è muoversi in un’officina nella quale possiamo e sappiamo usare i vari necessari strumenti. Strumenti che non riguardano solo la qualità della forma, ma che portano a scoprire e a farci muovere nella sostanza della vita. Buon lavoro e cordiali saluti. Elio Pecora     Caro Maestro, proprio oggi, il mio cuore imprimeva sulla carta i seguenti versi, appartenenti al mondo dei social network, potenti mezzi che stanno modificando i rapporti tra le persone. Mezzi, divenuti luoghi di incontro di solitudini disperse: incontri di vite che litigano, si tradiscono, incontri tra amici ed estranei, tra coloro che si vogliono bene e che sono distanti e coloro che mai si sono guardati negli occhi. Diario di volti  fotografati e impressi sulla pagina virtuale che racchiude un mondo di vite…”Ragnatela che unisce i poli dell’intero pianeta”. Facebook inteso come piazza virtuale… Riflettevo sul sublime e nobile senso del suo messaggio: Leopardi, nell’infinito, esprimeva i propri pensieri dietro una siepe, un elemento superato dalla nostra contemporaneità. Oggi si esprimono pensieri dietro un pc, e questi pensieri spesso sono confondenti, animati da persone che conisciamo appena, perchè dietro un pc, le persone spesso  possono apparire, ma anche non essere, possono farci credere ogni cosa..da dietro un pc è possibile travisare tutto e pertanto penso che nulla può sostituire la presenza, la bellezza di uno sguardo umano. Ripenso ad una frase di Seneca, in cui lui afferma”E’ vero, che anche quando si è lontani, quelli che amiamo ci danno motivo di gioia, ma essa è lieve e fugace. Invece il loro aspetto, la loro presenza, la loro conversazione danno un senso vivo di piacere, specie se vediamo non solo la persona che desideriamo, ma come la desideriamo”. Perciò Seneca conclude dicendo”Fammi un dono, quello della tua presenza!”E dietro questi monitor, che imprimono la sensazione di arrampicarsi sugli umani specchi, si attraversano emozioni, le persone litigano e si fraintendono, le menti si soffermano e viaggiano sui sensi nascosti, si vedono passare sentimenti ridotti ad espressioni di link, e l’uomo diventa quasi alieno. E’ un mondo di umani fantasmi girovaghi nel web che creano l’illusione dell’esserci, un mondo che unisce le distanze spaziali,  un mondo che seppur necessario e utile, strumentalizzato dall’uomo diventa quasi distruttivo. Con grande stima, le invio i miei più cari saluti. francesca torricella   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Francesca Torricella, le sue osservazioni sono  condivisibili. Resta il fatto che gli incontri valgono a qualcosa se comunicano e ricambiano sentimenti

veri e onesti. E soprattutto se conducono a crescite interiori. Tanto più per quel che chiamiamo poesia che, per essere tale, bisogna  di tensioni interiori e di strumenti affinati. Accade però che facebook e il molto altro dei nuovi mezzi abbiano portato  molte e troppe persone  ad esibire il loro poco e  a vani compiacimenti reciproci. Ora l’accostamento alla poesia, non solo a “farla” ma a comprenderla, ad amarla,  può giovarsi molto di queste nuove possibilità . Si tenga conto di quante opere di vera poesia sono rinvenibili in internet: dai lirici greci fino ai moderni. Non è più necessario aver libri in casa, basta chiamare quel nome ed ecco apparire componimenti mirabili sullo schermo del computer. Insomma per scrivere, anche solo per scrivere decentemente, bisogna nutrirsi almeno di alcune letture maggiori e  cercare modelli e misure in tutto il meglio del pensiero e dell’arte che ci hanno dato secoli di cultura.  La poesia è un’arte che chiede dedizione, attenzione, preparazione: tutto per poter esprimere il nostro  sentire e consegnarlo alla durata.  E qui mi fermo.

Un consiglio per i suoi versi: i componimenti lunghi sono molto rischiosi, nel loro procedere vanno infiacchendosi. E quanto ai  versi corti, dopo Ungaretti e le sue poesie di guerra, non è possibile costruirne di altrettanto stringati e necessari.    Ogni buon autore sa che, dopo le prima scrittura, gli tocca tagliare, anche con crudezza. E’ come per i marmi di Michelangelo, il meglio è togliere. Conoscerà la storia del più famoso poemetto del Novecento, “La terra desolata” di Eliot.  La stesura originale fu data da Eliot, già autore di qualità altissima, a Ezra Pound ritenuto “il miglior fabbro della poesia”. Pound tagliò e tagliò, una buona metà dello scritto eliotiano. Ne venne quel che tuttora resta un’opera straordinaria. Dal massimo al minimo, vale l’esempio. Stia bene. Saluti cordiali. Elio Pecora     Gentilissimo ed Ill.mo Elio Pecora,

sono Roberto Segullo ho 28 anni e vivo a Milano.
Nacqui a Messina nel Dicembre del 1983, terra di antiche tradizioni e di storie che ormai gli abitanti del luogo, pare che abbiano dimenticato, ma non io.
Da circa due anni, dopo un’esperienza di circa dieci anni come musicista presso un gruppo rock, ho deciso, o meglio, sono stato chiamato dal mio inconscio a compiere ciò che intrapresi prima della mia parentesi musicale, scrivere.
Gli impegni che la città di Milano mi ha imposto sono stati alquanto pesanti ( dal lavoro alle relazioni con il genere umano) e adesso, sono riuscito ad estrapolare, strappare, del tempo a questo tempo che toglie il respiro quotidianamente, sfiancando chiunque senza esclusione di colpi.
Ho da poco terminato il mio primo manoscritto affidandomi ad una cara amica per la correzione ortografica.
Finita questa mia opera ho dato la possibilità alla mia essenza di trascrivere alcune rime che avevo perduto tra i bui sentieri della mia mente ritrovate poggiate su fragili pavimenti d’argilla.
Non ho mai ricevuto un parere da un esperto poeta, tranne che da amici che molto spesso, influenzati dalla stretta amicizia, mi rivolgono pareri che interpreto come “poco attendibili”.
Per questo, umilmente mi rivolgo a Lei per capire se la strada che ho intrapreso è tra le più tortuose o alla portata delle mie fatiche.
In allegato troverà una mia poesia ” l’apice dell’istante”.
In attesa di un Suo gentile riscontro, porgo i miei più cordiali saluti.

Roberto Segullo.   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Roberto Segullo, bene per il suo bisogno di un giudizio non viziato dall’amicizia, ma lei chiede un giudizio da “esperto”. I suoi versi sono molto ingenui, di chi sa poco o s’è nutrito poco di poesia. Scelga almeno un poeta, italiano, contemporaneo ( Saba, Penna, Montale solo a nominarne qualcuno) e cominci a riflettere sulla qualità della parola poetica. E  cerchi dentro di sè le parole più urgenti, scriva componimenti brevi, soprattutto ci torni su sostituendo parole,  rendendole più colme e necessarie, fino a trovare quelle in cui sente espresso efficacemente il suo sentire ( ma questo richiede infatti un’educazione alla poesia, come verità cercata  e come arte nella quale rappresentarla . E’ un gran viaggio quello del far poesia e comporta molte fatiche e tanta dedizione. Auguri del meglio.   Elio Pecora   Illustrissimo direttore, ho una raccolta di poesie nel cassetto desidero pubblicarle. Desidero anche che una persona eccellente come lei mi dia un suo parere se sono all’altezza di una eventuale pubblicazione. Se lei gradisce conoscere il contenuto di esse se non è un disturbo mi faccia sapere per inviarle il file della mia raccolta. Legga questa che ho dedicato a mio padre. Aspetto una sua risposta e lo ringrazio in anticipo. A risentirci Giuseppe Longo.   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Giuseppe Longo, i versi che ha dedicati a suo padre sono spontanei e ingenui, ma spontaneità e ingenuità sono soltanto le qualità iniziali sulle quali lavorare a lungo nutrendosi di letture scelte e di un lavorio interiore accanito e sottile. Bisogna andare ben oltre la superfice dei buoni sentimenti per toccare la poesia .Solo quando avrà compiuto un tale lavoro potrà progettare un libro da pubblicare. Questo è il mio parere. Saluti cordiali. Elio Pecora     Gentilissimo Direttore, mi chiamo Serena, ho preso parte, alcune settimane fa all’incontro che si è tenuto alla Casa delle Letterature al quale lei ha preso parte e in quell’ occasione mi avrebbe fatto piacere poterle parlare di persona ma, poiché ciò non è stato possibile, le scrivo questa breve lettera per sottoporle alcuni miei scritti che le invierò in allegato. Sarei oltremodo lusingata se potesse leggerli e dirmi cosa ne pensa. Io penso che gli occhi dei poeti siano delle finestre senza margine che si affacciano sull’infinito. La ringrazio per  l’attenzione che ha voluto dedicarmi, la saluto cordialmente Serena V.   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Serena, hanno grazia i suoi versi e  velocità prossima all’haiku, ma si guardi dai sostantivi generici ( dolore,strazio ecc.) , li trasformi in immagini e in eventi, e tenga lontane  le parole abusate  del  poetico. Lavori su se stessa  e ricordi che la poesia per toccare l’alto non può che levare voce dal basso dell’esistenza.  Saluti. Elio Pecora

Carissimo direttore mi chiamo Alessandra Giordano.. circa due settimane fa ….in una notte ….intrisa di dolore….mentre stavo sulla pagina di Don Davide Banzano…non so per quale strana coincidenza mi è apparsa la pagina con la foto di Alda Merini…e se volevo scrivere per un concorso…forse tanta la voglia di gettare fuori il mio dolore…che mi sono messa a scrivere di getto e spedito senza nemmeno correggere…. oggi mi è arrivata una telefonata dove mi è stato proposto di voler far parte dei 13 autori della prossima antologia…mi hanno chiesto 140 euro per il cartaceo…. me la sono giocata…ho detto si…Volevo sapere se lei ne è al corrente e se ho fatto la cosa giusta…la prego volermi gentilmente rispondere al piu’ presto… nell’attesa di una sua risposta le auguro una bella serata…. 

RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Alessandra Giordano, quella di cui mi scrive è un’attività editoriale che va oltre la rivista,”Poeti e Poesia” (  che dirigo in piena autonomia  da nove anni ) ed è un’attività  che non rientra nelle mie competenze. Ma prima di risponderle ho voluto informarmi dall’apposito ufficio editoriale. Ed  ho appreso che,  per  la somma da lei versata, riceverà  sei copie dell’antologia contenente le sue poesie e usufruirà di  una pubblicazione online che potrà portarle molti lettori e perfino qualche diritto d’autore. Insomma mi pare che si tratti di un buon “servizio” e di una spesa equa per nuovi o poco noti autori. Sappia poi che anche gli autori maggiori  che pubblicano con i grandi editori , e che per contratto ricevono cinque copie  dei loro libri, per averne altre copie sono tenuti a pagarle. Quanto alla sua  “poesia” scritta di getto e che non ho letto, le consiglio per le sue prossime scritture di guardarsi dall’immediatezza e dalla non correzione: se vogliamo che le nostre parole abbiano un senso e un minimo di durata, fino a definirle poesia,  dobbiamo molto lavorare sulle nostre emozioni e sull’esattezza e necessità di quel che esprimiamo. Intanto le auguro di essere uscita dalla pena a cui accenna e la saluto cordialmente. Elio Pecora

Gentilissimo sign.re Pecora,
mi chiamo Desirée, ho 27 anni, e fin da piccola ho scritto filastrocche, per adulti e bambini, allestendo letture animate in famiglia. Scrivevo parodie in versi per i miei parenti, per le mie maestre, finché interruppi questo gioco quando tutti mi dissero che era giunta l’ora di pensare a cose serie e di riporre Rodari, Pitzorno, e gli altri autori insieme ai giochi dell’infanzia.
Ho quindi relegato questa mia passione a un passatempo puerile da aggiungere al mio futuro. 
Peraltro non mi sono  mai considerata una vera autrice ma una dilettante.
Ho continuato, in segreto, a leggere e a scrivere filastrocche, a presentare in piccoli eventi le filastrocche altrui. 
Solo in quest’ultimo anno, dopo un  periodo in solitudine all’estero, mi sono resa conto  di aver fatto, soprattutto professionalmente, scelte sbagliate e di voler ritornare al mio primo amore.
Ho capito che la filastrocca é qualcosa di molto serio e che non posso fare a meno di assecondare e di amare con dedizione.
Pertanto vorrei porgere alla sua gentile attenzione i miei versi, che le invio in allegato, sperando in un suo commento, in un suo parere.
 
Grazie per l’attenzione.
 
Cordialmente,
 

Desirée   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Desirée, ho letto le sue filastrocche. Ha garbo, immaginazione e facilità di rima. E senza dubbio potrà divertirsi a scriverne tante altre. Quanto a farne una professione, è altra faccenda. Rodari e la Pitzorno, sono degli ottimi modelli,  ma i loro successi dipendono anche da molto altro . Comunque provi a rivolgersi ai numerosi editori di libri per i più piccolie a mandargli la sua raccolta. Si comincia così e occorre tenacia e  pazienza . Auguri e saluti. Elio Pecora

Caro direttore,
è da molto tempo che covo il desiderio di farle leggere quello che scrivo.
Le mie poesie parlano di sentimenti, di addii, di silenzi, di rapporti umani che non funzionano, di cuori che si frantumano, di esseri umani e poeti che, nel mio modo di vedere, non sono esattamente la stessa cosa.
Non mi piace parlare di quello che scrivo ma vivo la scrittura come un rehab, un’urgenza non sempre indolore, così ho bisogno di occhi estranei per sentirmi dire che non sto sbagliando.
Ho scelto i suoi:
“Mi sveglierò domani
e dopodomani
e il giorno dopo dopodomani
e troverò sempre il cielo acceso,
i gatti e i loro miagolii
dagli occhi incomprensivi,
il caffè nella tazza,
nero come ieri,
amaro come l’altroieri.
Niente è cambiato, in me,
eppure tutto è cambiato.
Ogni cosa è uguale ma io sono diversa,
io non sono più io,
io non mi vedo più.
Mi ero persa nei riflessi dei tuoi occhi,
aridi bagliori di menzogne.
Illusa ero felice e delusa non lo sono più.
E chi mi ha detto che la verità è bella
merita di morire,
e chi mi ha tolto il colore dei sogni,
il tepore caldo delle mie immaginazioni
mi ha ucciso.
Perché ora so ogni cosa,
ogni cosa è chiara, qui,
davanti a me,
ma io sono al buio,
a domandarmi perché mai
le stelle non si siano spente
assieme ai miei desideri.”

(Laura Pagura)   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Laura Pagura, è molto poco per darle un parere, ma limitandolo a questi suoi versi mi tocca esortarla a nutrirsi di buona poesia, quella che troverà in alcuni dei poeti maggiori del Novecento, prima di volerne di sua. Bisogna affinare i propri strumenti  per arrivare ad esprimere le proprie emozioni e percezioni: in questo consistono l’urgenza e la riuscita. La poesia, come ogni arte, chiede una lunga preparazione e una vera anche dolorosa attenzione. Nei suoi versi leggo  “ingenuità”, e per tale intendo una sorta di spontaneità che deve ancora lavorare su se stessa per diventare parola significante e durevole. Buon lavoro e saluti cordiali.    Elio Pecora

  Gentile Maestro Elio Pecora, le chiedo un parere su questi miei versi scritti qualche giorno prima di sostenere l’esame per l’avvocatura. Per “toga del padre che la figlia indossa”, intendo che la toga è del padre non perchè faccia l’avvocato, ma in quanto si sacrifica per farla indossare ad una figlia, e pertanto è come se quella toga fosse sua, ed è quindi frutto del suo lavoro, per coronare un sogno… I miei più cordiali e umani saluti.   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Francesca Torricella, intanto congratulazioni  per la sua avvocatura. Quanto ai suoi versi hanno il pregio dell’affetto che li nutre e li spinge. E certo daranno gioia a suo padre e ai suoi cari. La poesia chiede altro: una piena dedizione e un lungo lavoro di discesa nei sentimenti, ma soprattutto in quei territori della lingua che portano a parole necessarie e  che vengono da studio e amore insieme. Lei sa bene come, per interpretare il diritto e praticarlo, occorra un’ampia conoscenza delle leggi e dunque degli strumenti che la rendono applicabile e accettabile. Altrettanti strumenti espressivi chiede la scrittura, tanto più la scrittura in versi che mira alla durata; e  tali strumenti vengono da una fitta frequentazione con almeno alcune opere maggiori di poesia del passato e della contemporaneità.   Saluti cordiali.   Elio Pecora

    Buon giorno, mi hanno fatto avere questa poesia senza firma che usarono anni fa per un corso di scittura. E’ dedicata a Sandro Penna. Sapendomi appassionato di Penna mi hanno chiesto di chi è, ma non lo so. A naso mi sono venuti i nomi di Bellezza o Naldini. Visto che in fondo c’è un Ps che parla di Pecora, ho pensato di cercare la sua mail e chiedergli lumi. Se sa qualche cosa mi faccia sapere perché oramai mi è scattata la curiosità… grazie, e grazie per quello che fa per la poesia ed ha fatto per Penna Vanni Capoccia , mi hanno chiesto  ed in fondo c’è un Ps che parla di lei A Sandro Penna In cerca per affetto con te di affinità le trovo sì ma rovesciate: tu le finestre sempre chiuse buie, io sempre spalancate tu innamorato di fanciulli sull’erba io dell’erba, tu di colorate medicine io di colorate caramelle e delle tue rime belle in are etto ita, e come ci piaceva, caro Pennino, la parola vita. P.S. ma non potresti per un’oretta ritornare? anche Pecora ti aspetta è aprile, Piumino, tempo di risuscitare. E facci sapere se è vero quello che dicevi col tuo mite sorriso: che è pieno di festosi animali, il paradiso.   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Vanni Capoccia, quei versi – almeno dal post scriptum – mi pare che siano da attribuirsi a Vivian Lamarque ( che, nel 2006 in una delle poesie poesie che  quarantuno poeti italiani mi dedicarono  per festeggiare i miei settantanni,  e che furono  pubblicate in libro per le cure di Roberto Deidier nelle edizioni genovesi San Marco dei Giustiniani ) scriveva sotto il titolo “Corrispondenza”:< Una lettera da Pennino nella casella? / Proprio da Pennino Sandro Penna? Allora / si scrive anche là? Nell’aldilà? Si raccomanda / di festeggiare Pecora per bene, gli ho scritto / tranquillo, ci sta pensando Deidier, / mi ha scritto la festa dov’è; gli ho scritto / ancora non lo so, mi ha scritto forse / verrò, gli ho scritto magari Pennino! Poiché / in terra non c’è più nessuno lo sai? / come te.> Il tono e il clima è lo stesso. Saluti cordiali. Elio Pecora

Salve Maestro, 

mi chiamo Luca Ninni ho 22 anni quasi, volevo mostrarle qualcosina di ciò che scrivo per avere un consiglio, una sua opinione, magari non seguirò le regole e metto insieme frasi senza un ordine ben preciso ma so che mi piace scrivere e inventare al momento anche se ritengo di non saper scrivere perchè ne leggo altre migliori delle mie, ma so per certo che mi piace e mi sforzo spesso di farlo per esternare quello che sento, prediligo temi tristi, le mie poesie sono sempre molto tristi o se non lo sono comunque non sono molto allegre…le mando due scritti nella speranza che possa avere qualche minuto da dedicarmi per leggerle e dirmi la sua, mi piacerebbe scrivere un libro ma purtroppo non è semplice mi hanno detto cosìchè in qualche modo qualcuno potesse leggere i miei scritti, grazie anticipatamente, saluti   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Luca Ninni, i versi che mi ha inviati lasciano ritenere che potrà avere buoni frutti dalla scrittura poetica. Ma, se vuole un consiglio onesto, le tocca ancora lavorare molto su di sè e sulle sue capacità espressive.  Questo può ottenerlo guardandosi sempre più attentamente, arrivando ad ascoltare e a  cogliere la sua voce più profonda, ma soprattutto lasciandosi occupare dalla poesia maggiore, quella che ci viene consegnata dal  tempo e dal gusto di chi l’ha molto e fruttuosamente frequentata. Per questo giovano molto le riflessioni sulla poesia di critici che vanno da Auerbach a Bloom, da Solmi a Debenedetti. La capacità di godere  della poesia si affina  leggendola e frequentandola.   Lasciarsi invadere dalla grande poesia è il modo migliore e necessario per vedere di più, per comprendere di più. La poesia resta soprattutto la suprema educazione al sentire. La poesia non viene dalla spontaneità e dall’innocenza, ma da queste qualità ricreate dopo un lungo lavoro anche doloroso. Stiamo parlando di un’arte, di un’espressione destinata a durare. Saluti e buon lavoro. Elio Pecora

Gen.ssimo ed Ill.mo Direttore Elio Pecora,
 
Considerata questa splendida opportunità, Le allego – di seguito – una mia recente poesia, 
per poter ricevere un Suo diretto parere.
Ho avuto recenti contatti con la redazione del sito, a seguito dei quali verranno pubblicati alcuni miei testi
nell’ultimo numero dell’antologia dei poeti contemporanei, nonchè per la pubblicazione – attualmente in concorso –
della poesia “Mezzaluna”….
Con l’occasione porgo Distinti saluti.
Gianni Marcantoni
 
Testo:
 

Il silenzio è come una grossa croce che appendiamo sopra alla nostra testa, e in giù spinge, in dentro preme dritto dentro al cuore aperto. Non credo di essere una farfalla, o di essere una foglia, un granello di sabbia infreddolito dinanzi al mare. Sono vivo, forse più di ieri.   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Gianni Marcantoni, nei suoi versi non manca quel che porta all’espressione poetica: una propria sentita emozione e un pensiero  che rode nella mente e nell’animo. Ma devo ripetere anche a lei quel che vado tentando di spiegare ai diversi autori che mi scrivono. La poesia chiede a chi l’avvicina anzitutto  talento e sensibilità, ma perchè queste doti raggiungano l’espressione  e si consegnino agli altri, occorre molto lavoro ed è un lavoro insieme su se stessi e sulla scrittura. Come ogni altra arte la poesia bisogna di un’officina molto attiva. Affini il suo gusto con le migliori letture, anche poche ma intense, e avrà veri frutti. Intanto auguri per le sue pubblicazioni, che potranno essere di incoraggiamento al lavoro di cui le ho dato cenni. Saluti. Elio Pecora

Illustre Maestro,
approfitto della sua disponibilità per chiederle gentilmente un parere su qualcosa che da un lustro abbondante è il mio modo di esteriorizzare i dettami dell’anima. Conscio delle difficoltà che comporta un consiglio profuso in una documentazione “asettica” da conoscenze più delineate, Le invio in allegato tre poesie in cui tento di far trasparire impulsi del cuore.

La saluto cordialmente in attesa di una sua gentile risposta.   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile autore, ho letto i suoi tre componimenti, scritti indubbiamente con cura, fino alla forbitezza. Quel che, a mio parere, manca ai suoi versi è un tono più prossimo, lontano dal letterario e dall’enfatico. Si tratta soprattutto di avvicinarsi alla propria voce interiore, carpirne la necessità. In questo la lettura di poeti contemporanei e maggiori può illuminarle la sua  strada. Saluti cordiali. Elio Pecora   Caro Maestro,

sono un giovane autore nell’umida ombra del fitto sottobosco poetico italiano.
 
Le allego la copia in PDF, del mio primo libro di poesie, Vicolo Cielo .
 
Mi piacerebbe avere un suo, anche brevissimo, commento.
 
Grazie della cortese attenzione.
Distinti saluti.
 

Francesco.   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Francesco Fedele, ho solo scorso il suo libro e si contenti di una prima impressione. Non è per niente facile raggiungere l’ironia e la leggerezza, e lei riesce a tanto in alcune delle sue poesie. Diffido invece della poesia civile, stride in eccessi e perde in attrazione. Comunque il suo mi pare un libro vivo e articolato. Buon proseguimento. Elio Pecora     Caro Direttore , preso da febbricitante entusiasmo , ho visitato a lungo questo interessante sito web . L’ho apprezzato molto, ma ancor di più ho avuto modo di apprezzare la totale sincerità con cui Lei diffonde pareri capienti , umili e meticolosi riguardo i componimenti a Lei proposti . Credo che la Poesia sia davvero l’arte Regina d’ogni virtù e che in ogni caso sia giusto metterla davanti ad un occhio esperto come il Suo . Quindi sarei molto onorato di ricevere un Suo parere a tale proposito , ma soprattutto mi piacerebbe sapere quanto è positivo o negativo il mio modo di scrivere da un punto di vista emozionale . Poichè credo che per un poeta , uno scribacchino di stati d’animo o semplicemente un piccolo scrivano , sia un sogno scrivere per professione questo è vero , ma credo sia forse anche più bello , essere d’aiuto a qualcuno nella vita mettendo magari a disposizione la propria sensibilità , essendo portatore sempre e comunque di speranza . Cordiali Saluti                      Delogu Salvatore     RISPOSTA DEL DIRETTORE:   Gentile Salvatore Delogu, bene per il suo amore verso la poesia e per la sua fiducia nel bene che possa procurare; ma, proprio per avvalorare questa fiducia, vale servirsi di una lingua prossima ed efficace, lontana quindi da toni enfatici e da un  goffo antiquariato. Mi pare che già nel secondo dei suoi componimenti lei  si avvicini a quel che può essere letto o ascoltato con qualche partecipazione e credulità. Buon lavoro e saluti cordiali. Elio Pecora   Illustre Maestro,

Mi chiamo Stefania Vicini, ho 43 anni, abito a Treviglio (BG).
La mia famiglia è originaria della bassa del Po, tra Parma e Mantova, zona cui mi sento profondamente legata.
Ho cominciato a scrivere all’età di 17 anni, alternando periodi di grande produzione a periodi di vuoto totale.
Recentemente ho ricominciato, scoprendo una consapevolezza nuova e diversa nelle motivazioni che mi spingono naturalmente a questo mezzo di comunicazione e di espressione.
 
Le scrivo per chiederLe un parere, un guidizio sincero sulla “qualità” di quello che scrivo. Ho bisogno di confrontarmi.
 
Le allego il mio ultimo lavoro, intitolato “Panacea”, dove c’è anche una breve introduzione che spiega il percorso che mi sono prefissata.
 

La ringrazio per aver avuto il tempo e la pazienza di leggere questa mail. Cordiali saluti Stefania Vicini   RISPOSTA DEL DIRETTORE: Gentile Stefania Vicini, ho letto la sua “Panacea” e a me pare che lei abbia trovato la sua voce, quella che si palesa dopo che abbiamo a lungo  cercato e ascoltato. I suoi, versi  vengono da percezioni ed emozioni  colte ed espresse  onestamente:  quell’onesta di cui scriveva un poeta grande come Saba e di cui la poesia deve essere impressa.  Continui questo suo cammino nelle parole. Saluti e auguri. Elio Pecora     ciao Elio (scusa il tu ma leggendoti sei quasi familiare), 

sono uno che legge e rilegge le tue poesie. Ho trovato via internet la tua email e parteciperò al concorso poetico.

 

Intanto vista la stima che nutro per te ti invio una mia ipotesi poetica, con paura, perché so che tu hai l’occhio per trovare tutte le mie scorrette enunciazioni. Ma di schiaffi ne ho presi tanti e uno dato da te potrei sopportarlo.
Naturalmente se ti ispira una risposta sarei contento di averla altrimenti non rispondermi. Spero solo che almeno tu la legga.
 
ciao
 
 
 
Una sera, l’autunno sfa i clangori estivi del linocotone,
ho capito che è il freddo a precisare i miei pensieri.
quando sono invernale non ho più secondi, produco paura
se sorrido criptato, forse sento quel che sarò.
 
 
ognuno calpesta la sua via e la riconosce, e gioisce.
io ne parlo con gli amici che mi spiegano la misura
confortevole del proprio percorso. 
Sembra facile disporre del familiare tragitto, 
niente traumi ché l’inaspettato boccheggia lontano.
ma il mio passaggio è dinamico, non solfeggia,
e calcare le mie orme allarma, sto in guardia, 
so che è tra i migliaia di questi passi che morirò,
una sera ondivago, pensieroso, potrò d-esistere
in un lampo, quando la distrazione m’imprende.
la pioggia, la sete, il nemico, il colore, le mani,
gli specchi, gli amici, la pressione, il caso, uno sconosciuto
sono gli assassini nascosti, centuplicano le loro visite
per rassicurarmi, non li dovrei temere, sono con tutti,
e poi una loro combinazione ti fa fuori.
preferirei seguire passi casuali, questi sanno metterti
paura e, al secondo, invecchiare per attenzione e sospetto,
passare le vite di molti cercandolo, il tuo assassino,
e infine bramandolo, come un tesoro esaudito nel cammino.
 

RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Massimiliano, ho letto e la poesia è molto prossima,  più di una volta toccata. Trovo nel tuo componimento, ché di tale si tratta in quanto ha una sua tenuta e soprattutto una sua struttura, un pensiero che rischia e gioca con se stesso, un’ esistenza che s’interroga, e un linguaggiuo che si vigila per raggiungere e tenere un significato. Inviami altre poesie, un piccolo gruppo. Saluti. Elio Pecora Caro direttor Pecora, io mi chiamo Cristiano, ho 19 anni , e abito in un pase nella provincia di Taranto  precisamente Manduria. Fin da piccolo ho sempre nuotato nell’arte, poichè mio padre era musicista per professione ,  mi ha seguito  ed insegnato tutto ciò che sapeva, so suonare svariati tipi di strumenti , e oltretutto canto. All’età di 12 anni ho scoperto la scrittura , la poesia e ho sviluppato un grande interesse per Rimbaud,  Allen Ginsberg il quale è stato il primo poeta che ho letto   ho praticamente divorato più e più volte “Urlo” , e poi per i poeti maledetti tutti . Ho sempre scritto furiosamente , ho sofferto pene inimmaginabili negli ultimi due anni dopo la morte di mio padre. Conseguito il diploma ho deciso che mi sarei dedicato a 360 gradi all’arte infischiandomene del parere che tutti mi hanno dato in merito a questa miA scelta poichè per loro l’arte è una vana stupidità  da falliti. Il punto è che io mi sento perso in mezzo a tante facce senza volto , senza un’anima, ho raccolto ogni momento , ogni sentimento l’ho sublimato rendendolo arte , è come un super potere e una dannazione al tempo stesso , mi sono ripromesso di portare a termine la ricerca che il grande Rimbaud ha lasciato incompiuta , e devo dire di essere arrivato ad un punto davvero notevole , ma il punto è che non ho incontrato ancora occhi  e orecchie in grado di ascoltare ciò che ho da dire. Sono deriso poichè dico di sentirmi appartenere ad un altro tempo , ad un’ altra era, ho provato innumerevoli volte a recitare le mie poesie, a rendere tutti partecipi delle mie visioni in questa città malsana , il risultato è stato di aver ottenuto una targa , non di riconoscimento  ma di denigrazione  sono per tutti uno schizzato o qualcosa del genere . Spero che questo mio urlo cieco in balia della burrasca giunga fino alla sua spiaggia fiorita. Saluti Cristiano Erario P.S. Se le fa piacere le vorrei mandare prossimamente alcune cose che ho scritto   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Cristiano, mi invii un piccolo gruppo delle sue poesie e le leggerò. Quanto alla sua vocazione all’arte, sappia che che le tocca provarla ogni giorno della sua vita rischiando indifferenza e  malvolere.( Ogni forma d’arte, e prima delle altre la poesia, non rientra in quel che la società ritiene fra i beni immediatamente fruibili.)  E soprattutto le tocca procurarsi di che sopravvivere,  dunque un lavoro che le consenta di poter dedicare una parte del suo tempo a quel che ama in profondo. E’ sua la passione e gli altri, il mondo,  almeno in piccola parte, vanno conquistati e convinti con determinazione e fatica.  Attendo le sue poesie . Saluti. Elio Pecora     Gentile Direttore, sono una traduttrice e usare le parole efficacemente mi dà grande soddisfazione.  Mi piace leggere poesia e ho provato a scrivere qualche verso. Vorrei rivolgere a Lei la domanda che mi faccio costantemente : come migliorare? Come trovare la propria voce? Un Suo consiglio mi sarebbe di grande aiuto. La ringrazio dell’attenzione e La saluto cordialmente Cristina Strempel     Meditazione su Wislawa Szymborska   Non virgola, ma punto di domanda che segna ogni momento del cammino notturno e solitario come il gufo che vuoi quale custode del tuo viaggio.   E proprio come i frutti di bardana                                            i versi tuoi agli animi si appigliano e svelano una  storia  sconosciuta che ispira chi ha pazienza di osservare,   con occhi umili  e sensi  generosi,  le mille pieghe dell’esistenza umana.     Rinascita   Quando si stacca dal ramo, prima di giungere a terra, lenta la foglia si affida alla bontà della brezza.   A che cosa ha rinunciato? Alla luce del mattino; a un dialogo con il vento; al cinguettio dei passeri.   La prima neve dell’anno, gli ultimi raggi del sole, il lieve peso di un nido porta con sé nel suo viaggio.   Quando la terra l’accoglie ha inizio un nuovo cammino: e consegnandosi al suolo aggiunge vita alla vita.   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Cristina Strempel,  i suoi versi hanno  grazia ma sono ancora “ingenui”, nel senso che non hanno  raggiunto una forma necessaria. Il consiglio: leggere poesia di qualità e lavorare per cercarsi dentro: dietro le emozioni  palesate e di superfice, pensieri ed emozioni stringenti. Legga Saba, legga Penna, e Caproni, Montale; colga quel che esprimono di urgente e di lavorato, e che  tocca e commuove ( nel senso di muovere dentro). Saluti e auguri. Elio Pecora Egregio sig. Pecora, è con grande imbarazzo ed un imprecisato senso di smarrimento che le scrivo queste righe. Al momento non sono certo di quello che vorrei comunicarle, ma sono assolutamente sicuro della mia voglia di parlare con lei, che è già qualcosa, quindi la prego di essere clemente nel leggermi.  Mi chiamo Alessandro Raso, ho ventisei anni e da poco mi sono laureato in psicologia. La Poesia è la mia grande passione ed è grazie ad essa se non ho mai rinunciato a soffermarmi sul senso più profondo del linguaggio e sulla capacità delle parole di evocare sfumature emotive ogni volta diverse, ogni volta sconvolgenti. Da qualche mese sono in contatto con la casa editrice “Pagine”, a breve dovrebbe uscire un’antologia contenente alcuni miei scritti, ma vorrei sottolinearle come da questa collaborazione io abbia già ottenuto una ricompensa significativa: guardare i suoi video ed avere la possibilità di scriverle. Accostandomi alla sua Opera mi sono reso conto di quanto la dimensione temporale impressa in un verbo rappresenti la scintilla che permette al lettore di entrare in risonanza con i versi del poeta. Quando ho incontrato i suoi versi questo aspetto mi ha davvero colpito: “andremo..sempre…Tu vai”, “ancora apprestando la cena”, “vengono ombre che s’appressano intente”. Non le nascondo che oltre ad un sano sentimento di ammirazione, davanti alla sua capacità di tratteggiare immediatamente delle atmosfere ho provato anche un pizzico d’invidia. Diciamo pure una manciata. Scrivendo d’impegno mi sono reso conto di quanto sia vero quello di cui lei stesso parlava nel suo ultimo video. Ad oggi credo che la capacità di correggersi sia essenziale tanto quanto la voglia di lasciarsi ispirare dal mondo. Mi piacerebbe molto conoscere chi o che cosa l’ha spinta per la prima volta a cimentarsi nello scrivere in versi. A me tutto è capitato il giorno dopo il mio primo esame all’università, scrivendo di getto, anche se l’emozione più profonda l’ha suscitata la rilettura. Forse per decidere di scrivere bisogna primariamente avere il coraggio di rileggersi, di osservare con distacco i propri segreti riversati con impaccio su carta. Che ne pensa? Un altro passo del suo video che ho trovato molto interessante è quello dedicato al confronto con gli altri e con la critica. La sua opinione in merito mi è parsa molto umana, ha parlato della rabbia del post-stroncamento e della necessità di non smettere di scrivere ed ho veramente apprezzato. Personalmente, nel mio piccolo, non ho mai sentito il bisogno di competere con altri autori, ma ho sempre desiderato ricevere il parere delle persone che più stimo e che più possono arricchire con le loro critiche. E’ per questo che in modo sconclusionato e un po’ goffo termino questa lettera con una mia poesia, ammesso che si possa definire così. Ricevere un suo commento in merito mi farebbe profondamente piacere.     Corsi per la via fra le ombre scomposte e sbottonai le stanze porta a porta, fin quando la trovai a dar da bere alle vene e mi toccò rimetterle il dolore dentro i tagli. La presi sugli scogli d’una vasca, prima che lo sputo d’una doccia s’atteggiasse a dolce mare per un solo naufragio.   Se tutto andrà bene, anche questa farà parte dell’antologia pubblicata con “Pagine”. Grazie per la sua cortese attenzione, buona giornata. Alessandro Raso   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Alessandro Raso, mi pare che lei comprenda molto di quello che porta e può portare alla poesia. E professa un’ umiltà che è la sola vera qualità di chi intende arrivare a una piccola o grande meta. Ma, ripeto anche a lei, e in più a lei che ha studiato psicologia, vanno cercati dentro di sè.  e insieme nei libri e nei maggiori modelli, quegli strumenti che affinano la forma espressiva e nutrono le sostanze che di continuo sono da vigilare, da  estenedere, da comprendere.  Dunque le tocca lavorare, e non basta capire, bisogna  pervenire alle parole necessarie. Nei versi che mi ha inviato trovo qualche facile compiacimento lessicale (  sbottonare le stanze, lo sputo della docci etc.) S’interroghi più nel profondo, e non si preoccupi di apparire e di stupire. Saluti cordiali. Elio Pecora   Buongiorno Maestro, Mi chiamo Claudia Pimazzoni, insegno nella scuola primaria, sono innamorata della poesia e propongo poesia…una volta alla settimana ai miei alunni che ora frequentano la V, ma dalla prima ne ricevono. Stamattina ho fatto sentir loro parte del video nel quale dice quanto sia importante la poesia…e da qui il desiderio di qualche sua parola a questi ragazzini sensibili e versatili che hanno ascoltato con attenzione. È possibile? Inoltre, mi piacerebbe inviarLe alcuni dei loro scritti…e dei miei… Sperando di non esser inopportuna con queste richieste e con infinita gratitudine La saluto. Claudia   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Claudia Pimazzoni, i bambini sono più sensibili alla poesia di troppi adulti, perché ancora liberi da paure e da pregiudizi. Certo, nelle scuole primarie, l’attenzione e l’amore per la poesia dipendono molto dagli insegnanti. Ma questi devono sapere che la poesia non deve essere capita, ma sentita. E bisogna,nelle scuole elementari, mandare a memoria- come si è fatto per molte generazioni –  poesie dei poeti maggiori; questo educa l’orecchio alla musica delle parole e arricchisce i sentimenti. Una poesia ci fa vedere e sentire di più. Un poeta, grazie al suo talento, ma anche grazie al lavoro che compie sulla conoscenza di se stesso, sulla comprensione del mondo e sulla capacità di usare la lingua, ci dice quel che noi possiamo solo intuire. Esiste nelle edizioni Mondadori una mia antologia breve della poesia italiana del Novecento tutta rivolta ai bambini, s’intitola “La strada delle parole”, è un piccolo libro ma potrà esserle utile per far avvicinare i suoi alunni a quella che io ritengo “la poesia”. Non sono per la creatività imposta da mode discutibili. Ai più piccoli tocca cercare  esempi e modelli e  frequentarli a lungo e con amore. E’ un’età la loro in cui debbono prepararsi, affinare un gusto : che potrà  portare i più vocati a esprimersi con la scrittura. Quanto ai suoi versi me  ne invii un piccolo gruppo e li leggerò volentieri. E saluti per me i suoi alunni a cui auguro il meglio: Saluti cordiali. Elio Pecora

Buonasera Sig. Pecora,
 
Le scrivo questa e-mail per avere un riscontro da lei, su quello che scrivo, se sia valido oppure da cestinare, certo questo solamente nella prospettiva di una futura pubblicazione, perché, altrimenti, quello che uno scrive, per chi lo scrive, è sempre materiale da nobel. Non mi dilungherò in sproloqui sulla mia vita, sul mio passato ecc ecc, poiché, oltre ad esservene di più interessanti, è la vita a fare il poeta, ma non serve conoscere la vita del poeta per apprezzarne la poesia, quindi evito. 
Mi rendo conto che forse il linguaggio utilizzato è forte, a volte scurrile, e di difficile digestione, tuttavia, sono dell’idea che la poesia debba attenersi anche alla vita concreta, la quale è ben diversa da tutta quella retorica che sfugge alla realtà. La poesia deve divorare, altrimenti è meglio non leggerla affatto.
 
Cordiali Saluti,
 

Scattolini Mauro.   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Mauro Scattolini, non sono da cestinare – a mio parere- i suoi componimenti: stracolmi di umori e di sdegni. Nè trovo scurrile o di difficile digestione il suo linguaggio: dopo il tanto di scurrilità e d’ indigestibilità che hanno imperversato e imperversano fra spettacoli e scritture. Lei possiede e adopera fruttuosamente gli strumenti espressivi, ma si guardi dai godimenti letterari e da  enfasi e retoriche che sono piuttosto da assegnare ai fumi di un’adolescenza protratta. La poesia non deve divorarci, ma invaderci, così da portarci dalla sua parte e  farci crescere dentro. E  crescita non è  trasbordare. Saluti cordiali. Elio Pecora

Buongiorno,mi chiamo Shaula Pollicita,ho 30 anni e scrivo da sempre,sin da quando a sei anni tenevo un quadernino su cui scrivevo storie fantastiche.Ho sempre avuto una immaginazione molto vivida.Nella mia mente si creano dei veri e propri scenari,delle trame che si dipanano da sole davanti ai miei “occhi” e io prendo solo appunti,descrivo ciò che vedo e che mi emoziona.Coccolo caldamente ancora il sogno di poter,chissà un giorno,avere la possibiltà economica di viaggiare,vivere odori lontani dalla mia cultura e raccontare le mie emozioni in un diario.Ma non sempre va come vorremmo,l’importante però,penso,è non perdere quella fiamma che ognuno ha in sè e che irradia la sua esistenza,fondamentale è non andare troppo lontani da sè stessi.Vorrei condividere con lei qualche mia poesia e ricevere le sue impressioni
La prima che riporto è recitata da me in un piccolo filmato che ho montato,si intitola “Una nascita”,a seguire altre quattro,”Ballerino Inconsapevole”,”Sattva”(sulla caduta delle sovrastrutture mentali) ,”Rabbia” e “L’incontro” scritta per una mia cara amica.
Tutte e cinque sono state scritte di recente.
La ringrazio per la sua disponibilità,cordiali saluti.
 
http://www.youtube.com/watch?v=x1qmbHp4NI0
BALLERINO INCONSAPEVOLE
Le stagioni del tempo si muovono intorno a te,avvolgendoti con l’odore forte delle loro vesti antiche.
Sei in accordo con il mondo,con il cosmo e il cuore batte fiumi di stelle vicine e lontane nelle tue vene.
Una lacrima calda per ogni luce che si scioglie nell’abisso
 e un tremito per ogni germoglio di luce che l’abisso squarcia e tu,
molecola di luce danzi,
dentro una trama di bagliori e impressioni,
morti e parti e assisti al paradosso di uno spazio tempo che non c’è,

ballerino inconsapevole di un mistero senza albe né orizzonti.   RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Shaula Pollicita, non perda la sua fiamma. I suoi versi  sono dettati da un’immaginazione felice  e  fluiscono in un’ ampiezza ritmica e vigilata. Vi si sente l’eco di culture lontane  e la dominanza di un sentire sottile e tenero. E’ molto vicina e spesso dentro la poesia. Auguri dei migliori per le sue scritture. Saluti cordiali. Elio Pecora     Gentile Maestro,   mi permetto d’unirmi allo stuolo di aspiranti poeti, che la tempestano di scritti per avere un consiglio, un autorevole punto di vista su alcune delle mie opere, che allego alla presente. Le poesie sono , secondo me, vita o brandelli di essa, impregnati di sensazioni, d’amore, di stati d’animo, di sconfitte e di vittorie. Non ho mai scritto, sperando d’essere pubblicato, ma per un fine narcisistico: rileggere il mio passato, confrontandolo con il presente, proiettandolo nel futuro. Mi interesserebbe avere una valutazione spietata su queste mie elucubrazioni.   Alcune notizie su di me:   come tanti, scrivevo versi sin da quando avevo dieci anni;   ho continuato a scrivere sino ad ora che ne ho sessanta;   sono portatore di handicap visivo (cieco totale);   la poesia senza rima non mi ha mai entusiasmato.   Colgo l’occasione per porgerle cordiali saluti, restando in attesa di quella luce, che, come un faro, mi possa illuminare nel mio percorso, vissuto in sordina.   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Alarico Bernardi, il Narciso del mito è stato da molti ritenuto il prototipo del vanesio, dell’innamorato di se stesso, ma l’adolescente che si specchia e muore per raggiungersi è piuttosto l’umano che si cerca, cerca le ragioni  del suo esistere, e si cerca fino a morirne. I suoi versi, le sue rime sono intrise di poesia, se questa è parola che risuona e pensiero che si rivela nell’immagine e nel sentimento. Quanto alla metrica chiusa e alle rime, sono un bene prezioso per la memoria che ne gode e le trattiene. Sono contento di aver letto i suoi componimenti, che  segnalerò su “Mappe e Percorsi”, l’ annesso di “Poeti e Poesia”. La saluto cordialmente. Elio Pecora   Buonasera Dr. Pecora, sono Riccardo Melotti un poeta bolognese inserito nel suo Sito POETI E POESIA e ho appena ascoltato la sua riflessione sulla poesia e sui concorsi poetici e il suo parere sulla considerazione della Poesia oggi con la sua condivisibile contemporanea foce divulgativa purtroppo , di annodata fruibilità. Io probabilmente sono di una generazione di poco antecedente la sua avendo 59 anni ma quando all’introduzione del suo discorso parlava dell’inizio del suo viaggio scolare e quindi formativo dicendo che “una volta” la poesia si imparava a memoria mi perdoni ma ho ritrovato quello spazio riflesso di quella che è stata la mia fonte educativa , non le nascondo , con la sensazione di ingenua e credo sua stessa , nostalgia , per quel naturale affioro rimembrante che porta l’uomo poeta e non a una certa stazione di passaggio della sua vita , alle proprie fasi precedenti, avvalorata come certo lei saprà da quella teoria della crescita umana dello spondare l’ultimo periodo , quello del( Re, mago,saggio), dopo L’innocenza, il guerriero, il creatore, distruttore, cercatore, volgendo la nuca alla meta e lo sguardo al passato.Mi perdoni queste parole che istintivamente le ho scritto , senza nessuna presunzione culturale , anzi al contrario, per  seguire quella via comune di poetica sentierante nutrita dagli affluenti della conoscenza ed esploro interiore cui , nell’umile continuo apprendimento e stupore, apparteniamo . io disegno dall’età di tre anni, scrivo, dipingo ed eseguo sculture in uno stesso ventaglio espressivo  ritenendo passo parallelo  in ognuna delle diverse forme di comunicazione. Scusandomi per questo lungo discorso, io le vorrei chiedere un suo personale parere sulla “mia poesia”se lo vorrà , anche se negativo ma sinceramente espresso, ritenendolo ugualmente , come autorevole valore non deterrente la mia creatività, e di immutata stima nei suoi confronti. Le ho allegato un file su un mio pensiero scritto su Linkedin alla curatrice del Gruppo  Essere Artisti Oggi Dr. Rosy Menta in occasione del suo invito a entrare a farne parte.  Le auguro i giorni migliori   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Riccardo Melotti, mi pare che lei abbia idee articolate e condivisibili sulla poesia. Ma sa quanto me che, dopo le riflessioni estetiche, bisogna raggiiungerla la poesia e perché questo accada sono le emozioni profonde e le percezioni chiare a spingere e condurre l’autore. Quanto ai vecchi insegnamenti e alle poesie mandate a memoria, da qualche anno nelle mie visite in diverse scuole italiane trovo scolari e studenti che hanno ripreso a imparare a memoria le  poesie degli autori maggiori e questo giova di sicuro alla conoscenza della nostra lingua ( delle sue musiche e dei suoi valori espressivi)  e ad una più affinata educazione del vedere e del sentire.  Se vuole un mio parere sulla sua poesia deve inviarmene qualcuna. Saluti cordiali. Elio Pecora

Gentile Elio Pecora, mi chiamo Fabio e vivo a Palermo. Ho letto una bella poesia di Elsa Morante intitolata “A una bambina” e mi è piaciuta molto. Tuttavia mi sfugge il tema di fondo, l’intenzione comunicativa dell’autrice. Potrebbe darmi qualche ragguaglio? Grazie
Cordiali saluti

Fabio   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Fabio, lei si pone problemi che stanno ben lontani dalla poesia, quando è tale. La poesia chiede al lettore di lasciarsi alla musica e al flusso delle parole, lo porta all’emozione e alla percezione di un evento e di un momento. Nella poesia della Morante, che gode di una lingua molto sonante e ornata, ci troviamo davanti una bambina  che si mostra in tutta la sua grazia nonostante la  povertà economica e sociale. La Morante, come nei suoi racconti e romanzi, riconosce la bellezza della vita nella nudità e nell’innocenza. In un suo poemetto ,”Il mondo salvato dai ragazzini”, vede negli adolescenti la sola salute per un mondo travolto da guerre e da avidità.  E non è un messaggio, ma una visione dell’esistenza . Saluti e buone letture. Elio Pecora   Gentile Dr. Pecora Le invio qualche mio testo poetico ,come da lei richiesto, per un suo parere , riconfermandole che, se negativo, lo riterrei importante, perchè ugualmente formativo. Le auguro un lieto fine settimana. Riccardo Melotti   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Riccardo Melotti, ho letto i suoi versi. Il mio parere è che hanno una loro grazia e necessità i versetti brevi e leggeri del volumetto. Le altre poesie patiscono di letterarietà e sono lontane da quell’accostarsi alla vita e al mondo che chiede la poesia. Saluti cordiali. Elio Pecora   gentile Poeta, non è facile trovare la possibilità di un parere qualificato sulle proprie poesie. Si trovano amici e parenti e persino editori (ovviamente a pagamento) fin troppo benevoli. Molto più semplice ottenere la lettura spassionata di opere di narrativa. Sono stupita e incoraggiata dalla Sua disponibilità. Ho fiducia in lei e, soprattutto, so che non esiterà a dire la verità. Perciò Le invio in lettura alcune poesie, per un parere. La mia prima raccolta è stata “Verrò a passeggiare i ricordi” (Liberodiscrivere, Genova 2009). Cordiali saluti. Maria Luperini Panna   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Maria Luperini Panna, sono buone le sue poesie, nel senso che sono espresse in una lingua insieme fatta di esattezza e di emozione. Vi è dentro una vita che si guarda, si vede e  si interroga. Le segnalerò  nel prossimo numero di “Mappe e percorsi”, annesso a Poeti e Poesia. Saluti cordiali. Elio Pecora

Gentilissimo Direttore, mi chiamo Valentina Orrù, da sempre ho avuto la necessità di esprimere il mio interiore attraverso la poesia; mi piacerebbe, se fosse possibile, avere un suo sincero giudizio su alcune poesie che ho scritto pochi giorni fa.
 La ringrazio. Distinti saluti. Valentina orrù.
 
Brainstorming.
In bilico nel vuoto
appesa ad un filo sottile
in cerca di sguardi lontani
ma pesanti.
 
 
Un momento fuori controllo.
Ascoltavo la musica,
il ragazzo suonava la chitarra,
qualcuno parlava ininterrottamente vicino a me,
sottofondi di un comune locale,
ma, ad un certo punto
un movimento,
i pensieri che deviano dall’equilibrio naturale,
fastidio,
ricordi
e l’emozione che sale e vorrebbe uscire,
sempre dal solito condotto.
Le lacrime per fortuna restano dentro,

è passato.   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Valentina Orrù, credo che i suoi versi abbiano una loro intensità, ma  tocca lavorarli ancora: per farli coagulare, per non farne disperdere la visione che li spinge e insieme li unisce. La poesia, soprattutto la poesia, va scritta e riscritta molte e molte volte, prima di arrivare a quel che arriva a presentarsi come l’ emozione più semplice e diretta. Saluti cordiali. Elio Pecora   Illustrissimo  maestro, le allego due  mie poesie per avere una sua valutazione ma, soprattutto, per avere i suoi eccellenti suggerimenti su come sviluppare questo mio “bisogno” di scrivere. Ringraziandola anticipatamente attendo una sua missiva. Caterina Silvia Fiore IN MORTE DELL’ALCHIMISTA Acque incendiate si chiudono attorno a me come la ferita infiammata attorno al piacere e inevitabilmente tento di riemergere, occhi rossi come liquido rosso, che già entra nel mio corpo e trasforma la mia essenza consacrata in innominabile peccato.   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Caterina Silvia Fiore, se ama la poesia anzitutto ne legga spesso, della migliore e della più prossima, nell’italiano contemporaneo. Si guardi dalle metafore eccessive, come nel primo componimento: finiscono, dicendo troppo, con il perdere un significato comprensibile. Nei versi del secondo componimento  il gioco di rime e di situazioni  lascia intravedere ironia e leggerezza. Si tratta, se  vuol raggiungere la poesia, di coltivarsi: come un solco nel quale far nascere un frutto o un fiore. Buon lavoro e saluti cordiali. Elio Pecora   Gentilissimo, mi chiamo Mariarita Manca ed ho 44 anni, nella vita ho 2 grandi passioni :la fotografia e la poesia. Lavoravo come  fotografa free-lance per diverse riviste nazionali ed internazionali. Nel 2008 sono stata colpita da ictus emorragico e sono rimasta emiplegica a sinistra e mi muovo in sedia a rotelle,infine nel 2010 sono stata colpita da cancro al seno,sono stata operata e faccio cure ancora oggi. Non riuscendo più a fare fotografie ho portato avanti la mia passione di scrivere poesie. creando una raccolta che un giorno mi piacerebbe pubblicare magari creando un libro con le mie due passioni. Un libro di poesie e fotografie che racchiuderebbe in un unica raccolta le mie due forme espressive. A tal fine le invio una delle mie poesie per ricevere un Suo parere.         RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Mariarita Manca, fa bene a progettare un libro in cui raccogliere e alternare i suoi versi e le sue foto. Bisogna sapersi fare dei doni, soprattutto quando nascono da così sofferte esperienze. La sua poesia viene da un forte bisogno di esprimersi e di consegnare agli altri un poco di se stessi. Le auguro il meglio e la saluto. Elio Pecora

Buongiorno Direttore,
ho letto con molto entusiasmo le risposte che ha dedicato alle persone che l’hanno interpellata. E’ raro trovare un poeta affermato che ritaglia parte del proprio tempo alla lettura di testi inviati da perfetti estranei, li incoraggia quando occorre, li sprona a migliorarsi e da consigli per correggersi.
Lei fornisce un raro servizio e l’ho fa in maniera del tutto disinteressata. E’ un vero privilegio e di questo la ringrazio.
Ho deciso di interpellarla, come hanno fatto molti prima di me, per chiederle un suo giudizio, consiglio e quant’altro i miei scritti le ispireranno.

Ho bisogno di un consiglio da qualcuno che ama la poesia, la conosce, la corteggia e la diffonde. Con i suoi versi lei riesce a trasmettere emozioni e per questo motivo può definirsi poeta. Troppi invece si definiscono tali solo perché scrivono versi. E’ molto differente.

Io scrivo versi e aspiro un giorno a diventare poeta. Non importa se ci riuscirò veramente ma mi godrò la strada che ho fatto per tentare. Io ho bisogno della scrittura. Non la ricerco per scopi economici. E’ lei che mi trova anche quando mi perdo.

Le allego un estratto di qualche poesia. La ringrazio in anticipo,

Emanuela Bertello   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Emanuela Bertello, ho letto i suoi componimenti. Non vi  manca l’entusiasmo per la musicalità delle parole e per il flusso delle emozioni. Ma le tocca lavorare molto per ottenere  veri esiti. Le tocca guardarsi da un eccesso di aggettivi spesso ridondanti  (  tranne che  in “Ovunque”, “Inverno”, “Mattino”: dove tutto è più prossimo e sentito), e da un’errata e facile concezione della poesia come sentimento traboccante. Lei deve anzitutto conquistare una lingua vicina e vera: la lingua con cui ci rivolgiamo a noi stessi, la lingua che viene dalla necessità e dall’onestà interiore.  E vale qui   la raccomandazione che ripeto in gran parte di queste mie risposte: leggere poesia contemporanea, ma di qualità. Esistono diverse buone antologie del Novecento e si può trovare in esse un poeta che ci parla di più, che ci rivela a noi stessi, e a cui possiamo guardare come a un  chiaro riferimento . E, forse, varrebbe la pena anche leggere la rivista che dirigo, dalla quale è possibile rilevare quanto lavoro occorre per arrivare a qualche esito espressivo. Saluti cordiali. Elio Pecora   Egregio Direttore, mi chiamo Gabriele Gasbarro, ho cinquant’anni e vivo a Ronciglione (VT), grazie a una buona pubblicità fatta su internet al sito Poeti e Poesia che mi ha permesso di conoscere Elio Pecora (perdoni la mia ignoranza poiché prima non sapevo nulla di lei) sono diventato suo ammiratore, ho potuto conoscere la sua passione per la poesia e capire attraverso qualche suo scritto il suo costruttivo senso di valutazione dei lavori altrui, nel dare consigli su forma e contenuto e stili di scrittura, con accurato e giusto metro di giudizio, frutto di suoi studi e esperienze tecniche. Volevo esprimerle i miei più sinceri complimenti  per contribuire a tenere un po’ più vivo il mondo della poesia e di chi lo abita, siano questi professionisti o dilettanti, veterani o alle prime armi. Io credo che la poesia sia la forma artistica più universale tra tutte, nel senso che appartiene a ognuno di noi più di quanto possano essere nostri un quadro, una scultura o una musica, dal punto di vista dell’eseguibilità delle stesse. Quest’ultime richiedono requisiti minimi tecnici senza i quali si può fare ben poco. (Sì, penso questo ma non nascondo di avere qualche dubbio in proposito). La poesia come espressione dell’anima dunque, di ognuno di noi che a volte si riesce a tirarla fuori, a imprimerla su un foglio di carta. Quanto più lontano essa andrà, tanto più bravi saremo stati. E qui subentra lei col suo ruolo di maestro perché è giusto così, guida attenta e scrupolosa e generosa  nel regalare un po’ del suo tempo a chi glielo chiede. Anch’io vorrei i miei due minuti per il mio allegato. Un grazie e un saluto, Gabriele Gasbarro   RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Gabriele Gasparro, grazie per le sue gentile parole verso la poesia e verso chi occupandosene la onora. Dai suoi versi desumo  che si muove nella scrittura poetica con alcuni buoni strumenti. Non si scrive se non dopo letture attente e lavoro interiore costante. Per riuscire a dire quel che ci preme dentro, e a dirlo con le parole, dobbiamo prima affinare il nostro sentire , e questo accade soprattutto grazia alla conoscenza della poesia maggiore e all’attenzione che dobbiamo a quanto ci fa crescere:  da qualsiasi parte ci venga. ( Credere che basti registrare le proprie emozioni è  solo ingenuità e arroganza.) Le sue poesie hanno una spinta morale che ne prova la necessità. Alcune di loro si gioverebbero di una maggiore concentrazione. Ma  ritengo, per le mie stesse scritture, che il meglio viene da molte riletture e da tagli impietosi. Stia bene. Saluti cordiali. Elio Pecora   Gentile Signor Elio Pecora, sono Rita Antonietta Gorini scrivo poesie, alcune delle quali sono state inserite in varie produzioni antologiche e collane pubblicate  da “casa editrice pagine”. Vorrei che lei esprimesse un suo parere critico sui miei componimenti .Gradirei  sapere inoltre quale percorso  seguire per una possibile recensione, fatta di suo pugno e a sua scelta, di alcuni testi poetici (qualora lei li ritenga idonei). Le invio in allegato un file di mie poesie(una sezione tematica) e la ringrazio per l’attenzione a me riservata. In attesa di un suo riscontro le invio i miei più cordiali saluti Rita Antonietta Gorini   RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Antonietta Gorini, anzitutto le preciso che non scrivo recensioni. Ho scritto di libri, e non solo di poesia, per alcuni decenni su alcuni dei maggiori quotidiani e settimanali italiani, ma nell’ultimo decennio, salvo rarissime eccezioni, me ne astengo. Quanto ai suoi versi, che trovo fluidi e graziosi, sono  a mio parere troppo  chiusi nella costellazione del poetico, ossia di quel che riduce la poesia a un pulviscolo profumato e luminoso, lontano da quanto sta dentro la vita dei vivi. L’amore che lei decanta, anche nei suoi aspetti più felici, si muove nelle giornate dell’uomo, fitte di ombre e di difficili verità. Legga Penna, Saba, Neruda, Patrizia Cavalli, Margherita Guidacci, solo a fare alcuni nomi di poeti che hanno trattato l’amore.  Saluti cordiali. Elio Pecora

Gent.mo Dott. Elio Pecora,
probabilmente non risponderà alla mia mail perché pensa che il mio nome sia uno scherzo ma io mi chiamo davvero Loreta Penna come l’illustre poeta ma ahimè non ho nessuna parentela (purtroppo) con lui anche se ammiro i suoi versi.
In allegato le invio una mia poesia ma solo perché lei possa indicarmi se vale la pena di continuare o farmi invece una ragione della mia scarsa vena poetica.
Nel caso in cui decidesse che non debba abbandonare definitivamente ogni speranza e insistere, solo in tal  caso, se è d’accordo (e sottolineo solo se è d’accordo) gliela invierò per il concorso da lei presieduto.
Sperando di non averla tediata troppo, le invio i miei più cordiali saluti.

Loreta Penna   RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Loreta Penna, come vede rispondo alla sua lettera. Di cognomi uguali ce ne sono tanti, anche di Pecora. Ho letto i suoi versi, scritti in una buona lingua, ma le tocca fare quel che raccomando a tutti i poetanti: stringere, concentrare, ripensare alla propria emozione in quel che ha di più urgente e di più denso. In questo la poesia si distingue dalla prosa e lei, in questi versi, propende al racconto e racconta troppo indebolendo la percezione. Continui, e se ama Penna lo legga e lo rilegga in quanto maestro quasi insuperato di brevità e di incanto. Saluti cordiali. Elio Pecora  

Egregio Maestro,
è con cuore palpitante di gioia che le scrivo.
Sono un giovane poeta appassionato di poesia, che vivo, mangio e bevo quotidianamente.
Da sempre ispirato dalle buone letture e da tutto ciò che ci circonda, è con immenso piacere che riesco a contattarla.
Trovo la sua poesia un toccasana per i mali dello spirito, capace di regalare gioia e sincera commozione d’innanzi la delicatezza e la sincerità dei suoi versi.
Le scrivo conscio del fatto di essere uno fra tanti ai suoi occhi, ma sicuro di esser unico nel mio poetare con la speranza, spero non vana, di poter sottoporre a  sua gentile lettura, alcune mie opere auspicando di farle omaggio gradito e di ricevere sua approvazione o sincere critiche.
Se accetta questa mia richiesta  le posso inviare un file a questa mail o dove preferisce anche via posta ordinaria.
Aspettando con ansia sua favorevole risposta, le auguro anni di ispirazione ed un buon fine settimana.
 
Cordialmente
 

Andrea Santambrogio   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Andrea Santambrogio, m’invii qualche suo scritto  e lo leggerò volentieri. Quanto alle sue cortesi dichiarazioni, si liberi da certi toni e suoneranno più necessarie. La poesia , e  prima ancora la nostra quotidianità, chiede di spogliarci da ogni inutile e superato  abbellimento per toccare la vita vera, quella che ci  germina dentro. Saluti cordiali.   Come richiesto le invio alcuni miei scritti attendendo sua gentile opinione.

Cordialmente
 

Andrea Santambrogio. RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Andrea Santambrogio, mi si rivolge con molta gentilezza e non voglio essere meno gentile. Ma lei chiede un mio parere di lettura e mi tocca darglielo, soprattutto tenendo conto della sua giovinezza e di quanto può indirizzarla in maniera giusta verso la scrittura. Lei scrive in una lingua antica e abusata. Non è più possibile usare aggettivi consumati dalla retorica e ricorrere ai troncamenti  di una versificazione conclusa nel primo Novecento. Deve rileggere e rileggere autori del secondo Novecento italiano, avvicinarsi a quella che è la lingua del quotidiano: che può diventare poesia solo per concentrazione e intensità. E le tocca guardare più da vicino, fuori del poetico e di quel che viene, per ingenuità e mancanza di strumenti letterari, ritenuto tale. Immagini di dover dire a voce alta ai suoi amici e ai suoi intimi quel che scrive in versi. Non suonerebbe a lei stesso fuori di ogni realtà e verità e sentimento ? Non manca nei suoi versi la volontà di esprimersi durevolmente. Dunque le tocca molto lavorare su di sé e sulla scrittura. Saluti cordiali. Elio Pecora    

Illustre Maestro,

perdoni il disturbo, vorrei sottoporre alla Sua attenzione quanto scrivo da un anno a questa parte.

MI chiamo Ignazio Pinna, sono un ex maresciallo G.D.F. con inadeguata preparazione scolastica (ho conseguito il diploma in ragioneria all’età di 35 anni, sebbene con ottimi voti) e con assoluta inesperienza letteraria.

Non me ne voglia, ma le confesso che non ho mai letto un libro in vita mia, pur avendone iniziato qualcuno.

Avendo operato per tre lustri in una Sezione di Polizia Giudiziaria in seno a una Procura della Repubblica, durante la mia esperienza professionale ho scritto tantissimo. Ovviamente trattavasi di relazioni e rapporti, ma ho avuto l’opportunità di apprendere tanto da magistrati e avvocati leggendo i loro scritti.

Fatta questa debita premessa, mi permetto di raccontarle che scrivo da poco più di un anno cercando di soddisfare il crescente bisogno di esprimere emozioni, sensazioni e ricordi attraverso i versi.

Come potrà notare il mio stile non è attuale, in quanto influenzato dalle poche letture durante il percorso scolastico in età matura, e ciò, dicono, è quanto mi contraddistingue.

Ho iniziato per caso, dedicando alcuni versi a due giovani sposi, una poesia autobiografica e due dedicate a mio fratello e mia madre, entrambi deceduti prematuramente dopo percorsi di vita caratterizzati dalla sofferenza.

La necessità di scrivere (ma non quella di leggere, che vorrei avere ma ancora non provo) è sempre intensa e sino ad oggi ho scritto un centinaio di poesie.

Attraverso la mia pagina pubblica di Facebook (Poesie, pensieri e rime) pubblico sistematicamente i miei lavori, ottenendo gratificazione (6000 persone apprezzano la pagina) e nuove motivazioni tanto che, seguendo i consigli di numerosi frequentatori della pagina, ho provato a raccogliere le poesie in un testo, Testimonia, ora pubblicato su ilmiolibro.it  (disponibile nelle librerie laFeltrinelli).
 
Pur essendo per me un mondo tutto nuovo ho comunque preferito agire da solo, seguendo il mio essere introverso. Pertanto l’invio alla stampa è avvenuto senza alcun apporto esterno, avendo seguito in prima prima persona la formattazione, l’impaginazione e la selezione dell’immagine di copertina.

Il libro non ha presentazione né premessa alcuna, ho lasciato al lettore ogni considerazione al riguardo sperando di ricevere da essi consigli sul come, eventualmente, proseguire..

Purtroppo al momento non dispongo di copie del libro ma mi riprometto di inviargliene copia.

Ad ogni buon conto, sono in grado di inviarle il materiale inviato alla stampa e il link del sito in cui è possibile vedere l’anteprima: http://reader.ilmiolibro.kataweb.it/v/1026632/Testimonia#!

Forse esagero, ma confido in una Sua, seppur breve, risposta.

Rispettosi saluti,

Ignazio Pinna   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Ignazio Pinna, è lodevole il suo bisogno di scrivere e sono onesti i suoi chiarimenti. Lei ammette di non amare la lettura, di sapere poco o niente di quel che chiamiamo poesia. Ma scrive versi e versetti, rispettando metriche e rime con vera abilità. Di sicuro scrive per sua necessità e vocazione ed ha, come mi assicura, anche un vasto pubblico di lettori. Sa che  i libri dei maggiori poeta italiani non raggiungono un tale numero di lettori? Allora, la invito, con molta simpatia, a contentarsi di quel che già possiede e ha ottenuto. Solo un consiglio: scriva anche della sua vasta esperienza, non tema di esprimerla con parole della sua giornata, e in queste cerchi le rime. Saluti cordiali. Elio Pecora  

Buongiorno,
Mi chiamo Alberto Diamanti.
Ho cominciato da poco e solo per caso a scrivere poesie per bambini su un sito internet libero dedicato alla poesia, e dato che ho avuto degli apprezzamenti, le invio per una Sua importante valutazione una mia poesia intitolata “I QUATTRO GENERALI”  che tratta il tema della guerra e della pace, nel linguaggio ‘dei’ e ‘per’ i bambini…

In attesa di un Suo gradito riscontro, invio un cordiale saluto. Alberto Diamanti   RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Alberto Diamanti, spero proprio che non sia stato il caso a portarla a scrivere poesie per bambini. Ho una esperienza almeno ventennale con i più piccoli, ne incontro molti ogni anno nelle varie classi elementari. Ora, tocca tenere conto, anche per i bambini, di quello che la poesia ha dato nella modernità. Dunque il suo poemetto: anzitutto mi pare scritto in una lingua superata ( Tutti quei troncamenti! ).  Inoltre la  scrittura poetica chiede una velocità diversa e una maggiore concentrazione. Prima ancora degli adulti i bambini e i giovanissimi vanno raggiunti e trattenuti da una scrittura che li non li allontani  dalla lingua che parlano anche se filtrata dall’intelligenza  e per ciò mai sciatta. Dunque vale anche qui prepararsi con le giuste letture, e da Collodi a Rodari gli autori sono tanti.  Per il resto sono buoni i suoi propositi e hanno grazia alcune sue immagini. Si tratta di lavorare su lingua e  invenzioni tanto più se si vuole toccare i più semplici che sono  anche i più interessati e attenti. Saluti cordiali. Elio Pecora

Caro Direttore, condividendo una foto di Alda Merini su FB ho scoperto la sua rivista e il suo portale

internet. Come tanti in Italia sono affetto dal maledetto/benedetto “vizio” di scrivere fin dalla prima adolescenza. Le scrivo non per narcisismo o voglia di affermazione e ancor meno penso a qualsiasi possibilità di pubblicazione, ma solo per avere un sincero e autorevole parere di chi di Poesia ne legge,  ne scrive e se ne intende. Mi ha colpito la grafica e il taglio della sua rivista oltre che la pacatezza,  il tono e la padronanza della materia  evidenziati nel suo intervento a ” uno mattina”. Ritengo lodevole il suo impegno/sacrificio a leggere tante poesie e la possibilità di dare spazio su apposito sito web a tutti coloro che vogliono esprimersi. Ciò premesso Le invio qualcuna delle mie più recenti composizioni grato se avrà il tempo e la pazienza di leggermi e di rispondermi.

Giuseppe Leccardi.   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Giuseppe Leccardi, dopo aver risposto in questo spazio a  numerose richieste di pareri, accuso sempre più forte il dubbio che a chiederli sia quasi sempre chi s’attende solo approvazioni. Ora, la poesia – lo ripeto per l’ennesima volta – per chi  voglia andare al di là del proprio diletto, bisogna di una totale dedizione e di una preparazione costante e complessa. L’ispirazione, così come affermava un grande poeta francese, è anzitutto lavoro, travaglio. E a quella fatica bisogna prepararsi e saperne adoperare i diversi strumenti:i strumenti affinati e affilati, che ci si procura anzitutto grazie alla conoscenza di  autori di rilievo del passato e della contemporaneità.  Una tale conoscenza non solo giova alla qualità della scrittura, ma alle sue sostanze: niente come la narrativa e la poesia può rendere più acuta la sensibilità della persona e più aguzza la sua visione  del mondo. Chi è disposto ad affrontare così tanto? La rivista che dirigo, “Poeti e Poesia”, è nata e ha seguito per condurre  i suoi lettori verso il meglio che va scrivendosi in poesia nei nostri anni. Dovrebbe far da confronto e da modello a chi ha ambizioni di poeta. Dubito che vogliano intenderlo  molti fra quanti chiedono e attendono  approvazioni. La saluto cordialmente. Elio Pecora   Illustre Maestro, le scrivo perchè ho un dubbio sulla mia scrittura…Sbaglio un qualcosa ma non sò dove!Più volte leggo e rileggo i miei scritti e c’è qualcosa che non va, ma ancora non capisco cosa! Inoltre ho presentato alcune liriche a due concorsi, ma non hanno avuto la meglio. Mi demoralizza un po’. Mi chiedo forse la mia scrittura deve rimanere privata e non effusa pubblicamente! Sicuramente ho voglia d’imparare, ne ho tanta, però vorrei anche capire dove sbaglio, per poter porre rimedio! Per me la scrittura è ossigeno, è energia, è tutta me stessa.  La ringrazio per la sua disponibilità.   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Maria Elena Didonna, mi rendo conto di non averle mai risposto, Mi chiede dei suoi versi, le ripeto quel che vado consigliando a molti, sperando di essere ascoltato. Si può avvicinare la poesia solo avvicinandosi molto di più ai propri sentimenti e adoperando una lingua che può essere intesa come prossima e vera. Ma la sua scrittura è ancora lontana da questo. Un buon aiuto lo dà la conoscenza di alcuni poeti maggiori del nostro tempo e della nostra lingua: leggendo impariamo a vedere e a sentire meglio, più profondamente, ma soprattutto a scrivere in una lingua che parla al nostro presente.  Saluti cordiali.   Elio Pecora   Caro Maestro,

mi chiamo Roberta, ho 31 anni e scrivo da Messina. Vorrei conoscere, se possibile, la Sua importante opinione su alcuni miei componimenti.:
 
(Il silenzio…)
 
Il silenzio, quel sottile distacco fra ombra e 
sole. Piegati ad esso, vi sono l’ingiuria degli
anni che passano, o bombe di noia che lo 
 
ricattano. Nel silenzio, quello vero, quello da 
me cercato, trovi calci o sogni, e bave di sangue
sui fazzoletti, le mille gocce di un male taciuto
 
con sberle e ornamenti. Poi ti fermi, 

e muori solo adulandoti.   RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Roberta Borgia, mi pare che lei stia  facendo il giusto percorso: nel senso che adopera una lingua viva e si muove dentro sicure sostanze. Un mio appunto, ma riguarda la mia visione estetica: alcune sue immagini mi suonano eccessive ( bombe di noia, bave di sangue).  Diffido da sempre della violenza, anche di  quella verbale, perchè credo fortemente che il vigore maggiore venga non dal grido, ma dalla voce che sa controllare la sua emissione per colpire meglio. Per ciò trovo più risolte la seconda poesia e l’ultima. Saluti cordiali. Elio Pecora     Salve Elio, mi chiamo Capra Andrea. A suo parere la poesia va studiata a memoria o va semplicemente letta di volta in volta? O entrambi i casi sono idonei? Le pongo questa domanda in quanto alla scuola dell’obbligo ci costringevano ad imparare le poesie a memoria, io non ero d’accordo, secondo me la poesia va letta al momento, dove coglie l’attimo di interpretazione che viene spontaneo e sempre diverso ogni volta che si legge, a seconda dello stato d’animo o quant’altro della persona che la legge.  Cordiali Saluti   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Andrea Capra, credo nella poesia affidata alla memoria, divenuta per questo un bene proprio ed estesamente  leggibile. Quanto alla spontaneità, non ha niente in comune con l’espressione necessaria e durevole che rende riconoscibile e godibile la poesia.  Un poeta come tale parte dalla spontaneità ma   la porta in un altrove che la reiventa e  ricrea. La stessa lettura richiede un esercizio di sensibilità e di attenzione che va ben oltre lo spontaneo.   Saluti. Elio Pecora   Egregio direttore, 

rimasto molto colpito dai suoi giudizi imparziali ma anche così appassionati alle email ricevute, ho pensato anche io di disturbarla, data la sua disponibilità, inviandole una mia raccolta di poesie. Sarebbe molto importante per me riuscire finalmente a capire se, come ha già detto ad altri, anche le mie poesie siano dominate da un’ingenuità che io non posso vedere. So bene che il mio linguaggio è continuamente permeato da termini e costruzioni dettatemi spesso dal mondo fuori di me, ma è difficile riuscire ad essere, perchè quando si scrive credo si mostri la propria vera essenza, diversi da ciò che per tanto tempo ci hanno detto di essere.
 
Ringraziandola per il tempo sottrattole,
distinti saluti,

Alberto Parisi   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Alberto Parisi, ho letto solo alcune delle sue poesie. Sono sufficienti a farmi ritenere che lei possiede qualità “poetiche”,ma che sta ancora aggirandosi fra più maniere di porsi nei riguardi della poesia. Trovo risolte le poesie che parlano una lingua prossima al nostro tempo e al nostro sentire, ad esempio la prima del libro e quella intitolata “Scuse”.   Non sono per quelle in cui nomina gli dei dell’Olimpo greco, che vanno ormai cercati nella nostra quotidianità ( in proposito vale leggere Hilmann che ne tratta nei suoi libri sulla psiche pubblicati da Adelphi). Di sicuro le tocca riconoscersi nei sentimenti più necessari e tali da consegnarli al di là del gioco letterario. Soprattutto si guardi da parole desuete e da troncamenti, che da tanto suonano improponibili. In definitiva vale per quanti scrivono, per me come per lei, tornare molte volte e in momenti diversi sulle proprie scritture, lavorarci fino a ridurle al necessario e al meglio. Scrivere per la qualità espressiva e per la durata comporta impegno e fatica. Questo può riuscirle, tenendo conto del meglio che già ha compiuto. Rifletta sulle due poesie che le ho segnalato. Saluti cordiali e buon lavoro.  Elio Pecora

Caro Maestro, ho apprezzato molto il suo video e sono onorato di aver destato la vostra attenzione. Io nasco come attore, il Sandrino del Ferroviere di Pietro germi e doppiandomi subito cominciai a lavorare su tutti i versanti dello spettacolo, non sono qui per parlare della mia carriera ma dagli anni 70′. Incontrando la musica smisi di dedicarmi alla pittura , lì cominciai a scrivere le mie prime acerbe e ingenue poesie sui tovaglioli di carta dei ristoranti e solo negli ultimi anni sono riuscito grazie a una grande autocritica ad essere soddisfatto dei miei versi. Apprezzo molto la sua immagine dell’attore che condivido in pieno. Erano anni gli anni 70′ dove tanti ragazzi avevano una chitarra e diventato cantante nello spettacolo musicale hair al teatro Sistina comprai una chitarra anche io e al primo finger piking che sappi fare sullo strumento creai la mia prima canzone e tanto, tanto tempo ho messo per scriverne un’altra degna. Le mie canzoni si possono recitare senza musica, un pugno d’acciaio che si inoltra nel vuoto cecando una immagine da incastonare in una melodia. Tutto questo lavoro sui testi delle mie canzoni mi ha portato a scrivere poesie senza musica. Mi ha fatto molto effetto vedere nel suo video i fogli corretti, stralciati e riscritti rivedendomi nel mio lavoro, adoro scrivere su carta e quando scrivo un testo di una canzone si riempie la stanza di fogli buttati per cercare l’immagine giusta. Mi reputo un artista popolare, pur conoscendo le varie regole della metrica preferisco l’immagine che sgorga dalla mia anima, lì sa meglio di me siamo tutti la stessa persona nel caleidoscopio del cuore. Mentre le scrivo sono uscito a fumare una sigaretta e ho visto uno spettacolo straordinario…..storni di uccelli volare, tanti, spettacolo meraviglioso ( forse non è un caso ). Per quanto riguarda la poesia, ho centinaia di salviette nell’armadio che dovrei rivedere. Adesso quello che mi capita avendo così tanto cercato, desiderato di esprimermi (e di questo non ne ho nessun merito è una cosa nata da se come il respiro casomai ho il merito di essere stato fedele a questo impulso che secondo la mia modesta opinione è un atto di amore ) mi capita dicevo di vedere, più vedo in me stesso più vedo la realtà. L’arcano della vita diceva Fellini, questa meravigliosa tragica vita. Meraviglioso il finale delle NUVOLE di Pasolini. Si allarga la mia coscenza e ogni libro, la mia casa ne è piena, mi sembra di averlo già letto, in fondo gli artisti dicono in forma diversa la stessa cosa. Questa avventura nella mia coscienza ha un prezzo molto salato. Mi capita di dedicare una poesia di getto a una persona che mi ispira senza cambiare un verso , due volte è capitato. Ormai è un bomerang, mi spiego, avendo affondato questo pugno d’acciaio nel buio di una pagina bianca è come se avessi aperto un varco di una sorgente, ora sono le poesie che vengono ad ogni mia forte emozione. Più duro sarà scrivere una canzone che aiuti la vita di oggi, ma questa è un’altra storia, tentare di stimolare una rivoluzione non violenta per cambiare le cose.
P. S.
Lunedi parlerò con la gentile persona che mi ha contattato, ho dei problemi nel rispettare i parametri richiesti. Non sono un ermetico, le mie poesie sono lunghe e lei sa meglio di me che anche la forma oltre il senso ha valore.

Le mando un affettuoso abbraccio e la ringrazio, complimenti per tutto quello che fa.   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Edoardo Nevola, vorrei che questa sua lettera venisse letta dai tanti che si avvicinano alla poesia e vogliono conquistarla. Perchè lei racconta di una conquista che può toccare ogni giorno, e sempre attesa e desiderata, a chi non smette di cercarsi dentro e intorno, giovandosi dei libri e del mondo che di continuo ci premia e ci offende. Stia bene, buon tutto. Conto di leggere i suoi lunghi componimenti. Saluti cordiali. Elio Pecora

Gent.mo Direttore,
sono una matura signora ultrasessantenne e da circa dieci anni sento ogni tanto l’urgenza di scrivere dei versi… esattamente da quanto, in seguito ad una vacanza in Sardegna,   il contatto
con quella natura dall’aspetto così forte e primordiale, ha fatto scattare in me qualcosa.. Da quando sono andata in pensione, frequento anche un corso di scrittura poetica
tenuto presso l’UNITRE della cittadina dove abito, ma onestamente stento a capire se quello che scrivo possa avere un “tasso poetico” accettabile.
Per farla breve avrei piacere che Lei potesse leggere alcune delle cose che ho scritto (tutte molto brevi..)in modo da avere il suo prezioso parere.
La ringrazio infinitamente.
 

M.Gabriella Ballarini   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile M.Gabriella Ballarini, il “tasso” delle sue poesie è più  che accettabile. Si guardi, in alcune di esse, delle inversioni di frase: che suonano preziose e dunque di maniera. Ma v’è in tutte una vera sensibilità per la parola e le sue musiche, e qualità di emozione e di percezione. Stia bene. Saluti cordiali. Elio Pecora   Salve mi chiamo Niccolo’ Pini, ho 23 anni , le ho allegato i miei due lavori che sto cercando di far pubblicare, ma le ultime case editrici mi hanno sempre chiesto una sostanziale partecipazione, cosa che essendo uno studente non mi posso permettere… vorrei sapere se Lei puo’ darmi dei consigli in merito e sopra a tutto vorrei sapere cosa ne pensa dei miei lavori… grazie in anticipo saluti Niccolo’ Pini   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Nicolò Pini, i suoi lavori mi paiono estranei a quella che  ritengo poesia.( Lei ha chiesto un mio parere.) Non mancano nelle sue scritture umori e fluidità di scrittura,  ma il tutto riecheggia quel che in molti  abbiamo letto dagli americani negli anni Sessanta, autori accesi allora da una sregolatezza  liberatoria. Credo che, data la sua giovane età,  lei debba ancora chiarire a se stesso quel che ha bisogno esprimere. Quanto al pubblicare non so darle consigli. Potrebbe tentare su riviste on line, gratuite e al momento aperte alle collaborazioni e peraltro molto lette. Saluti. Elio Pecora   Caro Elio Pecora,sono benignamente commosso nel leggere nello spazio autori riflessi di luce di anima. La poesia e’ un dono  che a volte non si vorrebbe avere della vita ,  con questo splendore  ,che a volte si fa stimmate, si nasce o ci appassiona ad un certo punto fino al punto di desiderare di farne parte. Una vocazione? Una maledizione ?Non e’ un mestiere che si augura a chi e’ povero e desidera essere almeno conosciuto. E’ un mestiere ingrato. Eppure senza la poesia ,specialmente quella del comportamento, la nostra specie altro non sarebbe che una rozza specie. Continuamo a fare poesia! E speriamo che un  giorno si capira’ nella sua grande importanza, che essa e’ stata sempre importante nol cammino di civilta’; capiranno ,chi ancora non capisce o non considera abbastanza ,o affatto,che  la poesia   e’ importante,; essa serve ( specialmente se resa comportamentale) intanto a rendere migliore ,almeno non peggiore,  la nostra per  altri versi davvero che fa cattivo uso dell’intelligenza, maniaca modificatrice specie. Vladimiro Rinaldi LA POESIA Sentire nell’ animo la poesia vuol dire L’anima vive da che si nasce Eccola qui adesso espressa in versi Lettore  di essa anche tu fai  parte (Una poesia breve di Vladimiro Rinaldi)   RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Vladimiro Rinaldi, non può mai diventare un mestiere quello del poeta, quando è una facoltà, un dono, una fatica che non si presenta come tale a chi la cerca e la compie. Bisogna però diffidare delle parole belle e giuste e delle facili ebbrezze. Seguitiamo. Soprattutto profittiamo della poesia che ci viene da tanti secoli e  paesi: un bene che fa crescere il sentimento, che accompagna nella conoscenza di sè e del mondo. E per averne qualche frutto occorre dedizione e disinteresse. Buon tutto. Elio Pecora   Gentilissimo maestro Pecora

ho letto alcune sue poesie e ciò che mi ha colpito  è l’apparente semplicità
con cui esprime messaggi toccanti.Mi piace tantissimo il suo stile e, non è retorica mi creda,
ringrazio Iddio per l’ esistenza al mondo di persone come lei.
La poesia è pace ,dolcezza, umanità,
è lo stare con se stesso e con gli altri in modo schietto .
Non sono più una giovincella, ma una matura maestra elementare,
eppure il mio animo spesso si ritrova fanciullo,
allora butto giù dei versi per esprimere quanto il mio cuore avverte.
Allego alcune poesie e la ringrazio anticipatamente per l’attenzione 
che vorrà darmi.
 
L’ AUTUNNO E’….
 
L’ autunno è nebbia che sale,
che punge , che adombra.
E’ nebbia che freme,
che piange ,che bagna.
E’ sole che squarcia,
che illumina, scalda.
E’ mare che  dorme 
che si dibatte e s’infrange.
 
L ‘autunno è rabbia e pace,
è freddo e tepore.
E’vita che va, è vita che viene,
è preludio all’inverno che incalza.
E’ un morbido abbraccio,
che avvolge ,
che bacia,
che culla.
 

 RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Teresa Serino, le sue poesie hanno grazia e nettezza. Insegnare ai bambini, l’ho compreso andando in molte scuole elementari, è già segno di una capacità di stupire e di sentire che  in gran misura è proprio dei più piccoli. Quanto alla semplicità della scrittura se ne può parlare quando essa mostra di essere un punto di arrivo, un superamento non della complessità, ma dell’intellettualistico e dell’oscuro. Auguri per le sue scritture e per il suo preziosissimo lavoro. Saluti. Elio Pecora

Gent.mo Direttore,
sono una matura signora ultrasessantenne e da circa dieci anni sento ogni tanto l’urgenza di scrivere dei versi… esattamente da quanto, in seguito ad una vacanza in Sardegna,   il contatto
con quella natura dall’aspetto così forte e primordiale, ha fatto scattare in me qualcosa.. Da quando sono andata in pensione, frequento anche un corso di scrittura poetica
tenuto presso l’UNITRE della cittadina dove abito, ma onestamente stento a capire se quello che scrivo possa avere un “tasso poetico” accettabile.
Per farla breve avrei piacere che Lei potesse leggere alcune delle cose che ho scritto (tutte molto brevi..)in modo da avere il suo prezioso parere.
La ringrazio infinitamente.
 

M.Gabriella Ballarini   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile M.Gabriella Ballarini, hanno grazia i suoi versi e una loro necessità. Le sue scritture poetiche vanno incoraggiate. Alcune, se vuole, potrò farle pubblicare sulla sezione “Mappe e Percorsi” della rivista che dirigo “Poeti e Poesia”. Saluti cordiali. Elio Pecora

 

Buona sera carissimo ed illustre direttore, è la prima volta che ho l opportunità di scrivergli , e ad essere sincero sono molto emozionato .
Mi sembra di essere li davanti a lei , a parlargli , quasi come conoscerci personalmente , sarà per questo che mi sento il cuore battere cosi forte e le mani tremare su questa tastiera .
Mi scuso in anticipo se la disturbo , ma l esigenza di scrivergli è stata troppo forte , e cosi , in quei brevi spazi di tempo che la giornata mi offre mi son deciso cosi come dire ,a disturbarla per pochi minuti per ringraziarla di tutto cuore per il magnifico lavoro che sta svolgendo, e che ci sta regalando attimo dopo attimo con i suoi scritti e i video che io non manco mai di guardare e rivedere non so quante volte al giorno .
Ho partecipato al suo concorso con la poesia che tra l altro scrissi una notte , una come tante altre .
Ho sempre amato tantissimo la poesia , la musica e l arte in ogni sua forma, sono sempre stato del parere che la poesia sia in noi al momento della nostra nascita per il fatto stesso e che  nasca ovunque l occhio si posi , e cosi nel mio piccolo ho iniziato a scrivere cercando di dare inchiostro ai miei pensieri , alle mie emozioni , alle mie paure e dubbi fuori stagione .
Caro direttore , io ora non voglio rubargli altro tempo prezioso , ma con tutto il cuore la ringrazio e gli porgo con immensa stima e rispetto i migliori auguri di un felice natale , da parte mia e della mia famiglia .
Arrivederci Sig. direttore .
Con immensa gratitudine .
Amandola Oliviero .
BUON NATALE.  RISPOSTE DEL DIRETTORE Gentile Oliviero Amandola, non è frequente la gentilezza anche fra quanti si dedicano alla poesia. Pure, solo una mente gentile può raggiungere le parole che conducono ai sentimenti e alle porte della conoscenza. La ringrazio molto  per la sua lettera e le auguro tutto il bene. Cordiali saluti. Elio Pecora
Grazie infinite Sig. Direttore , ho letto poco fa la sua risposta , mi scuso per il ritardo ma il lavoro mi occupa molto tempo , praticamente tutta la notte , negli spazi che mi ritrovo , grazie al suo concorso e i suoi consigli  ho ripreso la lettura e a fare come dice lei , un distillar di parole , in modo che quando uno scrive non si fermi solo sulla stesura ma al controllo minuzioso e al trasformare una bella poesia in una poesia che entra in noi e che ci coinvolga in modo tale che non vediamo l ora di rileggerla , penso sia un po’ questa la differenza tra l una e l altra e devo dire che a pieno condivido sempre più ciò che lei cerca di fare capire a chi si avvicini a questo universo . La ringrazio direttore perché ho sempre amato molto leggere e adoro il profumo della carta tanto quanto lo scorrere le mia giornate nelle librerie , in quei reparti sempre più piccoli , dove non si trova quasi mai la calca  di persone e alcune volte ritorniamo alla cassa  delusi perché capiamo che ciò che speravamo di trovare dobbiamo richiederlo in quanto non si trova più negli scafali , purtroppo è una triste realtà , ma i modi alternativi ci sono , basta solo volerlo , avere la voglia di imparare sempre qualcosa di nuovo , riscoprirci sempre in un qualcosa che non sappiamo ancora , e penso che sia proprio la vita stessa a regalarci sempre e di continuo opportunità simili , quindi , io non mi fermo Sig. direttore , continuerò a seguirla e a fare dei suoi consigli un prezioso tesoro che per me sarà di vitale importanza , sa direttore , è bello quando torno a casa e con mio figlio dopo i giochi e il rincorrersi per il giardino giocando a prenderci e poi a nascondino , fermarsi un attimo e leggere qualche poesia insieme o anche qualche racconto , lui , come me  , appena vede una libreria o uno scafale con dei libri mi tira la mano e si fa a gara a chi prima arriva al bancone , a volte la gente ci guarda perplessa , e noi ridiamo , perché come in tutti gli altri istanti tra noi , siamo felici di fare un qualcosa che ci unisce e ci avvicina in modo talmente coinvolgente da far sembrare il tempo un amico comune e non un nemico da rincorrere e trattar male solo per far si che un altra giornata passi , no, per me , non è cosi , siamo tutti di corsa , ma a volte basta fermarci un attimo  e respirare a pieni polmoni , per capire quanto stiamo sbagliando nel muoverci cosi , io , con mia moglie e mio figlio queste cose le faccio spesso , e stiamo bene , perché siamo parte di tutto ciò che ci occupa lo sguardo e che va oltre . Sarò anche un po’ strano direttore , ma io amo la vita e di quel poco che ho avuto ne ho sempre fatto tesoro , e non lo tengo per me, ma lo condivido con chi è vicino a me, e cerco sempre , ovunque vado di regalare un sorriso alla gente , sia che conosco e non , non importa , il sorriso è la prima medicina per una vita serena e che tutti unisce in un ricordo comune , perché penso resti sempre con noi .Grazie ancora di tutto cuore Sig. Direttore , le rinnovo ancora gli auguri , e la ringrazio con tutto me stesso per avermi fatto ritrovare  l energia necessaria per riprendere nuovamente questo cammino . Buon natale Sig . Direttore , auguro anche a tutti voi tanto bene e tanta , tanta serenità , e le poesie ne faranno da conferma agli animi che sapranno leggerle nella loro intimità e capirle veramente.
-Venerdi 3 gennaio –
Grazie Sig. Direttore , ho appena visto un anteprima della collana< IMPRONTE > e devo dire che è bellissima come tutte le altre vostre raccolte,leggendo le varie poesie , si percepisce una grandezza sconfinata , sembran foto fatte di parole , e mi da l impressione di riviver insieme a cio che si legge quello che l autore stesso descrive , penso che sia un bene talmete grande che non dovremmo mai dimenticare , perchè sarebbe come dimenticare noi stessi. 
Non so come ringraziarla, veramente, perchè quando ho il cuore cosi felice mi sembrano poche le parole per tante che ne trovo dentro me  , comunque veramente un grazie sentito .
Sa Direttore pensavo che alle copie in omaggio che vorrei dare come dono alle persone che mi vogliono da sempre bene , vorrei aggiungere al loro interno una poesia scritta a penna sopra un foglietto da tenere all interno , Ognuna che rappresenti in qualche modo chi la stà leggendo , che gli riguardi da vicino ,ad es. ad un mio amico a cui piace il ciclismo , corre e lo pratica da tanti anni , ecco , scrivergli una poesia sulla bicicletta , alla sua mamma , che da poco tempo è stata abbandonata da suo marito , scriverle una poesia su un fiore e cosi via discorrendo , ma la più autentica sarà quella per mio figlio in cui sopra scriverò < Solo per te , dal tuo papà > 
Ecco io pensai a questo per rendere maggior omaggio a chi mi vuole bene , daltronde ciò che lei disse in un suo video e ciò che io senza saperlo ho sempre fatto , e cioè di dedicare una poesia a chi ci stà vicino , che amiamo e che è per noi un punto di riferimento.
Io a prima impressione , sebrerò un pirata , lo sguardo un po cosi , e sempre perso nei miei pensieri , ma alla fin fine è tutto il contrario , è solo che non mi è rimasto più nessuno con cui condividere queste rare cose. 
Ormai la maggior parte delle persone si ferma all apparenza si preoccupa di cose futili e non vedo più molta curiosità nel conoscere o nel voler sapere sempre argomentazioni nuove e interessanti , e quindi su questo fatto la ringrazio nuovamenete perchè con voi e stato come un riscoprir me stesso attraverso un mondo che ha sempre fatto parte di me per natura stessa. 
Spero lei abbia passato un buon natale e un felice capodanno , a tal proposito io le porgo il mio più sentito ringraziamento , un sereno inizio verso un nuovo anno e tanta serenità .
Grazie ancora , 
A voi tutti ,buon anno insieme .
Cordiali saluti.

Amandola Oliviero. RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Oliviero Amandola, la sua lettera conduce alla poesia, se questa è ricerca espressiva di verità toccate, sentite in profondo. Tutto quel che fa mi pare condivisibile e ammirevole. Le tocca, forse, vigilare ancora più sulla sua scrittura e a questo servono le buone letture: che ci portano  a scoprire la complessità e la immensa varietà del mondo e insieme ad adoperare le parole nella loro esattezza e prima ancora nella loro necessità. E necessità significa risparmio e vigilanza della lingua. Buon anno a lei e ai suoi cari, e aggiunga pure di sua mano qualche verso dedicato a ognuno dei suoi amici. La generosità( che vuol dire dire vicinanza e attenzione) viene da ricchezza interiore. Saluti cordiali. Elio Pecora

 P.S. Va ad altri il merito del concorso e della collana di libri. A me si deve per intera la sola rivista “Poeti e Poesia”, che accoglie  quanto, in questi nostri anni,  mi risulta espresso con gli strumenti indispensabili a raggiungere quel che, per lunghissima esperienza e frequentazione, chiamo poesia.

  Buon giorno Sig. Direttore , la ringrazio per gli auguri e per avermi risposto nuovamente , prenderò il suo consiglio come compito per una scrittura più attenta in ogni suo dettaglio . Di recente ,  con la mia famiglia , andai a trovare degli amici in una cittadina marittima nella riviera ligure , il viaggio e vicino cosi potemmo fermarci qualche attimo in più , dopo aver pranzato ,nelle ore del pomeriggio ,decidemmo di fare una passeggiata lungo le vie e fra tanti negozi trovai una libreria dove  acquistai dei libri di poeti contemporanei , tra cui alda merini , montale , quasimodo e una raccolta di poesie di Attilio Bertolucci , poi , visto che mi trovavo , comprai anche un libro di letteratura che non so perchè ma mi tentava nel vederlo, sembrava quasi mi stesse chiamando , fù una mia impressione , ovviamente , ma io lo presi lo stesso , e ne fui contentissimo .Uscii da quella libreria e andai con mio figlio sul lungo mare , ci sedemmo e tra un verso e l altro passammo una bella giornata al mare.Poi ritornammo a casa , ma fui felice , un po di svago fa sempre bene sia al cuore che alla mente , e poi , come poco fa le dicevo , sento sempre più necessità di leggere , per troppo tempo son rimasto con le mani in tasca , ora è tempo di togliere un po polvere e vedere se in fondo è rimasto ancora qualche cosa.Onestamente spero di si. Grazie di cuore Sig. direttore per il suo consiglio ,  e le garantisco che cercherò di far sempre  del mio meglio , con la lettura , lo studio e la dedizione. Ancora grazie e un grazie a tutta la vostra redazione , che è una luce in un momento cosi buio e difficile per tutti. Arrivederci Sig. Direttore e buon lavoro per i giorni futuri. Con stima e gratitudine. Amandola Oliviero.

Egr dott. sono Emilia Masneri nata a Rossano(CS)il 21-03-1949, ma vivo a Roma dagli 
anni settanta. Dall’estate del 1999 ho iniziato a scrivere versi .Vorrei un suo
giudizio e pertanto le invio una mia composizione dal titolo:
“Bianco e nero a Montparnasse” ,
 scritta il giorno 8-10-2012
 
La ringrazio infinitamente per l’attenzione e la saluto.  

                              Pioggia gentile,

                              cancello aperto

                              e varcato a passi lenti.

                               Illustri seminati

                               in mezzo al verde.

                                Croci su pietre

                                 ravvicinate a cappelle

                                 come sentinelle.

                                 Il silenzio parlato 

                                 di marmi pregiati

                                  sconvolge la mente.

                                  Solitudini eterne

                                   su cespugli ed essenze.

                                   Lapide nera,

                                   opacizzata da bianchi silenzi,

                                   si confonde tra tante.

                                   Finalmente,appartato in un angolo,

                                   Brancusi ha lasciato quel bacio intrecciato

                                   che vola leggero,lasciando senza fiato.

                                   Bianche tombe,viali d’ombre

                                   e in fondo osservatore

                                   su una stele

                                   minaccia con lo sguardo,

                                   insegue ogni pertugio e foglia morta.

                                   E’ proprio lui,Baudelaire

                                   pensoso e greve

                                   sul corpo di sua moglie,

                                   arresa,bendata e senza leva.

  RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Emilia Masneri, il mio parere è che i suoi versi sono graziosi, per gran parte ingenui ( di chi si dedica per passatempo alla poesia) e con qualche notazione ironica. Saluti. Elio Pecora      Vorrei sottoporre alla sue attenzione due mie poesie, sarei lieta di avere un suo parere. Grazie Laura Raudino Il vaso di Pandora     Il vaso di Pandora sepolto da insanguinate unghie su arida terra è stato riaperto. Silenziose urla come artigli malvagi riaprono ferite inutilmente nascoste. Malefiche bugie mi volteggiano intorno come voli agguerriti di sataniche streghe. Fiumi notturni di solitarie lacrime inondano incubi devastanti e perversi. Catene di maglie uncinate stringono il cuore martoriato con nodi di false speranze, di veleni occultati. Inseguendo fuochi fatui attraverso con piede stanco valli tenebrose circondata da orridi fantasmi. Il guerriero illuso con armi di cartone combatte inutili battaglie contro invalicabili mura d’acciaio. RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Laura Raudino, credo di ripetermi spesso in queste mie risposte.   Guardo alla poesia come a un’espressione che nasce da talento e lavoro insieme, e il lavoro viene soprattutto dalla frequentazione della maggiore  poesia  del passato e della contemporaneità .  La rivista “Poeti e Poesia” che dirigo dovrebbe essere una fonte di ammaestramento e di ricerca in fatto di poesia italiana e straniera. Nei suoi versi, almeno in quelli del primo componimento, c’è materia ribollente ma lontana e compiaciuta perchè si  sentano prossimi e necessari il dispiacere e lo sdegno.  Il difficile è sempre quello di cercare e trovare una propria voce, una lingua da  possedere e da amare, e questo accade solo dopo essersi misurati a lungo con il meglio. Per imparare a costruire un qualsiasi oggetto bisogna prima pazientemente, attentamente, amorosamente, seguire chi ne ha costruito uno di qualità. Almeno scegliere un modello e su quello formarsi. La poesia non viene meno a queste regole. Se è fatta per durare bisogna che ne sappiamo usare bene gli strumenti. Saluti.Elio Pecora

Buon giorno Sig. Direttore , spero lei stia bene , mi scuso per il disturbo , ma stavo pensando oggi , sarebbe bello ogni giorno sul nostro diario scrivere i pensieri della giornata passata , che a volte possono restare tali metre altre divenire in seguito poesie , in questo volevo chiedere a lei un suo parere .
Da diversi giorni penso a questo progetto  , secondo me sarebbe un bel modo per ricordare un istante che durante le giornate di tutti i giorni ci coinvolge e quindi rimane ricordo trascrivendolo sul nostro diario personale ,penso quasi sia una fotografia ad inchostro che ritroveremo negli anni . 
Oggi ad esempio , essendo domenica , che per me è da sempre giorno fondamentale per ritrovarsi a pieno con le nostre famiglie , scrissi questa piccola poesia  
 
Di queste giornate 
porto un caro ricordo nel cuore, I profumi della cucina , mio figlio che gioca , e mia moglie che con cura amorevole cucina per noi . Fuori , il sole è alto , e al cuore ricorda, quei vecchi sapori di un tempo , quei valori dimenticati , mentre in altre case , giovani amori iniziano a ritrovare il valore della famiglia , 
nei loro piccoli gesti .
 
 Nulla di che , ma come le dicevo , pur sempre una fotografia , quel ricordo che un giorno potrebbe essere un motivo per riunire le nostre  famiglie , sopra un divano , con gli amici più cari , un bicchiere di buon vino ,e condividere cosi per qualche istante i giorni passati, con una lettura e magari anche qualche risata . 
Oggi , pensavo a questo ,e cosi lo riportai nel diario , e pensai di condividere anche con lei questo mio pensiero < forse progetto> 
 Un semplice pensiero , ma alla fin fine l essenza della poesia nasce da questo , quell ispirazione che prima di tutto, credo sia pur sempre un pensiero che nasce nel cuore e che in seguito crescendo  potrebbe con molto lavoro ,divenire poesia ,e parte di noi .
Arrivederci e buona domenica Sig, Direttore, 
Speriamo che in questa settimana scenda un pò di neve , è cosi bella e importante …
Saluti cordiali a lei ,e a tutta la vostra redazione , 
Con gratitudine immensa.

Oliviero Amandola. RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Oliviero Amendola, la sua è una buonissima idea, anzi un progetto di qualità. In altri tempi, meno offuscati dalle troppe informazioni e dai molti spesso sfibranti diversivi, una gran parte degli adolescenti, tantissime donne, e molti adulti pensosi tenevano diari anche accurati. E’ di sicuro il modo per fermare momenti delle nostre giornate, pensieri che presto si disperderanno, confidenze che potremo rileggere fra nostalgia e allegrezza, e piccole graziose poesie, umili e toccanti, come questa che riporta nella sua lettera. Tenga fra l’altro conto, e ne tengano – spero – i molti  versificatori, che non pochi dei maggiori poeti annotavano impressioni e sensazioni su carnet e quadernetti, sui quali tornavano spesso per prendere spunto e lavorare a poesie rimaste nel tempo. Saluti cordiali, e felici e colmi diari. Elio Pecora

Carissimo Direttore,
è con mesta ed incline riverenza che le invio questi pochi scritti. Pochi non tanto per la giovane età, bensì per un’accurata ricerca poetica che vuole essere sorretta da equilibrio tonale ed efficenza semantica.
Sicuramente, da diciassettene, vedo al mio cospetto una lunga strada da percorrere; spero tuttavia che questa possa divenire incline al tacito sospiro del suono. Aspettando un parere e sperando di non arrecarle disturbo o prezioso dispendio tempistico, le rivolgo i miei più sentiti saluti. Con stima ed ammirazione,
 

Saturnino   RISPOSTA DEL DIRETTORE Saturnino Chiesa, sono molto abili per un diciassettenne i versetti del suo poemetto d’altri tempi e  di remote maniere. Adoperi questi strumenti e queste  abilità, anche di perlustrazioni letterarie, per scendere verso i suoi giorni e dentro le sue realtà, prossime o sognate che siano, ma condivisibili. Scriva in una lingua che il lettore di oggi possa intendere e apprezzare. Alla sua età anche la strada più lunga e impervia si presenta come un viaggio straordinario e fruttuoso. Saluti cordiali. Elio PecoraCarissimo Sig. Elio Pecora, mi chiamo Pamela e ho 21 anni.  La mia passione più grande è la scrittura e, in particolar modo la POESIA. Da qualche anno mi dedico a questa “ARTE” che definirei una delle più sublimi e una delle più pure perchè è quella che, secondo me, fa vibrare forte l’anima! Ho iniziato a scrivere per caso, in un pomeriggio d’autunno, lasciandomi ispirare dalla pioggia che batteva sui vetri della finestra della mia stanza. Il mio più grande sogno è quello di diventare una scrittrice, anche se non so se ne sono all’altezza. Ne ho scritte una dozzina e avrei il desiderio di farLe leggere qualcuna: l’ultima che ho scritto qualche giorno fa, in occasione del GIORNO DELLA MEMORIA, pensando al genocidio che colpì la popolazione ebraica durante gli anni del Nazionalsocialismo. Sarebbe un onore per me ricevere un suo parere, una sua opinione, perchè apprezzo molto il suo talento e ho letto molte delle Sue poesie, che definirei a dir poco meravigliose… Complimenti per il suo successo. La ammiro molto! Le allego la poesia di cui Le parlavo sopra, sperando di ricevere presto una Sua risposta. A presto e grazie in anticipo, per il tempo che mi dedicherà. Cordialmente, Pamela.- RISPOSTA DEL DIRETTORE Pamela, vuole un consiglio, prima ancora che un parere? Lavori sul suo lungo componimento tagliando e tagliando. Le poesie lunghe sono sempre rischiose, tendono a ripetere gli stessi concetti, di strofa in strofa si fanno più fiacche e inespressive. I suoi sentimenti sono lodevoli e la sua scrittura  tende alla chiarezza, ma si guardi dall’enfasi e, le ripeto, operi tagli severi. Scriva in quindici versi quel che ha detto in una misura così estesa. La poesia è concentrazione, parola distillata, Per questo ci prende e dura dentro di noi. Buon lavoro. Elio PecoraGent.mo Direttore Poeta Elio PecoraScrivere a qualcuno mai incontrato, mai conosciuto, se non attraverso le sue parole stese al vento, come spifferi che restano nel timpano e nello stomaco, sembrerebbe così facile! Non ci guardiamo nemmeno negli occhi, così distanti come le voci adesso.Ho scritto tanto, poesie e racconti, scrivo da sempre, quand’ero molto giovane un poeta-giornalista Gino Benedetti mi disse:”non fermarti, scrivi”. Un altro mi incoraggiò a cercare un editore.(non lo feci)Nel frattempo sono trascorsi molti anni.Ho scritto, ho letto, pubblicare è un gesto che non mi torna facile, anche se ci sono state alcune pubblicazioni in Antologie.Poi un giorno ho deciso di pubblicare una raccolta che ho intitolato “L’Eresia del pianto” che ha vinto il premio Albo d’Oro Microeditoria di Chiari 2013Gliene invio qualcuna e il suo parere sarà per me prezioso, nell’attesa la ringrazio per l’attenzione. Cordiali salutiTiziana Tiushttp://tizianatius.wordpress.com/  

Ci sono vuoti da percorrere scalzi con mani sparse a tastare l’aria bevendo l’odore impregnato di buio   RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Tiziana Tius, sono buone le sue poesie, nel senso che convincono, si lasciano percepire, emozionano. Hanno concentrazione di immagini, senso del ritmo, sostanze necessarie. Credo poco ai premi ,spesso composti da giurie discutibili in quanto a conoscenza della poesia e dei suoi valori; ma nel suo caso hanno ben visto. Quando non è una facile vanità a spingere alle pubblicazioni è ben comprensibile esitare, dubitare. Il consiglio che le venne dal suo amico mi pare valga tuttora. Saluti cordiali. Elio Pecora

  Buongiorno Maestro, mi pregio di inviarLe in allegato le mie semplici strofe (in rima alternata, forse datata?) ispirate da approfondimenti di studio in materia psicoanalitica. Le segnalo che proprio ieri ho inviato erroneamente alla Vostra Redazione il canovaccio e non quest’ultima versione. Chissà se avrà tempo di leggere e darmi un Suo prezioso giudizio. La ringrazio tanto e saluto cordialmente. Andrea Cantatore   RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Andrea Cantatore, la sua è una ballata di sapore antico e ingenuo, rivela grazia e onestà di sentimenti. Quanto alla redazione a cui si rioferisce ne sono affatto estraneo. La mia direzione e cura riguardano la sola rivista “Poeti e Poesia”. La saluto cordialmente. Elio Pecora

Illustre Maestro,

sono Gianluca Benelli, di 24 anni, studente in Lettere Moderne. Scrivo poesie da quando avevo 16 anni, come molti, ma è una passione che mi ha sempre accompagnato fino a spingermi a scegliere un percorso di studi che mi tenesse il più vicino possibile alla poesia (e alla letteratura in generale). In realtà ho sempre desiderato, con un certo timore, di far leggere i miei ‘versi’ a qualcuno che potesse darmi un parere molto lucido ed esperto; ma dopo che alcuni miei lavori sono stati pubblicati nella collana ‘Impronte’ dell’editore Le Pagine, ho deciso di farmi forza e inviarLe i 7 componimenti pubblicati all’interno della raccolta. Spero di non arrecarLe troppo disturbo ma le sarei sommamente grato se volesse darmi un parere, un consiglio, riguardante anche solo un aspetto su cui dovrei lavorare. Se volesse farmi questa cortesia ne sarei infinitamente felice. Le rinnovo le scuse per il disturbo e spero che i versi da me inviati non Le dispiacciano eccessivamente.   RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Gianluca Benelli, i suoi versi non hanno slabbrature di linguaggio nè stilemi da sottobosco, e questo è già un merito notevole per una partenza verso la poesia.  Che le tocca fare? Lavorare molto su se stesso, sui suoi sentimenti e  affinarli con la cultura nel suo senso più ampio e composito. Quindi andare avanti nella conoscenza della poesia contemporaneo, anzitutto italiana, ma anche sul molto che gli stessi poeti ( da Montale a Zanzotto, a Sereni, a Raboni ) hanno scritto sulla poesia e sul lavoro che bisogna compiere per raggiungerla e in qualche misura tenerla.  Cordiali saluti. Elio Pecora

Gentile Elio Pecora,
 
le scrivo poiché già da un po’ di tempo sono solito comporre poesie, tuttavia pur avendo a disposizione un mondo ampio quanto quello del web non sono mai stato in grado di diffonderle in qualche misura. Ho fatto un timido tentativo su un blog di WordPress ma è inutile aggiungere che a parte qualche gentile e sporadico lettore non ho mai avuto il piacere di essere letto da persone che per me fossero qualcosa di più di un semplice nickname.
 
Stasera, per l’ennesima volta, ho pensato di digitare le solite paroline come ‘community’ o ‘poesia’ sugli appositi motori di ricerca nella speranza di trovare un luogo virtuale sul quale potermi affacciare. Chiaramente tra i primi risultati mi è balzato all’occhio il suo sito “Poeti e poesia”, documentandomi poi sulla sua rivista ho anche scoperto la sua portata internazionale e in generale l’iniziativa di dar voce ad aspiranti poeti come me(confesso che ho paura di definirmi tale, la dignità letteraria mi dev’essere concessa, non voglio arrogarmela).
 

Alla luce di ciò ho pensato di scriverle per chiederle personalmente quale fosse l’iter da seguire per arrivare ad ottenere una pubblicazione sul suo sito, sulla sua rivista ma in generale per poter collaborare con la sua iniziativa. Ciò detto, le chiedo: debbo inviarle qualche poesia, qualche stralcio o desidera l’intera raccolta? Infatti scrivo da abbastanza tempo per poter parlare di raccolte, anche se in questo caso dovrei adoperarmi particolarmente per un’organizzazione valida delle stesse dato che sono progetti aperti, fluidi ma soltanto bozze ancora lontane da una prima fase redazionale. Insomma, le chiedo consiglio. RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Lorenzo Biondi, non è mio il sito,  ma delle edizioni Pagine, e con suoi redattori e responsabili. Mi limito a dirigere la rivista “Poeti e Poesia” ,in cui accolgo –  su mia unica  scelta – autori italiani e stranieri di cui conosco e seguo “il lavoro poetico”. Se vuole, può inviarmi un piccolo gruppo di sue poesie e le potrò dare un mio parere. Saluti. Elio Pecora

Buonasera egregio Direttore,

Le scrivo per chiederLe se gentilmente può darmi un parere su queste mie “poesie”, La ringrazio anticipatamente e mi scuso per il disturbo Elena Giommoni

 

AFFLATO COSMICO

Dirimpetto alla vita

guardi solitario il mondo

e senti dentro tutta l’eternità

scorrere lieve al soffio

del vento.

ALDILA’

Vaga un’ombra eterna  

nell’orizzonte di luce.

Infinito silenzio,

tempo senza tempo,

immobilità degli astri,

delle terre, dei mari.

Ma nella sponda opposta

dell’umanità

un brulichio di gente 

a spasso per il mondo se ne va.

Destini crudeli 

proscritti da unanime accordo,

ombre di luci che al cielo un giorno

si ricongiungeranno.

  RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Elena Giammoni,  hanno indubbie qualità i suoi versi. Rischiano, andando troppo lontano, la poeticità in eccesso e dunque troppo voluta. Saluti cordiali. Elio Pecora   In un periodo dell’ avvento Pasquale, utilizzo questo social per farle i piu’ sentiti auguri oltre a ringraziarla per avermi dato con tale casa editrice la possibilita’ di pubblicare, nella collana IMPRONTE alcune delle mie poesie, sono a dedicarle umilmente dal mio piccolo e modesto animo una delle mie piu affezionate opere.Abitando in provincia di Pavia a Mortara, per la precisione, non posso presenziare alla riunione di poeti, dove avrei voluto stringerle la mano, che si terra’ al 14 maggio in via condotti a Roma, ma con il pensiero saro’ li con voi.lei e’ un grande uomo e passera’ alla storia …Nel dedicarle come regalo di Pasqua una mia poesia ancora la ringrazio e vorrei un suo parere su come espongo tali versi, tenendo conto che ho frequentato la terza media e per il restante tempo della mia vita mi sono dedicata ai miei tre figli e..ad ascoltare molto il mio silenzio interiore…che a volte…urla… VITE PARALLELE Viviamo in parallelo, due anime che, non si incontrano, ma vivono,in due letti freddi, dallo stesso lato. Svegliamo, i nostri corpi alla stessa ora,ma distanti. proseguiamo la mattina, con la stessa tazza di caffe’, dove gettiamo, lo stesso dolce pensiero. Veloci,corriamo nel traffico, in due diverse vie,ma parallele. giochiamo, piangiamo, ci arrabbiamo… distanti,ma forse… nelle stesse ore,per le stesse cose. non incontriamo i nostri sguardi ma riflettiamo i nostri pensieri che anche se distanti, ma paralleli, vedono i nostri cuori abbracciarsi in fondo alle nostre giornate,mentre guardiamo… forse… il tramonto nella stessa direzione. Buona giornata,attendo un suo riscontro alla mia mail. con simpatia                                                                       Elisabetta Magnani   RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Elisabetta Magnani, anzitutto la ringrazio degli auguri, che ricambio colmi di bene. Quanto al suo componimento lo ritengo  spinto da una sua necessità e dunque nel tono sentito che è di una verità cercata e onesta. Stia bene, scriva le sue poesie, la saluto cordialmente. Elio PecoraGentile Direttore,

sono rimasta incantata dall’introduzione de ‘I canti dell’isola’ di Ada Negri’, comprato oggi a Capri e finito dopo un’ora. Versi gonfi di significati che mi attraversano, nel momento che vivo. Resi pienamente accessibili attraverso la porta della Sua introduzione.

E mi son detta che mi sarebbe piaciuto tanto che i suoi occhi si posassero sui miei, di versi.

Le sono grata del tempo che deciderà di prestarmi.

Claudia Sonzogni   RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Claudia Sonzogni, ho letto i suoi testi, li trovo di qualità letteraria raffinata. Mi pare che  propendano a un eccesso di finezze che allontanano da una più intensa emozione. Saluti cordiali. Elio Pecora   Caro Maestro, mi permetto di salutarla in modo così confidenziale, perché negli ultimi tempi, leggendo sul sito di Poeti e Poesie e sulla relativa pagina facebook i numerosi contenuti e i suoi preziosi contributi, la sento una persona vicina. Sono una ragazza lucana, trasferitasi a Roma per lavoro e, a differenza di alcuni miei coetanei, coltivo sin dalla prima adolescenza la passione per la poesia. Passione che si è fatta necessità e poi sempre più labor limae, con quell’attenzione da cesellatore che lei consiglia a quanti desiderano seguire il difficile cammino poetico.   Il mio percorso personale è costituito da studi umanistici, in particolare relativi alla comunicazione e, in ultimo, alla sua declinazione nel web dove scrivo e correggo contenuti. Negli ultimi anni, ho affiancato a queste attività reading poetici, da cui sono scaturite la pubblicazione di un’antologia e la prossima uscita di un libro per una casa editrice italiana.   Ma al di là di tutto, il mio desiderio più vivo e forte, rimane quello di sottoporre al suo autorevole giudizio dei miei scritti e di ringraziarla per questo spazio di confronto di recente creazione. La saluto con affetto e stima e la ringrazio fin da ora per il tempo che vorrà dedicarmi.   Saluti   Rossana De Lorenzo RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Rossana De Lorenzo, i suoi versi sono indubbiamente raffinati,  ma parlano una lingua che si fa bastare l’eleganza e la letterarietà. Se accetta un mio parere, a lei tocca scendere verso le  sue giornate,  preoccuparsi di una lingua più spoglia e più vera. E forse leggere o rileggere i poeti dell’ultimo cinquantennio. Dopo  non le sarà difficile dopo avere esiti di sicura poesia. Saluti cordiali. Elio Pecora Caro Maestro, mi permetto di salutarla in modo così confidenziale, perché negli ultimi tempi, leggendo sul sito di Poeti e Poesie e sulla relativa pagina facebook i numerosi contenuti e i suoi preziosi contributi, la sento una persona vicina. Sono una ragazza lucana, trasferitasi a Roma per lavoro e, a differenza di alcuni miei coetanei, coltivo sin dalla prima adolescenza la passione per la poesia. Passione che si è fatta necessità e poi sempre più labor limae, con quell’attenzione da cesellatore che lei consiglia a quanti desiderano seguire il difficile cammino poetico.   Il mio percorso personale è costituito da studi umanistici, in particolare relativi alla comunicazione e, in ultimo, alla sua declinazione nel web dove scrivo e correggo contenuti. Negli ultimi anni, ho affiancato a queste attività reading poetici, da cui sono scaturite la pubblicazione di un’antologia e la prossima uscita di un libro per una casa editrice italiana.   Ma al di là di tutto, il mio desiderio più vivo e forte, rimane quello di sottoporre al suo autorevole giudizio dei miei scritti e di ringraziarla per questo spazio di confronto di recente creazione. La saluto con affetto e stima e la ringrazio fin da ora per il tempo che vorrà dedicarmi.   Saluti   RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Rossana De Lorenzo, alla mia prima risposta aggiungo un invito: mi invii un piccolo gruppo di sue poesie che, se vuole, potrò in Mappe e Percorsi, annesso a Poeti e Poesia, pubblicare per due pagine fra i poeti da me segnalati. Cordiali salutiElio Pecora   Illustre Maestro ho candidato all’ultimo concorso la poesia che le spedisco all’insaputa dell’autore mio amico fraterno Bruno Cerasuolo di Salerno. Egli ha sessantasette anni e canta silenzioso tra i lamenti del mondo con gli occhi puntati sulle stelle. E’ un autodidatta di notevole cultura letteraria e a mio parere è capace di sintetizzare con sonorità sentimentale le posture visibili a poche persone. Vorrei spingere questo poeta alla porta che apre sull’arte del sublime. Per questo motivo,Le chiedo un parere di merito,poichè l’affetto che mi lega a Bruno mi impedisce di restare nella concretezza. Attendo trepido il suo onesto commento. Enzo De Vito La poesia che ho inviato al concorso,scelta da me tra quelle poche in mio possesso manoscritte, è la seguente: Titolo: IL MOMENTO DELL’ISPIRAZIONE Abbassate un poco la luce per favore così che ogni ombra affondi in un crepuscolo opaco ed io potrò morire ai riflessi fatui per rinascere a poco a poco poeta fuori dal mio corpo stanco. Rinascerò libero come l’aria e toccherò ogni cosa stendendomi nello spazio alla dolce follia del canto. Plasmerò l’invisibile al sole svelerò l’imperscrutabile lontano vi narrerò le storie che girano tra le stelle le più belle salite fin lassù. Raccoglierò emozioni nuove tra i banchi del mercatino rionale e quelle un pò più vecchie attaccate ai muri dei loggiati sopre il mare. Declamerò se voi vorrete l’eterno assolo dell’uomo che vuole somigliare a Dio perchè io diventero aria con la voce quando impatterò disteso come aria RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Enzo De Vito,  accade anche questo ed è di molto conforto: che un amico si occupi e preoccupi dei versi scritti da un amico. E’ un bene per la poesia in sé e un vero bene per i sentimenti che la poesia deve nutrire. Il componimento che m’invia porta dentro un’emozione vera e forte che si veste di parole nette e sentite. Vi trovo una spinta emozionale e umorosa che ne fa un’espressione toccante. Saluti cordiali. Elio Pecora   Pregiatissimo Direttore, mi chiamo Elena Giommoni, qualche tempo fa Le inviai due mie poesie che Lei gentilmente lesse, nonché si prese il disturbo di rispondermi, La ringrazio dal più profondo del cuore, è stato molto importante avere un parere. Ho seguito i Suoi preziosi consigli, cercando di allontanarmi dell'”eccesso poetico” che porta troppo lontano … e sarei molto felice se volesse leggere questa nuova mia poesia, frutto di fatica e lavoro in me stessa. Cordialmente la saluto       AMORE SACRO   Ci sono morse nel cuore che stringono i lembi dell’anima come fossero cani affamati di prima mattina quando sorge un sole pallido e asciutto quasi scolorito…   Si rincorrono come cavalli liberi i pensieri cercando spazio nelle zone d’ombra, le mani ferite chiedono, supplicano e gli occhi indugiano sull’ultima lacrima la più cocente quella del fallimento totale quando uno ad uno i giorni si sfaldano come morte foglie calpestate e portate via da un vento feroce che non lascia tracce.   Detriti questi sogni falliti   ossa rimaste nude miseria dell’oggi nella speranza di ieri che fu solo vaghezza…   Guarda quel viso ridotto a brandelli da una necessità che vaga e nessuno raccoglie…   e quel cuore perfezione e castigo,   quel cuore di sangue grumo rappreso dilaniato nell’intento dell’amore fallito   ridotto a frantumi una maceria vasta come l’infinito.   Inespugnabile dimora al sacro vivere: l’amore. ELENA GIOMMONI   RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Elena Giommoni, anzitutto mi pare davvero lodevole che lei abbia accolto l’invito a lavorare sulle sue scritture. La vera ambizione è umile, adopera anche e soprattutto le giuste osservazioni. La sua poesia, al di là di qualche   resto di propensione all’eccesso emotivo (in  questo caso minimo come i “lembi dell’anima”, “il viso ridotto a brandelli”, e si tratta solo di trovare immagini che dicano più da vicino  quel sentimento) raggiunge un’espressività in gran parte aperta e risolta. Segnalerò, se lei mi dà l’assenso, questo suo componimento nel prossimo “Mappe e Percorsi” annesso della rivista che dirigo “Poeti e Poesia”, nella rubrica delle mie segnalazioni. Saluti cordiali. Elio Pecora   Buongiorno Sig. Elio Pecora, mi chiamo Davide “Daryl” Tirelli e seguo il vostro prestigioso lavoro in ambito artistico. Complimenti per l’interessante operato. Io sono un performer Underground che si esibisce in locali alternativi. Sono stato ospite interventista su alcune tv e radio. Scrivo poesie per passione (alcune di esse sono apparse su fanzine e riviste). Di seguito vorrei proporre alla vostra cortese attenzione due mie poesie inedite nella speranza che possano essere prese in considerazione per un’eventuale vostra pubblicazione (se possibile). Grazie. Cordiali saluti,   Davide “Daryl” Tirelli contact….3336231392   “Amanti Astrali”   Astro della notte tu sei rossa passione come stella nel desiderio che cade infuocata bagnando universi carnali dove il piacere infinito diviene terra dei sensi e ora brilli estasiata con luce goduta nel buio sudato tra corpi celesti di cieli eccitati sul pianeta sanguigno che ruota dentro emozioni verso intenso sublime. Il letto e’ creazione quando l’amante puro non prova eclissi ma collisione ansimante per battiti immensi laddove uomo e donna sono mondi lontani eppure cosi’ congiunti.   RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Davide Tirelli, sono certo che come performer ha molte qualità. Come poeta le tocca  guardarsi più da vicino, scendere invece che salire, se vuole comunicare emozioni durevoli. Trovo migliore la seconda poesia, che ha un oggetto e lo insegue. Racconti più la sua giornata. Ma questo è solo il mio parere. Saluti. Elio Pecora Di nuovo buongiorno, Signor Elio Pecora. Ho avuto modo di dare sguardo al seguente video:   https://www.youtube.com/watch?v=z8RZ5c1qY2M#t=174     Credo di doverLe GIOIOSAMENTE comunicare che ADORO IL Suo cervello, che credo abbia una fortissima connessione, pazzesca connessione con il mio, perché abbiamo una miriade di punti comuni! Penso le stesse identiche cose che LEI HA AFFERMATO in questo video!!!!!!!!!!! MA FERMAMENTE!! Magari ho “scoperto” l’acqua calda, ma per me, arrivata ai miei neanche 31 anni di vita, si tratta di un EVENTO STRAORDINARIO! Finalmente ho trovato la persona che cercavo! LA PERSONA VIVENTE CHE CERCAVO! (Perché, in fondo, i Grandi, ci hanno lasciato i loro scritti… ma non ho la possibilità di farmi una chiacchierata con D’Annunzio! E neanche con Pirandello!!!!!! Ed è un vero peccato!) MA LEI! LEI è VIVENTE E MIO CONTEMPORANEO! Voglio SALTARE DALLA GIOIA! CAPRIOLE IN ARIA come un pelucchio di batuffolo di cotone! Come una piuma! Mi sento LEGGERA come non mai!!!!!!!!!!!! Lei SA e Lei CONOSCE il Mio Mondo, anche se in realtà non conosce personalmente la mia persona! Sono MOLTO MOLTISSIMO FELICE! FINALMENTE FINALMENTE!!!!!!! MI SENTO COMPRESA! GRAZIE ELIO! GRAZIE INFINITE! Grazie per fare ciò che sta facendo! Grazie per regalare alle anime la VERA SPERANZA! Senza condizionamenti INUTILI, SCARNI, PRIVI DI RAGION D’ESSERE! GRAZIE ELIO PECORA! RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Jeanette Ida Vacca, è un vero evento imbattersi in chi si lascia all’entusiasmo e alla meraviglia. Scrivo quel che scrivo proprio nella speranza di trovare chi non solo intenda ( e per intendere bisogna già trovarsi nelle vicinanze) ma condivida, partecipi: nel senso che ne sia e ne divenga  parte. Per ciò sono anch’io contento della sua contentezza e di seguitare il cammino in compagnia. Stia bene e molti saluti. Elio PecoraBuongiorno Maestro, non mi dilungo in complimenti che potrebbero apparire eccessivi ed affettati, nè le racconterò la storia della mia vita, come fanno in tanti. Avrà di sicuro di meglio da fare! Mi permetto di sottoporle qualche mio verso, in allegato. Io sono più fruitore e appassionato di poesia, e di letteratura e arte in generale, che autore. Di questo sono ben consapevole, così come conosco i miei limiti, tanto che non ho mai sottoposto le mie opere all’attenzione di nessun editore. Ma siccome la poesia è il linguaggio di coloro che sanno usare le corde dell’Anima, mi piacerebbe sapere se una seppur minima eco di questa vibrazione arriva a un Maestro, o se mancano proprio le corde dello strumento! 😀 Grazie in anticipo. Fabrizio Capo

P.S. la lirica “Mediocritas” è ispirata allo stile di Sandro Penna, che mi piace tantissimo. “La leggenda del pesce pescatore” è scaturita dalla lettura della poesia visionaria di Dylan Thomas, invece “Vituàn” non può che ricordare l’ultimo degli “Spleen” di Baudelaire, ma ne ne sono accorto solo a posteriori!   RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Fabrizio Capo, oltre che fruitore appassionato di poesia- ed è lampante nei versi che mi ha inviato- è  autore degno e interessante. Qualità di scrittura, fluidità di ritmo e mobilità di umori la rendono tale. La pubblicherò molto volentieri in un prossimo numero della rivista che dirigo. Saluti cordiali. Elio Pecora    Carissimo Poeta,   Le devo confessare che solo di recente ho scoperto l’esistenza di questa rivista e delle sue iniziative. Da altrettanto pochissimo tempo ho scoperto le Sue poesie, che apprezzo e leggo con cura. Sa, in genere prediligo poesie in lingua e/o in traduzione di autori stranieri come Neruda, Yeats, Eliot, Blake, Majakovskij, Whitman, Frost, Dickinson, Prigov etc. Dovrei imparare ad apprezzare di più la mia cultura, anche se studio lingue e letterature straniere e quindi ho un forte interesse per le culture altre.  E’ una mia grandissima mancanza, lo so. Però la nostra lingua, le nostre parole, le amo follemente. Deve sapere che ho sempre avuto il vizio della scrittura creativa. La sete di dire e comunicare è sempre stata tanta, fin dalle scuole elementari. Ricordo ancora il primo tema scritto, il primo libro letto…ho subito sentito che quello era il mio mondo. Ma, sa, signor Pecora, la scrittura è sempre stato un vizio privato, che fino a poco tempo fa custodivo come il più grande dei segreti. Guai se qualcuno scopriva che scrivevo! Il bello è che molti lo capivano (non so perché o da cosa), ma io negavo, negavo e negavo. Ero e sono troppo gelosa della mia scrittura, anche adesso che ho 25 anni. Da qualche anno, però, sento una maggiore esigenza di urlare il mio mondo interiore, e così è nata la poesia con cui ho partecipato al Vostro concorso (grande passo per me!), la prima che ho scritto in maniera “ponderata”. Non Le nego però che l’ho composta (abbandonata, ripresa, odiata, decurtata crudelmente e con sofferenza, ma sempre amata) nel corso di un anno, anche più. Ci sono ancora tante imperfezioni metriche, lampanti ai miei occhi, ma alla fine mi sono decisa a spedire il componimento perché mi stava divorando la mente, le giornate, lo studio. Vorrei approfittare della Sua esperienza, franchezza e di questo utilissimo spazio per chiederLe  la cortesia di un parere sincero, schietto, senza peli sulla lingua: sono un’illusa (perché io, anche se sono molto autocritica, credo nella mia scrittura!)? Trova il componimento in allegato. Spero con tutto il cuore e molto altro Lei risponda alla mia lettera, mi onorerebbe. Nel bene e nel male.   La ringrazio,  un caro saluto   Erika   RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Erika, le sue intenzioni sono le migliori ed è bene che lei si occupi di più della poesia italiana che, nei casi maggiori e più risolti, rientra nella poesia internazionale perchè la nutre e ne è nutrita. Quanto al suo componimento parlerei di una sorprendente ingenuità, tenuto conto dei suoi studi e delle sue letture. Ma ha grazia e nettezza e questo è molto per una partenza. Ora si tratta di seguitare e non è poca la fatica che le spetta, per vedere di più, più da vicino, con occhi più crudi ed avidi, con pensieri in discesa verso le giornate di tutti, e senza discostarsi dal desiderio e dal sogno. Le auguro buon lavoro e la saluto cordialmente. Elio Pecora   Caro Sig. Pecora,   La ringrazio per la Sua risposta, mi sento onorata per il solo fatto che Lei abbia letto qualcosa di mio . Volevo chiederLe un chiarimento: che cosa intende per “ingenuità”? Fa riferimento al contenuto favolistico e irrealistico dei versi? Oppure parla di difetti prettamente stilistici?   La ringrazio in anticipo, un Cordiale Saluto   Erika   RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Erika, per ingenuità intendo un restare alla superfice dell’emozione e della visione. E questo può essere superato da un lungo lavorio della mente  e della percezione, lavorio  aiutato da una conoscenza maggiore della poesia  maggiore ma anche di tutto quanto della scrittura e dell’esistenza  aiuta a crescere. E non si finisce mai di capire di più e di  sentire  più profondamete: a qualsiasi età e in qualsiasi stadio culturale. Saluti cordiali.Elio Pecora     Egregio Direttore, sono Rosanna Mutton di Pieve di Soligo (Tv). Da anni mi dedico alla poesia e mi farebbe piacere sottoporre alla sua attenzione alcuni miei testi. Sono gradite critiche e commenti. Grazie per la sua cortese attenzione. Distinti saluti. Rosanna Mutton   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Rosanna Mutton, trovo buone le sue poesie, buone nel senso di risolte, di frutto di un’esistenza che si guarda e che sa misurarsi nelle parole. Se è d’accordo vorrei segnalarle nel numero prossimo, che uscirà a fine anno, di “Mappe e Percorsi”, annesso della rivista che dirigo “Poeti e Poesia”. Saluti cordiali. Elio Pecora Egregio Direttore, l’introspezione è una fabbrica che non dovrebbe mai chiudere a patto che la si apra e la si percorra con onestà. Un percorso che profuma di infinito, di non delimitabile. L’uomo, bugiardo per necessità ancestrale, a volte l’apre senza sapere cosa apre, a volte (spesso) ne ignora anche l’esistenza. Tornando alla suindicata onestà, alle quattro di notte, è difficile barare nei rumori di fondo di una strada. Quando leggo di “silenzio” sorrido per non piangere : quanti rumori e fruscii e frequenze ha un presunto silenzio. Non è mai stato silenzio, da nessuna parte. Mi diletto a fare il “cronista dei miei tempi”, il menestrello che Fotografa istanti e tenta nella sua imperfezione d’uomo di coglierli, interpretarne il significato, spiegarli come un papiro prezioso, di renderli immortali alla memoria senza distinzione tra bene e male, un solo albero ma con due rami, da trentacinque anni. Certamente pressante è la necessità di comunicare. La parola nella sua essenza, è la cosa più potente a disposizione dell’uomo. E’ pura energia cinetica. Le lascio in allegato qualche “cronaca”, messaggi in bottiglia all’onde, per lidi mai troppo lontani. La Saluto Cordialmente e La ringrazio del Suo tempo. Leonardo Orfeo   RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Leonardo Orfeo, ho letto i suoi versi. Ne apprezzo la velocità e la stringatezza, ma non vi trovo la grazia e l’acutezza del guardare e del sentire che colgo nella sua lettera. Forse dovrebbe farsi bastare la sua più diretta quotidianità, quel suo stare fra i rumori e i brusii, le luci e le ombre lontano dal “poetico” o da quel quel  che, a un orecchio poco avvezzo alla maggiore poesia, suona  tale. Saluti cordiali. Elio Pecora   Buon giorno Maestro, Le scrivo per chiederLe se anche mercoledì prossimo, 25 giugno,  organizza un incontro all’Antico Caffè Greco alle ore 17,00.   Tanto tempo fa partecipai ad un concorso indetto dalla Casa Editrice Poeti e Poesia. Mi hanno contattata e mi hanno inserita nella collana “Sentire”.   Non vivo vicino a Roma, sono di Venezia e mi è risultato impossibile essere presente alla riunione di mercoledì 18 giugno. Poiché il 25 sono a Roma per una riunione alla camera dei deputati come collaboratrice di un’associazione di aiuti umanitari potrei anche partecipare all’incontro, magari se fosse possibile sottoponendoLe altri miei pensieri. Mi farebbe tanto piacere conoscerLa e sentire il suo parere riguardo la mia creatività. Generalmente le poesie che scrivo trattano argomenti umanitari. Collaborando con alcune associazioni molto spesso ricevo mail devastanti, per quanto riguarda i miei valori, e così mi viene spontaneo scrivere una poesia perché mi piacerebbe, usando la musicalità e la capacità dell’espressione poetica di coinvolgere con i sentimenti, cercare di dare un contributo per rendere questo mondo migliore così da consegnarlo alle future generazioni non completamente devastato.   Vede, credo che la poesia abbia un compito specifico: esaltare la bellezza in cui quotidianamente siamo avvolti e troppo spesso diamo per scontato e (io preferisco questa) denunciare a piena voce certi malcostumi che distruggono tutta la bellezza che ci circonda. Spero vivamente che organizzi per il 25 giugno un nuovo incontro così da ricevere un suo prezioso parere. Se, invece, non è previsto alcun incontro Le chiedo troppo avere un veloce colloquio con Lei?   Rimanendo in attesa speranzosa di una Sua risposta positiva, sperando di conoscerLa di persona,  Le porgo i miei più cari saluti,   Marta Patrizia Saponaro                                                  Olmo di Martellago-Venezia, venerdì 20 giugno 2014     RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Marta Saponaro, tornerò al Caffè Greco, per un incontro con lettori e autori, il prossimo 14 luglio alle 17 e, se le sarà possibile, la vedrò volentieri. Apprezzo molto il suo interesse attivo nelle associazioni umanitarie e condivido il suo pensiero sulla poesia come espressione ( mai esaltazione: che finisce col non vedere) della bellezza: tenuto conto che la bellezza del mondo comprende molto di quel che continuiamo a definire erroneamente difetto e persino bruttezza, le quali troppo spesso nascondono o denunciano verità aspre e difficili. Saluti cordiali. Elio Pecora Buongiorno egregio sig. Elio Pecora, la prego di perdonare gli appellativi, ma l’emozione mista a imbarazzo del cuore mi disorienta nella ricerca di una giusta aggettivazione per renderle onore. Avrei scritto di impeto cominciando con…Caro poeta Elio… La poesia ha il potere sublime di uguagliarci nella condivisione di questa umanizzazione trasfigurata di parole cariche di vita, con i suoi travagli dolorosi e gioie finalmente partorite, come un figlio la poesia la desideriamo innalzare e presentare al mondo, perchè tutti sappiano della sua esistenza, perchè possano posare gli occhi, le mani e il cuore tra le pagine,con ardore compìto,scritte e consegnate. Umilmente le chiedo di leggere questo”primogenito” partorito con stupore e dolore, germoglio di semi piantati in questa mia giovinezza, la cui maturità inizia ad albeggiare nel desiderio di essere “criticata”, nel senso primordiale che è cum-regere… sostenere l’altro nel giudizio che lo migliora illuminandone i sentieri affinchè proceda più sicuro e spedìto. Con la speranza di non averla infastidita rubandole tempo prezioso, con fiducia attendo una sua valutazione dei miei scritti. Cordiali Saluti Massa Mirella   RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Mirella Massa, comprendo il suo ardore poetico, ma la poesia – quella in cui credo e che cerco nei tanti libri che ancora vado leggendo- tocca di continuo la terra e le sue giornate, Se lei vuole darsi il piacere di un libro e vuole che i suoi amici ne gioiscano si faccia bastare quel che va pubblicando. Se poi vuole condivisione dal mondo in cui la poesia è frutto di talento ma anche di lunga ricerca e di fatica interiore, ebbene deve guardarsi dal poetico di superfice e nutrirsi di molto altro. Chiedo a lei e a quanti mi scrivono: leggete almeno qualche numero della rivista che dirigo o anche solo la molta poesia dei grandi autori contemporanei che  trovate su internet:  saprete di che è fatta la poesia contemporanea.  Bisogna conquistarsi una propria misura e faticare a cercare la propria voce, solo dopo aver affinato l’orecchio e la mente nutrendosi del meglio. Buon lavoro e cordiali saluti. Elio Pecora

Illustre maestro,

mi chiamo Franco Donati e ho 45 anni, e vivo nella provincia di Ravenna.

Da quando ho memoria scrivo versi, negli ultimi anni ho avuto qualche

riscontro positivo, ma una sua preziosa opinione sarebbe immensamente gradita

relativamente ad un paio di poesie, che le allego.

La mia non è soltanto un’esigenza espressiva,

ma una sincera e onesta ricerca sulla parola e sul segno;

cerco di superare gli ostacoli mettendo e togliendo inchiostro sul segno

(mi occupo anche di pittura e incisione).

I suoi impegni la terranno senz’altro lontana dal rispondere a tutti, ma io ho speranza.

Con l’unico scopo di migliorare le chiedo cortesemente una sincera opinione sul mio lavoro.

Grazie comunque per l’attenzione.

 Franco Donati

RISPOSTA DEL DIRETTORE

Gentile Franco Donati, segnalerò le sue due poesie nel numero prossimo di “Mappe e Percorsi”, annesso della rivista che dirigo “Poeti e Poeti”, nella rubrica delle mie segnalazioni. Dunque le ho apprezzate. Un consiglio: distenda il suo tono, che suona ancora legato a una scrittura poetica apparentata all’ermetismo. Non sono per la poesia che si lascia al prosaico, smentendo se stessa, ma chiedo una scrittura che stia più dentro le nostre giornate ed esprima da vicinoi percezioni ed emozioni anche le più lontane e alte e profonde. Saluti cordiali. Elio Pecora

Gentilissimo maestro, ad inizio anno è uscita per Samuele Editore (Collana Scilla) la mia prima silloge dal titolo “Riflessi Condizionati”. Considerata la sua esperienza e lo spessore dei giudizi che dispensa, sarei estremamente onorato se Lei potesse darle un’occhiata, fornendomi, se possibile, un’opinione sulla qualità delle “mie povere cose”. Per avere un’idea di massima dell’opera, mi permetto pertanto di inviarle alcuni link che contengono le poesie citate nella presentazione del volume e in alcune fra le recensioni fin qui ricevute. http://www.samueleeditore.it/DB/Pubblicazioni/Presentazioni/Pub_9788896526477.php http://samueleeditore.wordpress.com/2014/01/21/riflessi-condizionati-nicola-simoncini/ http://toniorasputin.blogspot.it/2014/05/riflessi-condizionati.html Confidando in un suo cortese riscontro, Distinti Saluti Simoncini Nicola   RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Nicola Simonicini, se lei vuole proprio una mia opinione sulla sua scrittura poetica, allora deve inviarmi un piccolo gruppo di sue poesie ( non più di cinque-sei). Tenga conto che ricevo quotidianamente libri e libretti di poesia che si accumulano sui miei tavoli  aspettando che io trovi il tempo anche solo per sfogliarli. Saluti cordiali. Elio Pecora   Salve, sono la poetessa torinese Floriana Porta. Complimenti per le sue splendide pubblicazioni poetiche e per la sua importante attività culturale. Mi sono permessa di mandarLe il comunicato stampa relativo al mio ultimo libro di poesie e haiku dal titolo “Quando sorride il mare” (AG Book Publishing Editore, 2014) che è stato presentato il 6 aprile a Roma (Giardino Parioli) e il 20 maggio a Torino (con il patrocinio della Città di Torino e delle biblioteche civiche torinesi). Posso spedirLe il mio libro (in versione pdf/ebook)? Sarebbe per me un vero onore poter avere il suo autorevole parere sul libro. Grazie dell’attenzione e buona serata. RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Floriana Porta, se proprio vuole un mio parere sui suoi versi mi invii non più di cinque sue poesie e le risponderò. Ricevo così tanti libri di versi  non mi è solo possibile vederli ammucchiati sui miei tavoli. Saluti cordiali. Elio Pecora   Illustre Maestro, mi chiamo Fiamma Tarola e ho 14 anni. Scrivo poesie da quando avevo 10 anni e questa attività è divenuta per me una grande passione che coltivo parallelamente alla musica e le scienze. Le scrivo per chiederLe un’opinione, un commento oggettivo sulla qualità delle mie poesie. Qualunque parere, negativo o positivo che sia, sarò felice di riceverlo e ne farò tesoro affinchè possa migliorarmi. Cordiali saluti Fiamma Tarola   PS. Ho inserito un allegato con due mie poesie. RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Fiamma Tarola, i suoi due componimenti hanno qualità che fanno ben sperare nel suo lavoro futuro. Non presentano quei vizi e difetti che trovo così spesso nei troppi versificatori. Avevo anch’io la sua età quando ho scritto i miei primi versi. Leggevo molto a quel tempo e amavo fino alla passione e allo smarrimento  Leopardi, i lirici greci che studiavo al ginnasio,  i poeti  latini come Ovidio e Tibullo. La sua è un’età in cui bisogna nutririsi del meglio per meglio dar frutti. Ripeto anche a lei: l’ambizione, quando è ben risposta, procede a piccoli passi e con vera umiltà. Stia bene, buon lavoro, i miei  auguri migliori.  Elio Pecora   Gentilissimo signor Elio Pecora, le scrivo perché possa visionare alcune mie poesie.Spero di rivere risposta. Attendo fiducioso. Luca Bellomo RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Luca Bellomo, le sue poesie hanno una loro nettezza e grazia. La sua giovane età, se vuole dedicarsi alla scrittura, potrà poi giovarsi di sintesi ed espressività maggiori. Per ora, se vuole, potrò segnalare alcune delle sue poesie sul numero prossimo, il 33 di “Mappe e Percorsi” , annesso della rivista “Poeti e Poesia” che dirigo. Cordiali saluti. Elio Pecora   Gentile Maestro Pecora, Sono un ragazzo di 22 anni che da  tempo scrive poesie, una passione nata  dopo un forte dolore affettivo. Le invio in allegato due proposte dei miei lavori in attesa di una Sua risposta e magari in una Sua considerazione. La ringrazio anticipatamente per l’attenzione Simone Sanseverinati RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Simone Sanseverinati, leggo con qualche ritardo i suoi versi, pochissimi per un giudizio, bastanti per esortarla  a un maggiore lavoro sui suoi sentimenti, al momento sopraffatti da una poeticità di genere. M’invii altri suoi lavori, ma prima si chieda sulla loro necessità. Lei è molto giovane e le tocca cercare e cercarsi anche nelle parole. Buon lavoro. Elio Pecora   Illustre Maestro, mi chiamo Giuseppe Meluccio e sono uno studente campano di 16 anni. Sono un ragazzo che si definisce (o comunque prova a essere) anticonformista, con un’insaziabile sete di sapere, affascinato e alla ricerca di qualsiasi forma di arte che rappresenti “il bello” in ogni sua sfaccettatura. A scuola primeggio a livello di voti e conoscenze, sono “abituato” a vincere olimpiadi di italiano e di matematica anno dopo anno, ho una particolare propensione innata verso le materie scientifiche, ma anche una passione per il latino, l’inglese e la filosofia. Da poco più di mezzo anno inoltre ho cominciato a scrivere nel formato espressivo che ritengo il più alto: la poesia. Con mia compiaciuta sorpresa, non mi sono fermato a scrivere dopo il primo, né il secondo, né il terzo  componimento e così la mia produzione continua tutt’ora (e sperò che non cessi mai!) con fervore e passione. Spero di non averla tediata fin qui, quindi passo al dunque: data la sua eminenza tra i poeti italiani contemporanei, vorrei chiederle (anzi, sono onorato già solo di poterlo fare) un parere sui miei scritti (che troverà in allegato): sono semplicemente ansioso di leggere una sua risposta, magari non solo a livello tecnico, ma anche con un occhio all’editoria. Comprendo che la mia raccolta contiene un numero relativamente alto di poesie, ma le sarei infinitamente grato se potesse leggerle tutte, anche perchè sono elencate soltanto in ordine cronologico di scrittura, quindi magari potrebbe trovare più interessanti le ultime piuttosto che le prime, o viceversa. Tali componimenti sono frutto di duro ma gradito lavoro, e pertanto so che devo rivolgermi a una figura tanto importante e competente affinchè possano essere apprezzate fino in fondo. Concludo ricordandole la mia età, 16 anni, e augurandomi che ciò possa essere motivo di sorpresa ed entusiasmo per lei, piuttosto che una ragione per cestinare rapidamente la mia e-mail: di fatti, sono convinto che occorre puntare con forza e determinazione sui giovani per un futuro (anche e soprattutto quello della poesia) più roseo e altrettanto convinto che non deluderà le speranze di un ragazzo che vuole dimostrare la sua passione per la poesia, con umiltà ma anche tanto e vero entusiasmo. La ringrazio enormemente per aver letto la mia e-mail, attendo impaziente!   RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Giuseppe Meluccio, ero certo di averle già risposto, invece avevo solo pensato a quel che dovevo scriverle. Non mi trova stupito per la sua giovane età che scrive versi. Ho cominciato anch’io qualche anno prima di lei , con la differenza che ho scritto molto prima dei vent’anni,  poi ho strappato tutto e ricominciato. Negli anni della prima adolescenza leggevo molto e non solo poesia, e molto dalle maggiori riviste di quegli anni. e dalle raccolte dei maggiori poeti contemporanei e non solo.  Per questo fruivo di confronti e di maestrie, ed ero spinto da una forte  volontà di esprimermi al meglio, e  dunque da quell’ambizione che richiede grande umiltà. Lei ha certo doti per la scrittura, ma al momento è minacciato da quell’eccesso di attesa che possiede molto giovanissimi di questi nostri giorni confusi. Legga il meglio, scriva e sappia attendere. Potrà al più collaborare a qualche buona rivista, anche on-line, e non ne mancano. Ma aspetti a pubblicare in libro. L’attesa e il lavoro che l’attende per toccare esiti durevoli le gioveranno. Saluti. Elio Pecora   Salve vorrei sottoporre alla sua attenzione queste due poesie di un ragazzo molto bravo a scrivere, una vera e propria penna: le riporto testualmente: saluti dott.ssa Francesca Romana Defidio   RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile dottoressa, è lodevole il suo entusiasmo per questo giovanissimo scrivente. Ma  ritengo che il ragazzo debba ancora molto leggere, e buona poesia, per uscire da un eccesso di ingenuità di forma e di sostanza. Gli auguro di tradurre questo anche giusto entusiasmo e questo pensiero acceso sulle sorti del mondo in un intenso lavoro su di sè e sulle sue scritture. La saluto cordialmente. Elio Pecora  Buonasera Dr. Pecora, sono una ragazza di 19 anni che, come banalmente potrà immaginare, cerca di avviarsi all’ardua via della poesia da circa da dieci anni. Personalmente credo che scrivere poesie significhi dar voce al proprio animo, mentre scrivere buone poesie è arte. Le invio pertanto alcuni dei miei componimenti per avere un giudizio da un illustre esperto: è diventato ormai importantissimo per me sapere se ciò che scrivo è realmente buono, se vi è qualche modifica da apportare, se c’è una creatività su cui lavorare o se semplicemente la poesia è ancora una montagna troppo alta per me. La mia è infatti l’età in cui i giudizi mancano di oggettività, perché si teme di ferire con essi un animo ancora immaturo: chiedo invece da lei un parere senza mezzi termini, dal momento che per me è sufficiente scrivere le poesie che ho sempre desiderato leggere. Le domando scusa per il mio stile che probabilmente ancora non è molto organico: uno stile costante non si può adattare alla mia personalità ancora irrequieta. La ringrazio anticipatamente nell’attesa di una sua missiva, Monica Zelli RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Monica Zelli, lodevole la sua ambizione e credibile il suo bisogno di scrivere. Ma le tocca ancora molto lavoro, e lei sa già che la poesia è emozione ma anche arte, ossia qualità della lingua e necessità di espressione. Al momento lei scrive in una lingua che in gran parte non è più fruibile, appartiene a un passato ottocentesco e primo novecentesco letterario e non del migliore. Le tocca leggere poesia contemporanea, cominci da Saba e da Montale, da Sbarbaro e da Caproni. Non sono più possibili i troncamenti, le parole un tempo preziose ed ora inascoltabili. E’ giovanissima e  ha molto tempo per prepararsi al meglio. Buon lavoro. Elio Pecora   Egregio Direttore, ho chiesto ieri a Mariangela Mincione della libreria” Nero su bianco”, di un bravo critico di poesie e lei mi ha fatto il suo nome. Così mi sono ricordata di averla conosciuta indirettamente quando circa un anno fa, navigando sul sito di “Poesia e Poesia”, ho visto i suoi video , ho letto le sue belle poesie e ascoltato il suo parere sull’editoria a pagamento. Poi, come sempre in tutti questi anni, presa da una famiglia di quattro figli non ancora tutti adulti, dal lavoro e da una insicurezza cronica, non ho più approfondito i contatti con la vostra community.   Quest’estate sono arrivate nella mia mail dell’ufficio le locandine per due concorsi di poesia indetti dall’Aletti editore per autori inediti. Senza più tergiversare, di impeto, ho mandato alcune poesie. Sono state selezionate per entrare in un’antologia e, successivamente, la casa editrice mi ha fatto una proposta editoriale ragionevole che ho accettato. Tra circa 20 giorni uscirà il mio libro di poesie Il gioco della Campana. Vederlo formarsi attraverso la selezione delle 52 poesie, l’introduzione, la sinossi, la foto di copertina fino al SI STAMPI, mi ha procurato una grande emozione. Ora sto cercando, con l’aiuto di Mariangela Mincione, il luogo che accoglierà la presentazione del libro.   A questo punto mi piacerebbe molto ricevere da lei una valutazione critica del mio lavoro. Questo è il motivo per cui le scrivo, nella speranza che lei abbia il tempo di ricevermi per sottoporgli le poesie. Molte grazie per la sua attenzione e, in attesa di una sua gradita risposta, le porgo cordiali saluti. Marcella Graziosi RISPOSTA DEL DIRETTOREGentile Marcella Graziosi, a questo punto è opportuno che lei attenda la pubblicazione del  suo libro. Quanto a me, mi rifiuto ormai di scrivere recensioni e potrò darle un mio parere se vorrà inviarmi un piccolo gruppo ( non più di dieci) di suoi componimenti. Saluti e auguri. Elio Pecora  Gent.mo Poeta,   mi presento. Scrivo, semplicemente. Ho iniziato a nove anni – ne ho trenta in più. Sono tornata, da poco, al mio inizio, che è stata la poesia.   Sto scrivendo di questo ritorno – ritorno di Memoria – in versi e prosa.   Vorrei sottoporre alla Sua attenzione due miei componimenti.   La ringrazio in anticipo per l’attenzione   Elisa Mazzieri   RISPOSTA DEL DIRETTORE   Gentile Signora, ho letto i suoi due componimenti. Non mancano di qualità letterarie e di empiti lirici. Trovò però molto rischioso il protrarsi della seconda poesia, è sempre un azzardo il poemetto soprattutto se  lasciato all’enfasi: mentre leggo penso a quanto potrebbe esprimere di più con ampi tagli. Certo conoscerà “La terra desolata” di Eliot, vero caposaldo poetico del Novecento, composto da un poeta già autorevole, sul quale intervenne la forbice affilata di Ezra Pound. Sempre la poesia si giova di quel che sappiamo togliere, come ogni forma d’arte. Saluti. Elio Pecora   Salve, le premetto di avere 18 anni e di essere ancora molto inesperta in questo campo, però scrivere per me è come uno sfogo, tutte le emozioni e le sensazioni le ritraggo nella poesia. Volevo un suo parere esperto sul mio modo di scrivere, questa poesia che leggerà fu scritta in un momento di rabbia verso me stessa. Grazie per la sua disponibilità.   “Sei l’errore, sei lo sbaglio; Con te ho mancato d’ingegno, Hai innescato dentro me insicurezza e pentimento; Sobbalzato e oppresso i miei pensieri, Ritraendoli e possedendoli Confendendoli, confondendomi. Come un fiume in pieno, come un vortice Hai spazzato via il mio potere Il mio essere orgoglioso e capriccioso Dando vita ad un personaggio misero e perdente, Bisognoso d’amore e privo di    personalità E nessuno mai, queste cose mi aveva attribuito e né io l’attribuivo a me stessa; Sei il buio, il marcio, Tutto ciò che desiderio è tenere distante; Sei confusione, menzogna e pura infamia, meschinità e tradimento; Così seducente, mi hai attratto a te Come una calamita al ferro; Agli occhi miei venerato e desiderato, Come il cibo più pregiato, Come l’opera maestosa e sublime, L’impossibile Che mai trovi, che non c’è. E dopo la sofferenza e la totale perdizione,  così vasta e immensa, L’intelletto e la ragione si risvegliano, Senza dar più spazio alle effimere e transitorie, illusioni del cuore. Ne consegue                                                                                 vendetta e  rancore, E il perdono che questo dolore non concede, L’orgoglio che allontana e mai dimentica.”   RISPOSTA DEL DIRETTORE Salve, il suo è uno sfogo con relativa enfasi. Per la poesia le tocca leggere molto, affinare pensieri ed emozioni, attenderne la necessità: e questo lo si percepisce solo quando si hanno sicuri modelli di riferimento, ci si sottopone a confronti difficili e affaticanti, e che siano i più degni,  dunque fra i  maggiori del miglior Novecento. Potrà cominciare trovandoli in una buona antologia anche scolastica. Saluti. Elio Pecora   Gentile Direttore. Anzitutto la prego di perdonare la povertà di contenuti con la quale mi rivolgo a lei. Sono un giovane ragazzo, in cerca d’una spietata critica, che sia il più possibile oggettiva. Se dovessi chiedere giudizi sui miei scritti alle persone che mi circondano, sarebbero inevitabilmente alterati dai sentimentalismi che ci legano e dalla soggettività che ci separa.E’ per questo che mi rivolgo a lei, in cerca di quel punto di vista proveniente da quella sfera, a cui questo breve esperimento vorrebbe appartenere. Le porgo ringraziamenti vivamente sentiti, intensificati dalla felicità che accompagna la possibilità di ricevere, finalmente, un’opinione di rilievo in materia. (preferirei che questo scambio fra di Noi rimanesse tale, la ringrazio nuovamente)   Cordiali saluti un giovane ragazzo.     Versi al tramonto sull’utopica unione. Quando il Cielo vorrebbe farsi terreno.   Ho seguito la terra affaticarsi verso sera, l’ho spiata spogliarsi per far cadere il cielo. Il ristoro le veniva sussurrato dal vento,e mentre dal suo aliar sfiorar si faceva rimaneva immobile, mirabile in posa per cristallizzare la sua bellezza.   Imbarazzato l’etereo si fece vermiglio ed ella sorridendo, per complice malizia, disse:” A te mi offro, prendimi, crollami addosso e non indugiare oltre.” Ma il cielo conscio del portato rivesti la terra con lane fatte d’ombre.   Non v’é tempo al di fuori di questa tentazione. Il giorno l’amenità della terra seduce il cielo costretto dal Sole all’oro paglierino dei campi, la notte il firmamento piange lacrime argentee che si riverberano sui versi dei poeti nei canti. Se dovesse cedere alle voluttuose pulsioni non scamperemmo al veemente schianto, adoperiamoci dunque! Amando per lui la terra, mentre porpora invidia ci maledice dall’alto.   RISPOSTA DEL DIRETTORE Giovane ragazzo, ho letto i suoi versi. Lei chiede un giudizio spietato, le dò un parere forse utile per il suo lavoro prossimo e futuro. Si avvicini a se stesso e al mondo in cui vive, lasci cadere le bellurie letterarie, da troppo tempo svuotate di ogni emozione e sostanza, diriga la sua vena e la sua voglia di esprimersi verso la giornata comune. Ho sperato e continuo a sperare che la rivista “Poeti e Poesia”, che da undici anni dirigo e curo, servisse e serva a mostrare e a provare come e dove la poesia contemporanea  si compie, e quanto si giovi della  conoscenza della maggiore poesia del nostro tempo,e in quella e per quella di continuo rinnovandosi. Provi a rischiare le sue verità nelle parole più chiare e vicine e sarò disponibiile per future rispost, ma cerchi prima dei modelli e dei confronti. . Stia bene. Elio Pecora   Gentile Elio, ho scoperto con piacere la possibilità di interagire con lei all’interno della rubrica di Poeti e poesia. Mi sembra una dimostrazione di grande sensibilità da parte sua.   Mi rendo conto che a scriverle saranno in tanti e il suo tempo limitato, ma ci provo. Allego qualche mio componimento, se non altro per avere il suo giudizio che spero, e credo, sia sincero. Le chiedo soltanto di rispondere per email e non pubblicamente.   Augurandole il meglio per il nuovo anno, le porgo cordiali saluti.   Igor Giammanco   RISPOSTA DEL DIRETTORE Gentile Igor Giammanco, ho letto le sue poesie che trovo del tutto prive dei vizi che fanno inutile e vuota quel che da tanto passa per  poesia. Insomma sento portati da una interiore necessità e dentro una velocità risolta i suoi versi. Dunque, la risposta giusta è: mi invii sue poesie per sei pagine, l’una di seguito all’altra con chiare separazioni e una breve nota biografica. Pubblicherò il tutto nel numero di “Poeti e Poesia” che preparerò in gennaio e apparirà in aprile. Aggiunga  il suo recapito postale: per farle spedire una copia della rivista con i suoi scritti. Saluti cordiali. Elio Pecora  n.b. Ho tentato più volte e inutilmente di rispondere al suo email.   Illustre direttore,   Le scrivo nella speranza di una risposta, pur consapevole della mole di messaggi simili che probabilmente Le giungono ogni giorno.   Gradirei stringerLe la mano, discutere di molti argomenti, ma questo è l’unico modo che ho di contattarLa a causa della reciproca lontananza. Innanzitutto tengo a dirle quanto importante per me sia stato leggere le sue poesie, e vorrei mostrare un apprezzamento particolare per “L’albergo delle fiabe” e “A PPP trent’anni dopo”: entrambe mi hanno toccato nel profondo e non saprei spiegarle il motivo. Deve essere questa la magia della sua poesia, e credo con queste parole di essermi unito ad un coro di unanime entusiasmo, della critica e dei lettori.   Desideravo anche proporle, per ottenere il parere onesto e professionale che sono sicuro lei sia in grado di elaborare, alcune mie poesie. Non ne invio troppe ovviamente, non vorrei seppellirla con la quantità, semmai tentare di illuminarla con la qualità! Sono giusto due, brevi brevi, che le scrivo qui di seguito.   Il sonno A volte un sognatore si appisola Sulle calde ginocchia della terra E può dormire giorni o settimane Sognare la pace di stretti abbracci Tutti gli amori ci sembrano il primo Sembrano gli unici amori del mondo Egli nel sonno diviene un narciso Ma se rinverrà il potere del verbo Ingoierà vive ceneri e vampe Suicida ch’annaspa e a galla ritorna Risvegliandosi negli occhi del cielo Per consegnare il suo avvenire al nulla.   Passeggiate Ma le poesie oggi Sapete Son tranquille come razza Non abbaiano Non mordono Non voglion cure Ti guardano e Non s’aspettano D’esser vedute   Attendono Attendono invano Attendono in giro Ospiti all’uscio di Portoni serrati   E le poesie oggi Sapete Camminano in silenzio.         Nella speranza di una sua qualche risposta, le auguro una buona giornata.   Cordialmente, Ivan Torneo.   RISPOSTA DEL DIRETTOREGentile Ivan Torneo, la ringrazio delle sue letture partecipi. Quanto ai suoi versi mi pare giusto il tono e notevoli gli attacchi. Di sicuro entrambi i componimenti si gioverebbero, a mio parere, di una maggiore concentrazione, ché il vero lavoro poetico è piuttosto quello di  rendersi conto del più che indebolisce invece di rafforzare.  La seconda parte de “Il sonno” mi pare slegata dalla prima, pure entrambe le parti hanno una loro vivezza. Il piùinfiacchisce anche i versi della seconda poesia.  So che non è facile, perfino all’ autore espertissimo, accorgersi subito o presto di simili divari. Ma occorre aver pazienza con se stessi, tornare a leggere e a rileggere i propri scritti, fino a rendersi come estranei: in questo consiste l’arte e l’artista: che vanno dietro l’ispirazione e la vigilano e la contengono nei giusti limiti  per portarla all’espressione risolta. In questo serve la frequentazione con la poesia maggiore contemporanea e del passato. Non mi stancherò mai di raccomandare i modelli e i confronti, ma vale per ogni buon lavoro da compiere. Stia bene. Elio Pecora

 

Illustre Signor Pecora,

sono Dario Maraviglia, un poeta di 14 anni.

Vorrei proporle per la pubblicazione nella Sua rivista, 5 miei componimenti ( in allegato ).

Sperando di ricevere risposta a questo indirizzo di posta elettronica,

Le porgo distinti saluti.

RISPOSTA DEL DIRETTORE

Dario Maraviglia, nei suoi versi ci sono le premesse di qualche buon esito espressivo. Ma le tocca fare ancora molto lavoro  e, alla sua età, se vuole davvero arrivare alla poesia, ha tutto il tempo per crescere. Saluti.

Elio Pecora

 

Salve maestro. Il mio nome è Maria Alina e vengo dalla Romania. Sono appassionata di poesia, per cui vorrei scrivere una raccolta di poesie composta da trentatre poesie. Mi farebbe molto piacere se lei fosse disponibile a leggere una mia poesia per darmi un gradito parere.

Cordiali saluti.

Maria Alina Ciubotaru

La meretrice

 

Finalmente mi sono liberata

Di quel suono oscuro di piano

Che parole immette senz’ orma di voce

Ed entra nelle vene rallentando il polso

Così maestoso tanto grandioso

Sin far sembrar superba la sua umiltà

 

Cristal è il nome della mia debolezza

Che tramuta il suono in una bellezza

Alle giovinette  dona la sua destrezza

Albergando integro la loro dolcezza

 

 

Non posso darle colpa

A quella cortigiana

Non posso nemmeno condonarla

Per quel dolore che mi ha sfregiato il cuore

 

Oh, tu, facile meretrice

Non osare ad accostare

Il tuo charmante charm maligno

Vicino al suo amabile fallino

 

Non collaudare a sgretolare

Quest’impegno tanto oneroso

Che da anni noi lo portammo avanti

Senz’ onta, con dignità e pace

 

 

 

 

Per ridurre in pezzi il nostro legame

Dovrai discendere nel profondo mare

Quante stirpe di tale sorta dovrà perdonare

Moltitudine di libidini e diserti come te

 

 

Affrettati e scruta se ti può perdonare

E’ il tuo peccato lei potrà lavare

Tuttavia nessuno non è mai tornato

Con o senza il suo peccato lavato.

 

RISPOSTA DEL DIRETTORE

Gentile Maria Alina Ciubotaru,  credo che lei debba prima conoscere meglio l’italiano e poi leggere almeno un po’ della poesia che si scrive da alcuni decenni in  Italia e nel suo stesso paese, dove non mancano poeti di grande qualità. Solo dopo potrà esprimere con chiarezza il molto che sente e a cui bisogna dare migliori strumenti. Questo il mio parere. Saluti.

Elio Pecora

 

Egregio signor Pecora,
con sentita commozione le scrivo, grata dell’immensa possibilità che vedo offrirmi anche solo con una semplice e-mail.
Immagino che questo mio piccolo gesto possa passare inosservato, non vorrei disturbarla per condividere un mio piccolo pensiero. Ho 21 anni, e mi lega  a tale gesto una profonda affinità con la poesia, amo la straordinaria melodia che esse riproducono senza note ma con parole.
Tenevo col cuore a farle leggere un mio scritto per averne un parere critico.
La ringrazio immensamente anche solo per aver avuto la possibilità di scriverle.

Carcasse
Strazia la consueta consapevole
lacerazione delle carni,
quelle carni
che purtroppo materia non hanno.
Carcasse sono ormai
le tue mani , i tuoi occhi ,
la tua bocca .
Le gela
quasi a farle rianimare,
tra l’intermittenza di un convulso pianto
e l’amara apatia
quella voglia di non spegnere l’animo,
quello che non fa pulsare il cuore nel petto
ma la vita nel sangue.
E lei
insaziabile carnefice di emozioni
leviga ciò che di te si trascina
ormai.
Carcasse,
ossa polverizzate
sono le residue chimiche reazioni
delle tue luminose sensazioni.
Ma ciò che si leviga,
ricorda
lascia un segno
dove ad ogni passo
si smaterializza.
Il segno che la morte
sia solo un effimera,
brutale rinascita.
Da carcasse
a sangue,
da sangue
a te,
tutto tremerà
nel vederti
al comando
di una vita
che grigia forse
prima non vedevi ,
ma di cui
ora te ne
dipigeranno l’animo
i colori a tempera.

Noto il mio amatoriale tentativo di approciarmi al più delicato e complesso componimento che esista . Attendo con ansia la sua risposta .

Con stima profonda
Imma.

RISPOSTA DEL DIRETTORE

Gentile Immacolata Capriglione, le qualità nei suoi versi non mancano: l’ardore, il pensiero divorante, la velocità del tono. Si guardi però da quegli eccessi giovanili che rischiano l’enfasi. Provi a scendere, invece che a salire, a stringere invece che a dilatare. E’ l’operazione che giova all’espressività e ne assicura la durata. Bisogna instancabilmente  chiedersi se quello che diciamo con le parole oneste della poesia sia tanto sentito e prossimo da arrivare ad essere altrettanto prossimo e sentito da ogni attento e partecipe lettore. E’ una grande fatica e vale anche per chi alle spalle ha una lunga vita letteraria. Buon lavoro e saluti cordiali. Elio Pecora

 

Molto stimato signor Pecora,
Sono Gabriele Alberto Quadri, un piccolo scrittore della Svizzera Italiana. Siccome sono rimasto vedovo con un figlio minorenne a carico, non mi posso più permettere troppo tempo da dedicare al mondo della poesia. Ho tuttavia pubblicato diversi libretti di versi in vernacolo e ho perfino ricevuto premi e riconoscimenti vari! Benché la poesia abbia ancora la forza di sorreggermi nei momenti meno piacevoli e luminosi, avrà capito che non sono più uno speranzoso giovincello. Le scrivo unicamente per conoscere la sua opinione in merito alla produzione “letteraria” in dialetto.
La ringrazio anticipatamente per una Sua cortese risposta! Cordialmente
Gabriele A.Quadri

 

RISPOSTA DEL DIRETTORE

Gentile Gabriele A. Quadri, la poesia chiede un tempo interiore anzitutto e questo lei potrà ancora  concederselo anche  se occupato attivamente in altro. Sono  i pensieri e i sentimenti che a lavorarci dentro,  ininterrottamente, anche quando ci pare di non ascoltarli. Quanto alla scrittura, dovremmo scrivere solo  quando non si rivela necessaria, ma questo lo comprendono in pochi vista la quantità di versi e versicoli risolti in chiacchiera.. Riguardo alla poesia in dialetto, quando arriva ad essere  intensamente espressiva,  merita la stessa attenzione della poesia in “lingua”. Nel nostro tempo abbiamo ed abbiamo avuto poeti eccellenti che hanno scritto nella lingua delle loro regioni e dei loro paesi: bastino i nomi di Tonino Guerra e del vivente e ampiamente riconosciuto Franco Loi. Nel secondo dopoguerra P.P. Pasolini, insieme a Dell’Arco, curò una pregevole antologia di poesia dialettale, volume ancora rintracciabile.  Stia bene.

Elio Pecora

 

Gentile Direttore,

 

per puro caso o destino (i due vocaboli sono sinonimi) scopro adesso che la rivista “Pagine” (da me conosciuta solo di nome) si fregia di una direzione come la Sua..

Non abito né frequento molto il mondo a livello sociale (sia esso “reale” o “virtuale”; tanto meno le illustri paratie accademiche dei circoli cultural-letterali)

 

Quindi, per ozio o per diletto, o, probabilmente, nella speranza di intrattenere una qualche proficua corrispondenza con Lei, scrivo questa mail allegando una breve presentazione (scritta in terza persona) sotto forma di “Cenni auto-biografici” impersonali, risalente oramai a circa tredici anni or sono e aggiornati per l’occasione.

 

Se mai, per qualche fortuita coincidenza umorale di matrice ignota, quell’abbozzo dovesse ingenerare una qualche avventata curiosità nei confronti dello scrivente, sarei lieto (ancorché onorato) di inviarle qualche verso, scritto, racconto o aforisma, dal tempo profilato cumulato e obliato,

non ritenendo opportuno profittare ulteriormente della Sua tolleranza aldilà di una semplice, per quanto indigente, presentazione.

Con Stima,

Antonio Perrotta

RISPOSTA DEL DIRETTORE

Gentile Antonio Perrotta, la rivista che dirigo da anni è edita da Pagine, ma la sua denominazione è “Poeti e Poesia”. Può, se vuole, inviarmi in lettura qualche sua poesia. La collaborazione alla rivista avviene soltanto su mio invito. Saluti cordiali.

Elio Pecora.

 

Gentile Sig. Pecora,

sono Laura e le scrivo da Genova.Conosco (anche se limitatamente) la sua opera e il progetto Poeti e Poesia. Non sapevo però, fino ad oggi, di questa possibilità di inviarle direttamente una mail con alcuni componimenti. Trovo sorprendente, oggi, avere l’opportunità di un contatto diretto con un poeta, disposto ad ascoltare. Quindi non rifletto troppo e le invio in allegato alcuni miei scritti, scelti qua e là, un po’ a caso e di fretta.. ma per chi scrivere “scegliersi” è quasi impossibile. Forse sono troppi, non lo so, ma se avrà tempo di leggerli, messi insieme credo e spero possano comunicarle qualcosa di me. Altrimenti, me ne dispiacerò, ma fin da ora la ringrazio per la sua preziosa attenzione…Dimenticavo, ho 30 anni; io quando leggo qualcosa sono sempre curiosa di accertarmi subito dell’età dell’autore, credo che per tanti motivi sia importante..
Grazie della bella sorpresa,
spero a presto,
un caro saluto
Laura

 

RISPOSTA DEL DIRETTORE

Gentile Laura, premetto che non rientro nel progetto “Poeti e Poesia”, ma curo e dirigo da undici anni la rivista internazionale dello stesso nome: le cui collaborazioni sono  dovute soltanto alla mia scelta e al mio invito. Preciso poi che ritengo l’età di un autore di nessun valore  se manca la qualità dell’opera: la cui giovinezza dipende unicamente dalle rese espressive. Quanto ai suoi componimenti, ho letto quelli che vanno dal numero 83 al 60 ( e sono più che  bastanti per un parere)   e mi pare che non difettino di umori e di fluidità di scrittura, ma  si gioverebbero di concentrazione – quella propria della poesia – per non limitarsi a un discorso prosastico e spesso enfatico. Ripeto   anche a lei che è della poesia il risparmio e la necessità delle parole. 

  Saluti. Elio Pecora

Lei e’ un grande poeta…. Io la seguo con attenzione. Mi piace anche la rivista da lei diretta !

Io pure scrivo versi. Sono laziale di nascita, ma vivo in Australia. Mi piacerebbe mandarle in visione (scopo pubblicazione sulla rivista) dei componimenti. Ma non so se lei ne ha il tempo di considerarli. L’Italia conta di molti poeti validi !  Con ammirazione,  MARIANO.

 

Mariano Coreno.

RISPOSTA DEL DIRETTORE

Gentile Mariano Coreno, la poesia è uccello raro, come sapevano gli antichi e come spesso dimentichiamo, ma va cercata e coltivata. MI invii un piccolo gruppo di sue poesie, non più di dieci: bastano  per un parere. Saluti cordiali.

Elio Pecora

 

Caro maestro Pecora,

mi chiamo Tiziana, sono la mamma di un bambino di 10 anni, Raffaele, a cui piace scrivere poesie.

Per me ovviamente sono bellissime, ma io non conto, per questo vorrei sottoporle alla Sua

cortese attenzione.

Allego alla presente il file con le poesie, tra cui “le dolcezze dell’inverno”, partecipa alla V edizione del concorso

indetto da Poeti e poesie.

Grazie e cordiali saluti

RISPOSTA DEL DIRETTORE

Gentile Tiziana Barretta, ho letto i versi del suo bambino. Non le piacerà il mio consiglio, ma  fossi in lei rinuncerei per il  momento a possibili concorsi.  Lasci che scriva le sue poesiole, ingenue e con segni di una sensibilità che va scoprendosi, ma che ha ancora molto bisogno di buone letture e di utili modelli di scrittura. Intanto molti auguri Elio Pecora

Buongiorno Signor Pecora,
la ringrazio in anticipo per la disponibilità e la gentilezza.
le scrivo, come tante altre persone, in cerca di pareri, consigli; le scrivo perchè sto attraversando un periodo in cui la poesia è diventata più che un bel passatempo una sorta di bisogno, sento che poco a poco sta divenendo la taratura della mia bilancia interiore; le scrivo  perchè desidero allegarle una poesia molto particolare scritta e “gustata” dopo un’esperienza a Lourdes e un’altra un po’ più lirica. sperando che  possa piacerle, che lei possa  trovarla interessante o ,quantomeno, sperando di ricevere qualche buon consiglio.
le porgo i miei più cari e grati saluti.

RISPOSTA DEL DIRETTORE

Gentile Vittorio Chino, certamente lodevole la sua vena poetica, ma per approssimarsi alla poesia bisogna addentrarsi nei sentimenti meno ” poetici” e più sentiti. Si tratta, nel caso dei suoi versi, di andar cercando parole e immagini che non restino  nella religiosità di superficie. Ripeto anche a lei che la scrittura ci fa responsabili di ogni parola e che tocca affinare il proprio gusto e i propri sentimenti con buone letture. Buon lavoro e saluti cordiali.

Elio Pecora

Gentile Elio,

 

Le scrivo perchè ho bisogno di ringraziare l’occasione del suo concorso “Viaggi di versi” per avermi fatto riscoprire una parte di me che credevo sepolta per sempre.

 

Da ragazza amavo scrivere poesie: era il mio modo di parlare agli altri, ma soprattutto alla parte più intima di me stessa. Ricordo i quaderni custoditi gelosamente che contenevano prima i versi di grandi poeti che per me avevano uno spessore particolare e poi, via via, i miei. Tutto diventava poesia: un evento, un momento, un incontro, un’emozione……

 

Poi mi sono sposata, mi sono dedicata al lavoro ed ai miei figli portando però sempre con me il gusto della parola “adatta, giusta” che potesse dare il senso vero anche alla mia quotidianità.

 

Oggi a 53 anni, figli grandi e più tempo per “volersi un po’ di bene” scopro per caso, fra i post di facebook quello di un’amica che mi indicava il concorso: è stato come decidere di prendere un treno che ti è spesso passato davanti in questi anni, senza farci troppo caso, e che adesso, non si sa per quale motivo comprendi non puoi non prendere.

 

Di qui tutta una serie di eventi:

 

la partecipazione a Riflessi, poi a Prospettive ed ora a Messaggi.

 

Sono come un fiume in piena che ha bisogno di trasformare in versi parte della sua vita passata (  ed in questa operazione riscoprirne aspetti e riviverne, in maniera più profonda, emozioni ) ma anche quello che la vita ancora mi riserva, giorno dopo giorno.

 

E’ una felicità diversa, un senso di pienezza, di ricompensa: un bisogno che diviene piacere…….

 

Non sarò mai una poetessa, di quelle che da giovane amavo leggere e di quelle che leggo ancora oggi, ma è come se avessi trovato il tassello mancante per completare il quadro.

 

La ringrazio per l’attenzione dedicata a questa mia e La saluto cordialmente.

 

Giulia Calfapietro

RISPOSTA DEL DIRETTORE

Gentile Giulia Calfapietro,  non è mio il merito che mi attribuisce, ma della redazione della casa editrice Pagine che si occupa del concorso e delle varie pubblicazioni.  Mi limito a dirigere e a curare, in totale autonomia, la rivista “Poeti e Poesia”. Chiarito ciò, mi felicito con lei per la sua vena poetica e per la passione con cui ne scrive. Credo che sia  dovere di ognuno il “volersi un po’ di bene”, e che questa  la prima condizione per voler bene alla vita e al mondo. La scrittura poetica consiste nell’esprimere con parole esatte i nostri sentimenti  e le nostre emozioni e nel  sentire quelle parole così tanto oneste e necessarie da poterle consegnare agli altri. Augurandole  il meglio  la saluto cordialmente.

Elio Pecora

 

Gentile direttore,

mi chiamo Carolina, ho 24 anni ed è da molto tempo che vorrei far leggere e nella migliore delle ipotesi pubblicare i miei umilissimi componimenti.

Le invio in allegato alcuni versi.

Attendo un suo graditissimo parere e semmai volesse le invierò anche brevi testi in prosa.

Le faccio i miei complimenti per la rivista che ho da poco scoperto!

Grazie!

Carolina Groszy

 

RISPOSTA DEL DIRETTORE

Gentile Carolina Groszy, ho letto le sue liriche  e ne segnalerò alcune nel numero prossimo di “Mappe e Percorsi”, annesso della rivista “Poeti e Poesia”. Questo le significa anche il mio parere: i suoi versi non mancano di qualità, anche se indugiano in una liricità spesso compiaciuta. Data la sua giovane età potrà giovarle una conoscenza più ampia della giovane poesia contemporanea che viene scelta e pubblicata in riviste di sicuro valore . Cordiali saluti.

Elio Pecora

Salve,

Sono Antonio Sacco autore della raccolta di poesia haiku “In ogni Uomo un haiku” in corso di pubblicazione da Arduino Sacco Editore. Sono un assiduo lettore della Vostra rivista e , innanzitutto, voglio complimentarmi con Voi per la serietà e la qualità della Vostra rivista. Vi scrivo per chiederVi se foste interessati a parlare del mio libro nella Vostra rivista. Sarebbe un piacere per me oltre che un onore! La prefazione al libro è stata scritta da Luca Cenisi Presidente Associazione Italiana Haiku. Credo sia interessante introdurre il lettore a questo genere di poesia e alle tematiche che essa tratta. In attesa di un Vostro gentile riscontro Vi invio Distinti Saluti
Antonio Sacco

RISPOSTA DEL DIRETTORE

Gentile Antonio Sacco, di haiku ne ho già pubblicati in rivista ( anche nel numero appena apparso). Non pubblico recensioni, o solo in Mappe e percorsi, annesso della mia rivista ( e per questo deve rivolgersi direttamente a quella redazione), Invece, se vuole,invii a me direttamente  un piccolo gruppo di haiku e potrò segnalarli o pubblicarli. Saluti. Elio Pecora

 

Illustre Direttore,

buongiorno. E’ da circa due anni che coltivo l’intenzione di scriverle e oggi finalmente mi sono decisa a farlo. Sono stata molto combattuta tra la promessa fatta a mia madre , prima che ci lasciasse , di sottoporre alcune mie poesie all’attenzione di “una persona competente”  ( come diceva lei ) e la mia innata reticenza ad espormi. Come vede ha vinto il partito della promessa, supportato dalla consapevolezza che non avrei potuto rivolgermi a persona più autorevole e disponibile di lei ….

Ringraziandola sin da ora per l’attenzione dedicatami, la saluto cordialmente e le esprimo la mia ammirazione per la sua attività di poeta e direttore della rivista che seguo con interesse.

Mimma

RISPOSTA DEL DIRETTORE

Gentile Mimma Sabolo, la risposta è che segnalerò le sue poesie nel prossimo numero, il 36, di “Mappe e Percorsi, annesso come sa a “Poeti e Poesia”. Dunque la risposta deve incorragiarla a continuare. Saluti cordiali.

Elio Pecora

Gentile maestro,

mi chiamo Luca Ronchetti, ho 19 anni e abito in provincia di Como. Mi sono avvicinato alla poesia da più di un anno e da più di un anno mi si è aperta una finestra su un bellissimo paesaggio, il più bello del mondo. Da qualche tempo sento il bisogno di confrontarmi con giudizi critici severi e oggettivi, fino ad ora non ho saputo fare nulla fuorchè scrivere a lei questa mail astratta che forse non leggerà mai. Le allego due miei scritti diversi per stile, tema e periodo di stesura. La ringrazio in anticipo, spero mi possa aiutare a rendermi conto di ciò che faccio.

RISPOSTA DEL DIRETTORE

Gentile Luca Ronchetti, lei è molto giovane e le tocca avvicinarsi alla poesia con l’entusiasmo che ora sta invadendola, ma soprattutto con qualche strumento in più di conoscenza e di lavoro. Legga qualche buon poeta del ‘900, ne troverà in  una delle tante antologie  presenti in libreria; e, prima ancora, si  interroghi nella sua giornata, cercandosi nelle sue ragioni e nelle sue attese, guardando il mondo che la circonda nelle sue grazie e nelle sue contraddizioni, innanzitutto adoperando una lingua che suoni viva e prossima e dunque lontana dai sentimenti facili e dalle parole vuote. Buon lavoro e cordiali saluti.

Elio Pecora

Caro signore Pecora
Vi scrivo da Patrasso di Grecia.
sono professore di letteratura greca e traduttore di poeti italiani. Fino ad ora ho pubblicato molti libri con traduzioni di Pavese, Montale e Ungaretti. Nel 2016 ho programatto di pubblicare un libro con poesie di Sandro Penna. Vorrei inviarmi materiale biografico della sua vita a includerlo nel libro. Ho letto diversi libri per Sandro Penna e ho anche nelle mie mani il suo libro autobiografico (autobiografia al megnetofono).
con cordiali saluti

RISPOSTA DEL DIRETTORE

Gentile Professor Pappas, sono lieto che lei si accinga a tradurre le poesie di Sandro Penna.  Devo però specificarle che i diritti sull’opera penniana sono ormai detenuti dall’editore Mondadori: al quale dovrà chiedere le dovute autorizzazioni. Quanto alle notizie sulla vita del poeta, le spedirò una copia della mia biografia pubblicata in terza edizione nel 2006 dall’editore Frassinelli, libro in cui potrà trovare tutto quanto si può sapere su Penna.  Saluti cordiali.

Elio Pecora

Gentile Direttore, le invio in allegato la mia ultima raccolta, uscita un mese fa circa per Lietocolle; ho già inviato il libro a diversi indirizzi, ma finora l’accoglienza dello stesso e’ stata piuttosto tiepida, per usare un eufemismo, il che mi ha indotto a fare delle riflessioni e dei bilanci sulla riuscita di questa pubblicazione non propriamente edificanti…
Le porgo intanto i miei più cordiali saluti!
Guglielmo Aprile

RISPOSTA DEL DIRETTORE

Gentile Guglielmo Aprile, sia contento di aver pubblicato un buon libro di poesia e con una buona casa editrice; Intanto le tocca aspettare. Che vuole che sia un mese in un paese in cui circolano migliaia di libretti di versi? Dovrà contentarsi di qualche giusta attenzione, e per questo occorre tempo e pazienza. Sono pochi i giornali che si occupano, anche molto raramente, di libri di poesia. Invii copie anche alle diverse riviste on line, forse troverà maggiore ascolto. E lo spedisca ai nomi più ragguardevoli della critica e della poesia, in questo potrà aiutarla la sua stessa casa editrice. E non conti le risposte,  Quanto a me, ho smesso da tempo di collaborare a giornali  dopo decenni di con cronache di lettura. Mi basta provare la mia attenzione ospitando nella mia rivista  gli scritti  di quelli che ritengo i migliori ( e in passato ho pubblicato sue poesie e lo rifarò, se vorrà, molto volentieri). Le auguro intanto il meglio e la saluto.

Elio Pecora

 

Gentile Elio Pecora, la contatto dopo un po’ di tempo per sottoporle una mia silloge poetica, sicuramente non si ricorderà di me ma i suoi consigli mi sono stati preziosi ed hanno

aiutato la mia poesia ad evolversi e plasmarsi in qualcosa di sempre più concreto e personale.

Dal nostro ultimo contatto ho letto e scritto molto, in questo file che le invio ho racchiuso il succo dei miei scritti, le poesie che ritengo rappresentino meglio la mia penna e quelle

che mi hanno più emozionato.

Mi affido alla sua esperienza per poter ancora migliorare, sto cercando di pubblicare in riviste o meglio ancora un libro proprio che racchiuda queste poesie ma trovo solo richieste

di acquisto di copie o danari e la cosa è a dir poco avvilente.

Lei cosa mi consiglia? Avrebbe la possibilità, se ritenesse valido il mio materiale, di mettermi in contatto con qualche casa editrice o periodico con cui poter avere un contatto e valutare una pubblicazione?

In attesa di gentile risposta e parere sulle mie poesie le auguro buona lettura e cordiali saluti.

RISPOSTA DEL DIRETTORE

Gentile Andrea Santambrogio, ripeto anche a lei che non ho nessuna relazione con l’editoria di poesia, nè con i libri editi da “Pagine”, fatta eccezione per una  scelta rigorosa dei migliori autori  da me operata su un largo numero di pubblicazioni  alla fine di ogni anno.  Io mi limito a dirigere la rivista “Poeti e Poesia” in cui, da undici anni e per trentasei numeri, ho voluto e scelto  quelli che ritengo, in Italia e fuori dell’Italia, i poeti che raggiungono la sostanza e la forma di quanto ritengo faccia la poesia. Con una tale rivista io tendo a fornire a chi ama la poesia possibili modelli da cui partire e con cui confrontarsi: in breve un’ educazione alla qualità della scrittura e alla ricerca espressiva . Premesso ciò domando a lei, e ai tanti e troppi  possibili autori, per quali ragioni  un editore dovrebbe sobbarcarsi per intero dele spese di pubblicazione di libri sicuramente  invendibili. ( I pochi poeti, non più di venti in un anno, che in Italia vengono pubblicati, senza obblighi di acquisto-copie,  da non più di tre case editrici  fra le maggiori, hanno più e meno giustamente un loro credito nella società letteraria e fra i pochi lettori di poesia, dunque assicurata una loro anche minima circolazione Eppure questi stessi, fortunati o eccellenti, acquistano copie dei loro libri se ne vogliono più delle tre o massimo cinque copie che gli spettano per contratto.) Dunque, se  si desidera vedere pubblicato un proprio libro di versi, bisogna pure che ci si pieghi alle ragioni economiche degli editori e si abbia allo stesso tempo consapevolezza delle proprie forze. Se tutti hanno diritto a darsi dei piaceri, è ben giusto che sappiano quel che occorre per procurarseli. Va poi preso atto di quanto la poesia richieda di studio, di cultura, di dedizione per essere anche solo un poco raggiunta. Quanto alla sua silloge, ritengo che lei si muova ancora nel  letterario: troppi sentimenti astratti,  che si risolvono in poeticismi;  troppi sentimentii recitati dall’alto  e dunque mancanti di vere risonanze.  Raccomando anche a lei quel che vado rispondendo ai molti: legga la poesia dei nostri anni, italiana e straniera in buone traduzioni e si avvicini a se stesso, alla sue verità, alle sue giornate. Ricordi che la vera ambizione è umile e che la poesia è un bene nascosto che dobbiamo rivelare a noi stessi con fatica e con dedizione, prima ancora di consegnarla ad altri. Saluti cordiali. Elio Pecora

Gent.mo sig. Elio Pecora,

ho avuto modo di apprezzare il suo lavoro, e sarei davvero felice di poter sottoporre al suo “autorevole” giudizio la mia prima raccolta di poesie che ho pubblicato nel mese di dicembre.

Questa raccolta è stata una buona occasione per “mettere insieme” piccoli e grandi fogli sparsi, sui quali avevo “lasciato” le mie parole.

Tra l’altro sentivo il bisogno di “ordinare” qualcosa che potesse in futuro essere traccia di una parte della mia vita.

Amo molto scrivere …e da sempre, ora sto “lavorando” su un romanzo autobiografico con un probabile pseudonimo “Checi” cosa tra l’altro suggerita da voi.

Il suo giudizio … o qualsivoglia critica mi aiuterebbe a valutare il mio modo di scrivere. Tra l’altro sarebbe cosa a me gradita che questo libro partecipasse ad un qualche concorso.

Allego il file del libro di cui le ho parlato.

In attesa la saluto cordialmente … con un grazie di cuore.

Lucia Micheli

RISPOSTA DEL DIRETTORE

Gentile Luisa Micheli,  ricevo una tale quantità di libri, e in gran parte raccolte di versi, che mi è solo possibile scorrerne qualche pagina. E questo è più che sufficiente a rendermi conto se l’autore o l’autrice hanno superato il confine del diletto personale e di quella  scrittura e “ispirazione” : che vengono da seri strumenti letterari. Ora il suo libro a me pare sulla scia  di sentimenti anche graziosi, ma che restano nel “poetico” e nel “superficiale”, in quello cioè che non appartiene alla poesia : in quanto domanda e ricerca dell’essenziale e del necessario, E per arrivare a tanto occorre aver dimestichezza con la maggiore poesia del proprio tempo e di quello passato e stabilire confronti difficili e passaggi arrischiati.  Questo mio parere  non potrà   certo impedirle di godere dei suoi libri e di riporre in essi  le sue attese.. Riguardo al suo “probabile pseudonimo” le è stato suggerito    non da me, ma dai redattori della casa editrice Pagine, con i quali io non ho niente a che  fare ( essendo  il direttore e il curatore  della rivista “Poeti e Poesia” del tutto autonoma dalle varie attività della casa editrice) Saluti cordiali.

Elio Pecora